TEST DI VERIFICA

TEST DI VERIFICA nei commenti...
Abbiate pazienza, l'avevo tolto, come in tanti mi avevate richiesto, per facilitare la pubblicazione dei commenti da parte vostra, ma ho dovuto rimetterlo perchè da quel momento han ripreso ad arrivarmi un saaaaacco di commenti-spam... e non ne posso più di star lì a cancellarli... :(((
Spero sarete comprensivi e che vorrete lo stesso continuare a seguirmi... VVB! =(^.^)=

domenica 5 luglio 2015

BROWNIES HEPBURNS

Meno male che ci pensa l'Abbecedario Culinario Mondiale a farmi aggiornare ogni tanto il blog!

Che scusa posso trovare per questo simil-abbandono? Il caldo? Anche... ma ormai si fa talmente presto a condividere le ricette su FB o su Instagram, che tempo da dedicare al blog ne trovo davvero pochino pochino... :D

Ma suvvia, non abbattiamoci e anzi, tiriamoci su con questa vera e propria bomba di calorie!!!



Che poi la ricetta è dedicata a Katrine Hepburn,
che era secca come un chiodo e non capisco proprio, se mai ha mangiato questi brownies, dove possa aver accantonato la ciccia... sui lobi delle orecchie? Sull'alluce destro?!

Io di sicuro tutto su pancia-fianchi-sedere!!! :DDD

Ma andiamo con ordine...

Allora, siamo arrivati a metà Abbecedario, con la letterina M dedicata alla città di Minneapolis per identificare gli Stati Uniti d'America e siamo ospitati nella cucina della nostra Amica Simona e il suo blog "BRICIOLE" fino a domani 7 luglio! 

Eeeeehh lo so... sono quasi in ritardo, come mio solito... :)


Ho visto in giro on-line un sacco di ricette di dolci americani, che sarebbero tutti da provare per quanto acquolina m'hanno smosso in bocca, ma essendo tempo di "dieta" (ma quando mai?!) ho aspettato sperando di trovare qualcosa di un pò meno "pesante"....

Poi qualche giorno fa, cercando un libro di cucina tra quelli che ho di là, sulla libreria dedicata, da prestare ad un'amica, mi ti salta fuori che ce l'ho!!!!

foto presa QUI


Ho incredibilmente un libro di dolci americani!!! Non me lo ricordavo proprio più... e si che, come mi ha poi ricordato Il Compare, me lo ha regalato lui appena un paio di anni fa... ed ha preso subito la palla al balzo per dire che "hai troppi libri di cucina! non vedi che manco sai quali hai?! basta non ne compri più!" .... ok... mi son tirata la zappa sui piedi da sola... :(((

Ma tanto li compro lo stesso! :DDDD

E così mi sono messa a sfogliarlo e sapete che vi dico?! Che sarebbero tutti da provare... mamma mia... che tripudio di burro, zucchero, cioccolato, creme............ da farsi venire un attacco di diabete solo a leggere! :D

Ma si sa, gli Americani non conoscono mezze misure: o tutto o niente! 

Il libro in questione è TORTE D'AMERICA di David Muniz e David Lesniak ed è un piacere anche solo leggere i loro scritti ^____^

All'inizio m'ero fissata con i Woopies (che comunque proverò), ma poi sono "caduta" sui Brownies, di cui ho sempre letto/visto le ricette degli altri e Il Compare m'ha sempre chiesto di farglieli, ma non mi ci ero mai messa e così, ecco l'occasione perfetta!

Gli autori del libro dicono che esistono diverse varianti di Brownies attribuiti alla Hepburns, e loro ne hanno voluta fare una versione super-cioccolatosa usando il cacao amaro in polvere al posto del cioccolato fuso e.... ragazzi miei, vi ringrazierò per tutta la vita!

E' un concentrato di cioccolatosità allo stato puro!!! Molto simile, devo dire, alla Tenerina Ferrarese, ma, lo confesso, molto, ma molto-molto-molto più intensa!

E dunque ecco qui la ricetta:

BROWNIES HEPBURNS

115 g farina "00"
1 cucchiaino e 1/2 di cannella
3/4 di cucchiaino di sale kosher (io Sale Dolce di Cervia fino)
340 g di burro
200 g di cacao amaro in polvere
2 cucchiai di caffè solubile (io orzo solubile)
675 g di zucchero semolato (io di canna chiaro)
6 uova grandi a temperatura ambiente (io 6 normali)
1 cucchiaio di estratto di vaniglia (io il mio, home-made)
250 g di gocce di cioccolato fondente o al latte o bianco (io fondente)
175 g di noci tritate (facoltative) (io non le ho messe)

Scaldare il forno a 170°.

Imburrare una teglia di cm. 30x25x5 e rivestire il fondo e i lati con carta forno, facendola aderire bene.

Io ho usato quella che mi ha passato in eredità la mia nonnina materna, misure perfette... <3 p="">


Il libro dice di foderare solo il fondo e due lati della teglia da rivestire con carta forno e di infarinare gli altri due con la farina eliminando l'eccesso, ma io ho preferito rivestirla tutta quanta.

In una ciotola media mescolare la farina, la cannella e il sale e tenere da parte.

Fondere il burro in una casseruola su fuoco basso e quando inzia a sciogliere unire il cacao in polvere e il caffè solubile e mescolare per amalgamare il tutto per bene.

Togliere dal fuoco e unire lo zucchero in due-tre tempi mescolando bene tra l'uno e l'altro.

Gli autori dicono che in molte ricette si consiglia di far freddare bene il composto di burro e cacao prima di aggiungere le uova perchè altrimenti queste "cuociono", ma aggiungendo lo zucchero e stando fuori fuoco, il composto già scende di temperatura abbastanza da poter unire le uova senza alcun pericolo.

Ho seguito le loro indicazioni e tutto è filato liscio :)

Unire dunque le uova una alla volta ed incorporare bene prima di passare all'uovo successivo.

Personalmente, le ho rotte tutte in una ciotola e sbattute leggermente e quindi unite poco alla volta al composto.

Non mescolare troppo velocemente, per non incorporare troppa aria o non si avrà la giusta consistenza.

Alla fine unire l'estratto di vaniglia.

Unire tutti gli ingredienti secchi e mescolare per amalgamarli appena.

Infine aggiungere le gocce di cioccolato e le noci (se le usate).

Versare l'impasto nella teglia, livellarlo e infornare per 20-25 minuti o finchè infilandovi un coltellino, ne uscità pulito (io 35 minuti)

Purtroppo nel libro non c'è la foto quindi non so se l'aspetto che devono avere è effettivamente quello che ho ottenuto, ma gli autori dicono che devono avere una crosticina secca e sottilissima mentre sotto sono appiccicosi... bè... come la Tenerina, in fondo! ^^

Dicono di far raffreddare bene e di mettere in frigorifero una notte, prima di gustarli, ma noi non resistevamo... come cavolo fai a resistere quando hai tutta, ma proprio TUTTA casa invasa dal profumo del cioccolato?! o.O

Così ho tenuto la teglia in frigo 3-4 ore poi ho tagliato i quadrotti, ottenendo appunto i Brownies e... assaggiato!

Sono SVENUTA! :*DDD

Non è che sia un dolce proprio adatto alle temperature di questi giorni in particolare ma... un pezzettino ci sta, se poi lo accompagnate con un buonissima tisana ghiacciata fragola/arancia, è il TOP! 

M come... 



 Oh My God!!!!

PS: Come si fa a pensare agli U.S.A.e non pensare a LUI, THE BOSS??!!! ^______________^


giovedì 4 giugno 2015

ESTRATTO DI VANIGLIA Home Made


Copincollo anche qui, sul mio blogghino, foto e ricetta che ho già condiviso un pò di tempo fa su Intagram, a futura memoria! ^____^


6 bacche di vaniglia 

35 g di zucchero 

35 g di acqua 

60 g di alcool alimentare 

Mettere in un pentolino lo zucchero e l'acqua e scaldare fino a completo scioglimento dello zucchero e tenere da parte finché freddo. 

Nel mentre, mettere a bagno un'ora le bacche di vaniglia in acqua tiepida, per ammorbidirle ulteriormente, quindi asciugarle bene, tagliarle a metà nel senso della lunghezza e con la parte liscia di un coltello, raschiare via tutta la polpa. 

Mettere tutto (polpa e bacche tagliate) in un vasetto a chiusura ermetica già sterilizzato, unendo l'alcool alimentare e lo sciroppo di zucchero ormai freddo. 

Chiudere bene, mettere l'etichetta con la data di produzione e tenere in luogo buio e asciutto agitando almeno una volta al giorno. 

Dopo 3 mesi sarà pronto. 

Se ne usa un cucchiaino su 500 g di prodotto da insaporire. 

Io l'ho preparato raddoppiando le dosi! :) 

Grazie a Donatella Bartolomei e a Silvia La Greg della Scuola di Cucina "La Fabrica del Gusto" di Fabriano (AN) che ci hanno passato la ricetta! ♡

mercoledì 3 giugno 2015

CREMA DI MANDORLE VEGAN

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da spalmare sulle fette biscottate o sul pane, la mattina, in alternativa alle marmellate o al miele, dopo aver provato la CREMA DI NOCCIOLE, ora mi butto su quest'altra cremina.

Direte: ma non fai prima a comprartela?!

Sì certo...

Alcuni giorni fa sono passata da un negozietto di alimentazione bio chiedendo se l'avevano e no, non c'era, allora il ragazzo mi fa "se vuole signora gliela ordino" e io "ok... ma quanto costa?" (fortuna la mia sfacciataggine!!!) e lui "bè, effettivamente è un pò cara però se anzichè ordinarne un vasetto solo, trova qualcuno a cui possa interessare per dividere la spese, ne ordiniamo un pacco intero (credo fosse da 6 vasetti) così anzichè 15,00 euro l'uno (più iva!!!!!) verrebbe a pagare sui 12-13 euro a vasetto (più iva!!!!!)"

e io "ah certo, così è molto più conveniente... però aspetta che faccio un giringiro e vedo se la trovo che mi servirebbe subito, sai com'è..." e me ne sono andata prima che il naso, allungandosi, sfondasse la vetrina del negozio!!!

E' vero che si può ordinare on-line, come ormai praticamente tutto del resto, però mi sfarvallava nella mente l'idea di provare a farla in casa, così oggi, con un pochino di calma, ho cercato una ricetta in rete e, manco a dirlo, l'ho trovata! Tiè! :D

Oltretutto è talmente rapida a farsi che non capisco proprio il motivo di comprare quella già fatta, ma tant'è.... ^^

La ricetta l'ho presa QUI ma io, come sempre, ho apportato qualche piccola modifica, stupidaggini ma insomma, come l'ho fatta la scrivo :)

CREMA DI MANDORLE VEGAN

150 g di farina di mandorle
150 g di zucchero
30 g di amido di riso
300 g di acqua

Nel frullatore, sì proprio quello per i frullati, mettere tutti gli ingredienti e frullare un paio di minuti creando un'emulsione fluida e liscia.

Trasferire in un pentolino sul fuoco e portare ad ebollizione mantenendo sempre mescolato con un cucchiaio di legno.

Appena prende il bollore, abbassare la fiamma al minimo e continuare a mescolare fino a che la crema si addensa e "scrive".

Spegnere subito il fuoco e versare in una ciotola, coprire a contatto con pellicola trasparente e lasciare raffreddare, quindi suddividere in 2-3 vasetti di vetro.

Si conserva in frigo fino ad una settimana (così almeno dice la ricetta copiata/reinterpretata)
Nella ricetta presa come riferimento, al posto dell'estratto di vaniglia home-made, c'è indicato un pizzico di cannella, ma siccome ho il mio estratto di vaniglia bello pronto da usare, non ho resistito e ho fatto la sostituzione! :D

Con la cannella proverò più avanti, magari in autunno, così sentirò già l'atmosfera natalizia... ^________^

Domani la provo a colazione, intanto però vi dico che l'ho assaggiata "a caldo" leccando direttamente il cucchiaio e... è fantastica!!!!! E detto da una che non è che ami eccessivamente le mandorle.... che poi anche questa cosa è strana, perchè per esempio: 
Mi piacciono un sacco i Macarons e l'ingrediente principale qual'è? Mandorle!
Mi piacciono un sacco i biscottini "brutti ma buoni" e l'ingrediente principale qual'è? Mandorle!
Mi piacciono un sacco le Tegole Valdostane e l'ingrediente principale qual'è? Mandorle (insieme a nocciole....)

Ah ecco... il Marzapane, NON mi piace! :DDD



venerdì 29 maggio 2015

CUCHAULE un Pane buono-buonissimo!

Viaggiando con la Carovana dell'ABC si scoprono certe chicche, che c'è da chiedersi "ma come ho fatto a tirare avanti fino ad ora, senza sapere che esisteva questa cosa così buona?!" ....

Ecco, quando mi emoziono al primo assaggio, è lì che arrivo al senso profondo di questo Viaggio virtuale nelle Cucine del Mondo, e di tutto ciò non posso che ringraziare la Mitica Aiù, anzi, voi la conoscete come Aiuolik o Eloisa della Trattoria Muvara, ma per me è e resterà sempre AIU' ^^

E' lei infatti che ha messo in piedi questo Progetto e noi Tutte+Uno le siamo andate dietro, spadellando, sfrigolando, impastando, mangiando e scoprendo (o ri-scoprendo) i gusti e le tradizioni culinarie del Mondo!


Questa volta siamo in SVIZZERA



più precisamente a LUCERNA che rappresenta la letterina L di questa tappa e siamo ospitati nella cucina Ivy nel suo blog KOPIASTE! e cliccando proprio sul nome del suo blog, andrete direttamente al suo post d'apertura, dove lasciare il link alla vostra ricetta dedicata alla Svizzera se, come mi auguro, avrete voglia di prendere parte a questo gioco, che come è già stato detto tante volte, non ha alcun fine se non quello di "viaggiare" insieme e scoprire nuovi sapori e usanze.

Il solo e unico fine di questa Raccolta (e del nostro Gruppo) è di stare insieme, anche se solo virtualmente, senza alcun bisogno di dover dimostrare niente a nessuno, in totale rilassatezza e divertimento.... oltre che (almeno per me...) ripassare un pò di Geografia!!!! :DDD

Potete partecipare a tutte le tappe o solo ad una di esse, con una sola ricetta o più e... spargere il verbo, perchè più siamo meglio è!!!! :DDD


foto presa QUI

E dopo tutto questo sproloquio, passo a raccontare della ricetta che ho scelto e che ho trovato girovagando sul web e incappando in questo sito/blog.

Si tratta di una pagnotta che solo a leggere gli ingredienti mi pareva già di sentirne il profumo e la morbidezza... nel sito linkato poi, tra i consigli, c'è scritto che tal Sig. Gèrald Saudan usa il lievito madre fatto in casa, al posto del lievito in polvere indicato nella ricetta ma, come mio solito, nella "fretta" ho male interpretato la ricetta e ho usato sia il lievito madre che... il lievito ma non in polvere ma bensì... lievito di birra fresco, insomma ho fatto casino ma... è venuto buonissssssimo lo stesso!!!! :DDD

Magari il merito di tutta quella morbidezza è dato proprio dalla presenza di entrambi i lieviti e non solo dal burro e dal latte... chissà, magari ho "scoperto" una nuova variante di Cuchaule... o, molto più facile... se passa di qui il Sig. Saudan mi tira direttamente in testa la pala con cui sforna le Cuchaule originali!!! :DDD

E sono anche andata a cercare on-line chi fosse questo Saudan e ho scoperto una panetteria, pardon... una boulangerie con i contro fiocchi!!!!


Roba da prendere il biglietto del treno al volo e partire solo per andare ad assaggiare di persona questo pane (che poi, visto il bancone, il pane sarebbe una bella scusa....)!!!! *.*

foto presa QUI

vabbè, io lascio anche l'indirizzo, magari qualcuno è lì di passaggio e quando torna mi porta qualcosa... :DDD

Boulangerie Saudan
Rte de Villars n. 38
1700 Fribourg 
Svizzera

E ora veniamo a questa pagnottella stupenda e buonissima e la ricetta che ho seguito è QUESTA, ma siccome, come ho scritto più sopra, ho fatto confusione e male interpretato in fase di lettura, in questo post scrivo come l'ho fatta io... :P

CUCHAULE
(per tre pagnotte da circa 500 g ciascuna)

550 g di latte
150 g di burro morbido a temperatura ambiente
900 g di farina (io 700 g "0" + 200 g "00")
1 presa di stimmi di zafferano
100 g di zucchero
20 g di lievito (di birra fresco)
50 g di lievito madre
20 g di sale
2 uova (1 per la pagnottella + 1 per spennellare)

La sera precedente la preparazione del pane, mettere gli stimmi di zafferano nel latte e tenere in frigorifero tutta la notte e, se come me, volete aggiungere anche la parte di lievito madre, tirate fuori dal frigo la quantità necessaria (50 g) in modo che vada anch'esso a temperatura ambiente.

Il giorno successivo, organizzatevi per iniziare a fare il pane di mattina...

In un pentolino scaldare il latte allo zafferano, senza filtrarlo, e portarlo a 18° oppure tiratelo fuori dal frigo e lasciate che arrivi a temperatura ambiente con calma.

Nella planetaria mettere il panetto di lievito madre rotto delicatamente tra le dita insieme al lievito di birra fresco sbriciolato, versare sopra una parte del latte allo zafferano (circa un bicchiere) e con il gancio a farfalla (o "K" se avete il Kenwood) a velocità media, fate andare fino a che si saranno entrambi sciolti e si sarà formata una sorta di "crema", quindi versare il restante latte e lo zucchero.

In una ciotola a parte, setacciare le due farine e versarle nella ciotola della planetaria, sopra al crema di latte e lieviti, quindi unire il sale e l'uovo.

Cambiare il gancio e montare quello ad uncino (per impasti da incordare, tipo pane/pizza) e avviare prima a velocità media poi quando tutta la farina sarà incorporata, aumentare gradualmente fino quasi al massimo e lasciare impastare 5 minuti.

Staccare delicatamente l'impasto dal gancio, quindi impastare di nuovo altri 3-4 minuti.

A questo punto, unire il burro morbido (pomata) rompendolo a piccoli pezzi con le dita e riprendere ad impastare a velocità medio/alta per altri 5 minuti o finchè tutto il burro sarà assorbito e l'impasto sarà bello liscio e morbido.

A questo proposito, devo dire che sarà MOLTO morbido, tant'è che ero tentata di aggiungere altra farina perchè mi sembrava troppo "lento"... ma ho resistito e per fortuna!!! :DDD

Coprire la ciotola dell'impastatrice con pellicola trasparente e lasciare lievitare 1 ora.

Sempre lasciando l'impasto nel cestello, "ribaltarlo" in tre mosse con l'aiuto di una spatola in silicone ma abbastanza rigida, in modo che ciò che sta sotto passi sopra, ma senza rompere la massa, ovvero lavorando sulla parte a contatto del cestello.

Questo passaggio l'ho preso in prestito dal corso che ho fatto a marzo scorso per la Colomba di Pasqua alla Scuola di cucina Fabrica del Gusto, perchè prima o poi, tutto torna utile! ^_____^

Coprire di nuovo con pellicola trasparente e lasciare lievitare ancora 1 ora, sempre in luogo riparato e caldo (io sempre nel fornetto, con la sola luce interna accesa).

A questo punto, spolverare di farina la spianatoia (o un piano di lavoro in legno) rovesciarvi sopra la massa lievitata.

Compattarla con l'aiuto di un tarocco quindi dividerla in 3 pani di uguale peso.

Effettuare per ognuno l'operazione di pirlatura(*) (anche questa imparata alla Fabrica del Gusto) quindi trasferire ognuna su una leccarda foderata di carta-forno, coprire con pellicola trasparente, avendo cura di ungere la stessa nella parte a contatto con la massa, in modo che non vi si appiccichi.

Infilarle nel forno (spento!!!) con la lucina interna accesa e far lievitare 2 ore.

Togliere quindi la pellicola, spennellare la superficie di ogni forma con un uovo leggermente sbattuto e infilarle in frigorifero 30 minuti (non coprire più con la pellicola!)

Nel frattempo portare il forno in temperatura di 170°.

Riprenderle, spennellare ancora ed effettuare i tagli sulla superficie con un coltello a lama liscia molto affilato.

Cuocere per 40-45 minuti quindi mettere a raffreddare su una gratella.

Allora, non so come sia il sapore della Cuchaule originale ma da quel che ho potuto assaggiare in queste e stando a quanto detto anche dal Compare, dai Suocerini, dalle Colleghe e amici che le hanno assaggiate in questi giorni, sono una cosa GODURIOSISSIMAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Me ne sono mangiata metà di una pagnottella, io da sola... con tanti sensi di colpa perchè c'è tanto burro... e poi ho fatto anche colazione a base di fette di Cuchaule (3!!!!!) spalmate di formaggio spalmabile e marmellata di fragole.... babbabia.......................................

L come....


La rifaccio!!!



(*) PIRLATURA: dopo aver effettuato le pezzature, ovvero suddiviso l'impasto nei pezzi del peso desiderato, ogni pezzo viene "arrotondato" lasciandolo posato sul piano di lavoro e facendolo girare "accarezzandolo" con le mani anch'esse a contatto col piano di lavoro
e, contemporaneamente, accompagnando il movimento verso il basso, in modo che l'impasto prenda la forma di una cupola.
QUI un video che illustra meglio l'operazione, più facile da fare che da descrivere :)








domenica 24 maggio 2015

K di Kyoto, per chiudere in dolcezza col GIAPPONE


O manco dei mesi interi, o sforno ricette a tutta randa per una stessa letterina... non ho vie di mezzo... :DDD


Vabbè dai, son solo due, ma per il "raccolto" va bene così no?!

E veniamo dunque alla seconda ricettina che dedico alla K dell'Abbecedario Culinario Mondiale, un progetto della Trattoria Muvara e che ci trova tutte nella cucina di Sabrina del blog "Nato sotto il Cavolo" fino alla mezzanotte di oggi, 24 maggio 2015 :)




La K, come ho scritto nel post precedente, si identifica, per questa tappa, con la città di Kyoto, in Giappone.


Anche questo è un Paese che non mi dispiacerebbe affatto visitare, ma evitando come la peste le grandi città... o meglio... un "salto" in città lo farei, giusto per dire "ci sono stata, ho visto tutta la bolgia che c'è, ok posso andare..." 

Del Giappone mi attirano i paesaggi che si vedono nei film, nei quadri, nelle foto di chi c'è stato... 

E poi è il Paese che ha dato i natali ad un grandissimo Personaggio! Fumettista, sceneggiatore, regista, una di quelle persone che vorresti vivessero in eterno!

Di chi parlo?! Ma di Hayao Miyazaki 


Per chi non lo conoscesse, è colui che ha contribuito alla nascita di Capolavori di animazione, quali Il Castello Errante di Howl, La Città Incantata, La Principessa Mononoke, lavorando anche in altri cartoni animati a puntate che tutti conosciamo: Heidi, Anna dai Capelli Rossi, Marco (dagli Appennini alle Ande), Lupin e tanti, tantissimi altri!


Se non li avete mai visti, correte subito a procurarvi il DVD o vi sarete persi davvero qualcosa...


Comunque, visto che Hayao mi ha fatto e mi fa sognare ancora ad occhi aperti ogni volta che ripesco un DVD e me lo guardo (quello del Castello Errante ormai è consumato!!!!) voglio chiudere in bellezza con un dolcino che, guarda caso, è diventato famoso proprio grazie ad un Cartone Animato tutto giapponese: DORAEMON (il famoso gattone blu, ricordate?) ^^
Questo gattone infatti, andava matto per delle frittelle farcite, nell'aspetto similissime ai Pancake occidentali, anche se nella ricetta giapponese non è presente nè latte nè burro o olio e dunque anche light! (escludendo l'uovo... )

Ho seguito QUESTA videoricetta!

DORAYAKI
(per circa 14-15 dorayaki)

200 g di farina (io "0")
100 g di zucchero
2 cucchiaini di miele
4 uova
3 cucchiai di acqua
2 cucchiaini di lievito per dolci (io non vanigliato)

Per farcire
Marmellata di ANKO (fagioli azuki rossi) ma se non reperibile o non avete voglia/tempo di preparvela in casa, sono ottimi anche con altre marmellate o creme spalmabili al cioccolato... :P****

In un bricco dove potrete poi montare con un frullino, mettere le uova e lo zucchero e montare a crema.

Unire la farina e continuare ad amalgamare.

Aggiungere il miele e, a parte sciogliere in 3 cucchiai di acqua, il lievito per dolci e aggiungere anche questo.

Frullare fino ad ottenere una crema densa e morbida, che "scrive".

Mettere in frigorifero mezz'ora, quindi scaldare bene una piastra liscia antiaderente.

Versarvi il composto un cucchiaio alla volta e lasciar cuocere fino a che in superficie si formano delle bollicine, proprio come per i pancake.

Girarli sull'altro lato con una spatola, attendere ancora un minutino quindi spostare su un piatto e tenerli in caldo, magari avvolti in carta d'alluminio.

Farcire con la crema di Anko o altre marmellate a piacere, chiudere a panino con un altra "frittella" ed ecco qui i nostri Dorayaki! :)

Devo dire che ho fatto anche la prova col classicissimo sciroppo d'acero e sono una vera goduria!






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