sabato 10 giugno 2023

KAKIGORI- la Granita che viene dal Giappone!

Per il nostro Viaggio nel Mondo degli Ingredienti mi è venuta in mente la G di GHIACCIO!

Quale può essere una ricetta che abbia il GHIACCIO come ingrediente principale?

Da brava italiana, mi viene in mente la GRANITA SICILIANA, ma cercando nel web è venuto fuori che mezzo Mondo
ama il ghiaccio tritato e "condito" e, ovviamente, Paese che vai, ricetta e nome diverso che trovi! :D

Dunque mi sono messa a cercare granite particolari e ho scoperto che ne esistono eccome!:DDD

Per cui questa volta ce ne voliamo con la G di GHIACCIO in GIAPPONE  visto che SEMBRA che la Stagione Estiva  si sia messa in testa che è ora di farsi sentire sul serio, vi offro un bel bicchierozzo di...

KAKIGORI (Giappone)

cubetti di ghiaccio

sciroppo a piacere (io di lamponi)

frutta a piacere (io fragoline di bosco del nostro giardino, mirtilli, albicocca, pesca noce e passion fruit) 

latte condensato

Nella tradizione giapponese, il ghiaccio viene grattato molto finemente al coltello, con una lama che rende il ghiaccio finissimo, quasi soffice.

Io ho solo un tritaghiaccio elettrico e quindi mi sono arrangiata con quello :P

Si mette un pò di ghiaccio sul fondo della coppa o bicchiere scelto per il servizio, si copre con un pò della frutta scelta, poi latte condensato lasciato cadere a filo, altro ghiaccio e così via fino a riempire il bicchiere / coppa.

In ultimo, altra frutta fresca e un altro giro di latte condensato.

Io in giardino ho le fragoline di bosco quindi ho usato queste, a cui ho aggiunto una manciata di mirtilli freschi, un'albicocca e una pesca noce piccola tagliate a fettine sottili e un passionfruit.

E poi, in ultimo, decorato con una "cascata" di latte condensato!

Devo dire che sono rimasta davvero sorpresa dalla bontà!!!!

Da rifare assolutamente!

Ringrazio come sempre la nostra Capa Aiù per l'idea geniale di questo Viaggio e per le bellissime letterine che crea per ogni tappa!

Ah! Da domani si parte con la letterina "I"



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mentre

La cartina del Giappone l'ho presa QUI

venerdì 9 giugno 2023

GARGANELLI e si resta in ITALIA!

Siamo quasi alla fine del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti per la letterina G e la mia seconda proposta è dedicata alla G di GRANO TENERO e in particolare ai GARGANELLI, un formato di pasta fresca all'uovo tipica della mia Regione l'EMILIA-ROMAGNA, e della Romagna in particolare.... Per cui si resta in ITALIA

Ho preso la ricetta QUI, eseguita dalla Chef Ilenia Bazzacco.

La nascita di questo formato di pasta è legato ad un aneddoto davvero curioso (come avrete modo di sentire nel video)...

Pare che nel 1725 la cuoca del Cardinale Cornelio Bentivoglio d'Aragona, nel preparare il ripieno per i tortellini destinati ad uno dei tanti banchetti dell'epoca, si sia un attimo distratta e abbia lasciato incustodito tale ripieno e che un GATTO abbia approfittato di questa distrazione, mangiandosi il ripieno ...ma che gatto era, mi chiedo, per far fuori l'impasto per tutte quelle persone???!!!

Oppure, sempre la stessa cuoca (ZDORA in dialetto) abbia imbottito troppo i tortellini sopra citati e sia rimasta senza ripieno per finire la sfoglia che le era rimasta in abbondanza e si sia inventata lì per lì questo stratagemma per non sprecare quanto faticosamente preparato! 


Fatto sta che la cuoca, senza perdersi d'animo, si è subito ripresa dal disastroso incidente, prendendo un bastoncino fra quelli usati per attizzare il fuoco, e ha così sfruttato la pasta rimanente inventandosi questa sorta di "penne" all'uovo, servite poi col brodo di cappone, con gran gioia del Cardinale e di tutta la sua corte!

Dunque mi metto all'opera anche io, ma siccome non ho il bastoncino apposito e, come insegna quella cuoca del 1725, in cucina bisogna sempre ingegnarsi per portare a casa il risultato, l'ho ricavato sacrificando uno dei miei cucchiai di legno da cucina, tagliandolo! :DDDD

Il riga gnocchi invece ce l'ho perchè me lo ha regalato tanti anni fa il mio Suocerino, ma ne ho già ordinato uno nuovo perchè, facendo i garganelli, mi sono accorta che è parecchio rovinato e mi rovinava la sfoglia.... Per gli gnocchi va ancora bene, ma per i garganelli purtroppo no :P

GARGANELLI ALLA ROMAGNOLA

(per 2 persone)

per la sfoglia all'uovo:

2 uova medie a pasta gialla bio

200 g di farina 00

per il ragù di salsiccia:

2-3 salsicce 

1 scalogno

vino bianco secco

parmigiano grattugiato qb

noce moscata qb

olio evo

sale e pepe qb.

Preparare la sfoglia impastando le uova con la farina (a mano o con l'impastatrice, ma per due uova io l'ho fatta a mano) avvolgerla in pellicola trasparente e lasciarla riposare un'oretta.

Nel frattempo, togliere la pelle alla salsiccia e farla a pezzetti. Pulire e tritare lo scalogno e farlo appassire in padella antiaderente con l'olio evo.

Aggiungere la salsiccia spezzettata, lasciare rosolare quindi sfumare col vino.

Dare una grattugiata di noce moscata, giusto l'odore, quindi assaggiare ed aggiustare di sale e pepe se occorre.

Riprendere la pasta e tirarla in sfoglie sottili da cui ricavare dei quadretti di circa 3x3.

Prendere il riga gnocchi, posizionarvi sopra un quadretto di sfoglia in diagonale, rispetto alle righe dello stampo, appoggiarvi sopra il bastoncino ed arrotolarvi intorno il quadretto di sfoglia, premendo contemporaneamente sul riga gnocchi, così da ottenere il garganello ben sigillato.

Procedere fino ad esaurimento della sfoglia, sistemando man mano i garganelli su un vassoio o canovacchio leggermente infarinato.

Cuocere i garganelli in acqua bollente leggermente salata (è già saporito il ragù di salsiccia...) tenendoli mescolati delicatamente.

Quando vengono a galla, trasferirli direttamente nella pentola col ragù e mantecare bene.

Spolverare di parmigiano reggiano, saltare per amalgamare e impiattare!

Come dice Ilenia, questo è un formato di pasta che si presta a tantissimi condimenti, come ad esempio il ragù alla bolognese o (come lo prendevo sempre io quando da piccola con i miei andavamo nelle sagre di paese o alle Feste dell'Unità o dell'Avanti) con un ragù panna di piselli e prosciutto e quella volta i garganelli erano di sfoglia gialla e verde! 

Che bontà!!!!

Ancora, Ilenia racconta che in alcune famiglie si usa sostituire una parte di farina con del parmigiano grattugiato (per esempio 150 g di farina e 50 g di parmigiano).

La prossima volta ci proverò!


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La cartina dell'Italia l'ho presa QUI


lunedì 5 giugno 2023

CURRY MALGASCIO DI GAMBERI E POLLO e si vola in MADAGASCAR!

Da non amante del pesce, questa volta voglio rompere un "muro" che ho innalzato anni e anni fa, quando ho scoperto che alcuni pesci e crostacei mi danno diversi problemini... poi ho scoperto anche che se ne mangio pochissimo e, soprattutto, cucinato in casa da me o da chi conosce le mie problematiche, non mi dà nessun problema!

Cercando dunque ingredienti con la letterina G, protagonista fino al 10/06 del nostro Viaggio nel Mondo degli Ingredienti, sono incappata in questa ricettina che mi ha ispirato parecchio!

Così mi sono procurata i gamberi (trovato quelli surgelati argentini, belli cicciotti) e spadellato un piattino che poco ci manca ce lo litigassimo fra me e Compare!!! :DDD

A quanto pare è un piatto tipico del MADAGASCAR e stranamente non ho dovuto fare alcuna sostituzione, non essendoci ingredienti a me ostici (per esempio peperone che per me è veleno, o peperoncino o aglio in grandi quantità....)!

E poi è facilissimo e visto che il Compare ne è rimasto super-soddifatto, è già inserito nei nostri piatti-mai-più-senza!

CURRY MALGASCIO DI GAMBERI

E POLLO (Madagascar)

(dosi per 4 persone)

600 g di petto di pollo

1 kg di gamberi sgusciati

1 cucchiaio da tavola di curry

400 ml di latte di cocco

2 cipolle (io scalogno)

1 cucchiaio da tè di curcuma macinata (io in polvere)

2 spicchi d'aglio (io olio all'aglio)

25 g di zenzero fresco macinato

1 cucchiaio da tè di timo essiccato

1 ciuffo di prezzemolo

4 pomodori

20 g succo di limone

1 cucchiaio di olio di semi di arachidi

sale qb

Tagliare il petto di pollo a cubotti.

Lavare asciugare bene i pomodori e tagliarli a cubetti.

Tagliare anche le cipolle a cubetti piccolini (io 2 scalogni perchè avevo terminato le cipolle...)

Scaldare l'olio in una padella antiaderente e farvi rosolare il petto di pollo tagliato a cubotti, fino a che è bello dorato.

Aggiungere le cipolle affettate fini, l'aglio (io un pò di olio evo all'aglio) e lo zenzero e far saltare fino a che è tutto bello morbido, mescolando ogni tanto.

Intanto versare in una piccola ciotola la curcuma, il curry e poca acqua, giusto a formare una cremina densa, versarla poi sul pollo, mescolando bene e lasciando cuocere altri 2 o 3 minuti.

A questo punto si possono aggiungere anche il sale, il timo e i pomodori.

Continuare a cuocere per altri 15 minuti a fuoco moderato.

A quasi fine cottura, versare il latte di cocco, i gamberi sgusciati e terminare con altri 5 minuti di cottura.

Infine incorporare il prezzemolo tritato e il succo di limone (lime sarebbe meglio), mescolare bene e servire subito ben caldo!

La ricetta l'ho trovata QUI, ma siccome c'erano alcune inesattezze nei vari passaggi, io, seguendola, ho aggiunto il prezzemolo a metà cottura, ma è meglio metterlo alla fine, in modo che cuocia il meno possibile....




Ringrazio sempre la nostra Capa AIU' perchè crea queste immagini con le letterine troppo belle e sempatiche e io gliele rubo SEMPRE! :DD


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La bandiera del Madagascar l'ho presa QUI

La cartina geografica invece QUI

mercoledì 17 maggio 2023

LONZINO DI FICHI SECCHI MARCHIGIANO e si resta in ITALIA

Per il Viaggio dell'ABC nel Mondo degli Ingredienti, dedicato in questi giorni alla letterina F ho scelto i FICHI SECCHI.

Viaggio ideato e capitanato dalla nostra Capa AIU'  ^____^

Fossimo stati di stagione, mi sarei adoperata per trovare quelli belli freschi e li avrei fatti essiccare nell'essiccatore, ma dato che siamo a Maggio e a quanto pare, è più Maggembre visto il freddo e la pioggia (maledetta ormai) che fa, accontentiamoci di quelli già pronti...

LONZINO DI FICHI SECCHI MARCHIGIANO (Italia)

750 g di fichi secchi ma morbidi

250 g circa di mandorle spellate

150 g di noci sgusciate

45-50 g di Sapa (o Saba)

35 g di Varnelli o Mistrà (liquore all'anice marchigiano)

Foglie di fico fresche qb per avvolgere i lonzini 

Per prima cosa eliminare dalle foglie i piccioli e la parte più duretta che li unisce alla foglia, quindi lavarle molto bene e lasciarle asciugare, quindi avvolgerle morbide in un telo di cotone pulito e tenerle al fresco fino al momento dell'uso.

Passare nel tritacarne, con i buchetti intermedi prima i fichi, poi le noci ed infine le mandorle.

Mescolare bene tutto quanto in una ciotola, quindi aggiungere la Sapa e il Mistrà e continuare ad impastare bene con le mani per amalgamare bene il tutto.

Ho indicato negli ingredienti 250 g circa di mandorle, perchè l'impasto può risultare piuttosto morbido, secondo la tipologia di fichi usato o il loro grado di essicazione... Quelli comprati da me erano piuttosto morbidi, quindi ho ad aggiungere altre mandorle tritate fino alla consistenza che mi sembrava più giusta....

Anche qui, come nella maggior parte delle ricette "semplici" e antiche, è la mano e l'esperienza che conta! 

La ricetta è semplicissima nella sua esecuzione... la bravura sta nell'azzeccare il giusto grado di compattezza del lonzino...

Dunque una volta ottenuta la massa, dividerla in 4 parti uguali e dare la forma di un piccolo salamino.

Dalla mia massa ne sono venuti fuori 4 sui 270 gr l'uno.

Una volta formati, li ho avvolti nelle foglie di fico, facendole aderire bene e fatto alcuni di giri di spago per fermare il tutto.

I più bravi sanno fare la legatura tipo salame, ma io non ci ho nemmeno provato :D

L'ideale prima del consumo, sarebbe aspettare che le foglie siano ben asciutte ma il test doveva essere fatto e quindi è già tanto se ho resistito due giorni! :DDD

Da rifare assolutamente a Settembre coi fichi freschi essiccati al Sole o in essiccatore! ^______^

QUI per un pò di storia del Lonzino di Fichi Marchigiano 



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sabato 29 aprile 2023

E di Emmentaler - FONDUTA SVIZZERA (e si va... in Svizzera!)

Arrivo alla fine questa volta e con una sola ricettina, ma in queste ultime settimane abbiamo avuto ospiti i miei genitori e mi sono presa una "vacanza" dai fornelli, lasciando praticamente tutta la cucina in mano a mia mamma! ^___________^

Così sono arrivata alla fine dei giorni disponibili per poter portare il mio contributo, praticamente impreparata, nonostante avessi adocchiato almeno 3-4 ingredienti e relative ricette...

Vabbè, mi rifarò con le prossime letterine dai...

Quindi ecco per la E ho scelto l'EMMENTALER come ingrediente e la SVIZZERA come Paese che ne rappresenta uno dei piatti tradizionali, la FONDUTA SVIZZERA che ho scoperto essere buonissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa e questo è un male per me, perchè sono intollerante ai formaggi sia freschi che fusi... :DDD

E pensare che quest'anno dovevamo andarci in vacanza!!! E' uno dei tantissimi Paesi che vorrei visitare, ma tanto prima o poi mi riesce eh?! Anche a costo di andarci da sola e in bicicletta!!!! :DDD

Per la fonduta svizzera ci vorrebbe un mix di almeno 3 formaggi tipici ma io ne ho trovati solo due, l'Emmentaler e il Gruyere e quelli ho usato, anche se nella ricetta (presa QUI) trascriverò tutto quanto occorre per farla alla perfezione anche perchè, tanto per non smentire la mia sbadataggine, ho scordato anche di metterci la maizena e infatti non era proprio perfetto l'aspetto, ma comunque non ne è avanzata neanche un pò e quindi.... :DDD

FONDUTA SVIZZERA

250 g Gruyère Reserve

250 g Gruyère AOP

250 g Emmentaler

350 ml vino bianco secco

1/2 spicchio d'aglio

4 cucchiai di amido di mais

1 cucchiaio di succo di limone (o kirch come ho trovato in altre varianti)

pepe nero macinato al momento

noce moscata qb

fette di pane (io ho fatto dei bastoncini di pane di segale)

Grattugiare i formaggi e mescolarli all'amido di mais (io ho fatto dei tocchetti piccoli e ho scordato l'amido ma vabbè...)

Strofinare lo spicchio d'aglio ben bene nel caquelon o in una pentola di ghisa.

Per quanto mi riguarda, avendone fatta una quantità piccola, giusto per un antipasto prima di cena, ho usato una mini pentolina in ghisa e ho mantenuto in caldo la fonduta piazzando la pentolina su un "fornelletto" in terracotta con sotto due candeline)

Versarvi dentro il vino bianco e il limone (o il kirsch, che è una grappa di ciliegia e ho trovato questa variante in altre ricette) portare a bollore, quindi unire i formaggi e mescolare sempre finchè fonde completamente. 

Aggiustare di pepe nero e noce moscata e servire col pane tostato a cubotti (o striscioline come ho fatto io)



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mentre la bandiera della SVIZZERA l'ho presa



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