domenica 13 ottobre 2013

ARANCINI DI RISO... A MODO MIO

Dire ARANCINI DI RISO e pensare alla mia Nonna Materna è un tutt'uno...
Li faceva di rado perchè quando ero piccola non avanzava quasi mai il ragù di carne, che andava spazzolato via con la pasta del pranzo e, abituati da sempre a fare economia, campando in 5 con due stipendi (nonno, nonna, mamma, papà e io... più qualche gatto...) l'avanzo era proprio "oro"...

Così quasi di nascosto, metteva via quel pochino che magari rimaneva sul fondo della pentola e congelava... e quando ne aveva abbastanza da farci quei 9-10 arancini di riso, si metteva all'opera...

Lei era SICILIANA di Palermo e certe cose andavano fatte con tutti i crismi, c'erano dei riti cui non voleva assolutamente rinunciare e quindi, fare con lei delle ricette di cucina "della tradizione" era sempre una lotta... perchè per noi "tradizione" si intendeva quella di Ferrara... e lei invece per ricette di casa intendeva proprio quelle di casa sua, della sua città, Palermo... alla fine veniva fuori un pout-pourri di sapori e profumi dentro quella cucina da far resuscitare i morti... La mia Nonnina era troppo avanti per quei tempi...  :*)

Comunque, premessi un pò di ricordi d'infanzia e premesso anche che la mia versione non è assolutamente rispecchiante quella originale, se non nel fatto che nell'arancino è nascosta una sorpresa...  passo al lato pratico e ve la racconto... ^^

ARANCINI DI RISO
A MODO MIO

200 g di riso parboiled integrale
1 cucchiaio di Soyu bio
pane grattugiato q.b.
olive piccole saporite in salamoia
origano secco bio
1 cucchiaio raso di semi di sesamo nero bio
olio evo q.b.
carta forno

Il giorno precedente cuocere il riso integrale in una pentola con un volume d'acqua pari al doppio del volume del riso stesso e lasciar cuocere fino a completo assorbimento del liquido.

A cottura ultimata, condire con il Soyu, mescolare bene, coprire con il coperchio e lasciare freddare a temperatura ambiente. Quando freddo, mettere tutto in frigorifero.

Tostare il sesamo nero in un pentolino antiaderente e mettere in una tazzina a freddare.

Scolare e schiacquare bene dalla salamoia le olive, quindi condirle con un cucchiaio di olio evo e origano secco e tenere in un vasetto ad insaporire fino al giorno successivo.

Io ho usato delle olive regalatemi dalla mia Amica e Vicina di casa, Grazia, che me le ha portate dalla Puglia e fatte dai suoi genitori, una roba goduriosissima :*)))

Mentre per l'origano, ne avevo quest'estate un bel vasone in giardino e mamma me lo ha raccolto, legato in mazzetto e posto ad essiccare e quindi me lo ha "sbriciolato" e messo in vasetto... buonissimo e superbio! :DDD

Il giorno successivo, riprendere il riso cotto e con un porzionatore da gelato, formare tante palline e disporle su un vassoio leggermente unto (per facilitarne poi il distacco).

Snocciolare le olive, prendere una pallina di riso alla volta, posandola al centro della mano e farvi un incavo col dito al centro, dove va infilata un'oliva (o due, se sono piccole), quindi ricompattare bene la pallina e rimetterla sul vassoio.
Finito questo lavoretto, mescolare il pangrattato con i semi di sesamo neri precedentemente tostati e rotolarvi le palline di riso.

Foderare di carta forno la placca del forno (preriscaldate lo stesso, a 200°) e irrorate con olio evo, che poi spargerete bene con la mano.

Disporvi gli arancini di riso a distanze regolari (mi piace una certa simmetria...) e portare a cottura per una mezz'ora o fino a che gli arancini saranno dorati.

Sono ottimi caldi, ma anche il giorno dopo, da freddi mi sono piaciuti un sacco.

Con questa ricetta partecipo a ben due raccolte ^^

SALUTIAMOCI  l'ormai  conosciutissimo progetto di Brii, Lo, Roberta, Stella e Barbara di  Ravanello Curioso che ci permette di "giocare" tra i fornelli con occhio attento e premuroso per la salute nostra e dei nostri cari e che, per il mese di Ottobre vedere protagonista il RISO INTEGRALE e ci ospita nella cucina di GIULIANA nel suo blog SATSUKI EN CUISINE :)


e ORIENTALEGGIAMO? ideato da Viviana B. nel suo simpaticissimo blog NONSOLOBOTTE ^^ 

Se volete potete partecipare con tutte le ricette che vorrete, purchè contengano ingredienti tipici della cucina orientale, anche se utilizzati (come nel mio caso) non solo per piatti di questa tradizione :)
Non ha una vera e propria scadenza, ma Viviana vorrebbe arrivare ad avere un bel pò di ricettine per fare un pdf a Natale... se poi si continua anche dopo a "produrre", tanto meglio... perchè di "mangiar bene" non si finisce mai! ^________________^


lunedì 5 agosto 2013

CRUMPET CON PESCHE... sognando la cucina di Mr. Gordon Ramsay :)

Aria di vacanza, caldo da morì, voglia di relax alle stelle e sprint in cucina quasi raso terra... ma l'appuntamento con l'ABBECEDARIO CULINARIO DELLA COMUNITA' EUROPEA va avanti alla grande e io arranco sempre più... sono in ritardo di un giorno... l'appuntamento dedicato alla letterina J ospitata da ALEX per l'INGHILTERRA è infatti scaduto ieri 4 agosto e io ieri sera ho cucinato quel che propongo qui sotto... ma poi dopo cena, ero talmente LESSA che non ho avuto nemmeno la forza di accendere il pc e buttare giù un post decente...

Spero che ALEX e tutte voi possiate perdonarmi e accettarmi lo stesso... io ci provo... male che vada sarà una ricetta in più nel mio carnet... ^_____________^

Gliel'ho visto fare in TV a quel super-figo-chef di Gordon Ramsay... ho scritto al volo gli ingredienti mentre lui saltava di qua e di là nella sua fantasticissima cucina... ma è davvero casa sua?? e davvero quel bulldog che ruzzola in giardino è suo?... se la risposta è SI allora lo adoro ancora di più... anche se la maggior parte delle volte cucina cose che io non potrei nemmeno assaggiare, piene d'aglio e peperoncino come sono... :DDD

Poi ho cercato in internet se c'era la ricetta del suo CRUMPET ALLE FRAGOLE e l'ho trovato... ma gli ingredienti e le quantità erano leggermente diverse e allora ho fatto un pò di testa mia, sostituendo inoltre le fragole con le pesche, che sono più di stagione :)

Perciò beccatevi questo...



CRUMPET ALLE PESCHE
dosi per 4/6 persone

per il crumpet:
180 g di farina 00
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci non vanigliato
1 pizzico di sale
200 ml di latte scremato (ma se intero è meglio)
150 ml di acqua fredda
burro q.b. (4-5 fettine piccole)
olio evo q.b.

per il caramello di pesche
400 g di pesche già pulite e tagliate a tocchetti
1 limone bio
100 g di zucchero semolato

Setacciare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi del crumpet (farina, zucchero, lievito).
Scaldare il latte con un pizzico di sale e quando ben caldo, aggiungere l'acqua fredda, mescolare quindi unire alla parte secca mescolando con una frusta per non formare grumi.
Deve venire una sorta di pastella o besciamella molto morbida, quasi liquida.
Coprire e lasciare lievitare a parte.

Ora mettere in una padella antiaderente lo zucchero ben sparso sul fondo della stessa, accendere il fuoco e non toccare fino a quando è praticamente ben sciolto e caramellato. 
A questo punto aggiungere le pesche tagliate a tocchetti e far girare (attenzione agli schizzi perchè le pesche sono fredde) quindi unire la buccia grattugiata del limone bio e il succo spremuto dello stesso.

Portare a cottura fino a che il succo si sarà addensato ma la frutta deve essere ancora ben visibile.

Spegnere e tenere da parte.

Prendere un'altra padella antiaderente, ungere bene tutto l'interno, scaldare e versare quindi il composto del crumpet (deve avere in padella uno spessore di un dito circa).

Far cuocore fino a che in superficie e tutto intorno si saranno formate delle belle bollicine, quindi distribuire tutto intorno, tra padella e pastella, in modo che scivolo sotto questa, i fiocchetti di burro.

Smuovere la padella sul fuoco in modo che il crumpet si stacchi dal fondo, aiutandosi magari anche con una palettina di plastica, quindi girarlo facendolo scivolare su un piatto e quindi metterlo capovolto di nuovo in padella.

Finire di cuocere un altro paio di minuti quindi far di nuovo scivolare sul piatto di portata.

Distribuire su tutta la superficie del crumpet la composta di pesche e caramello e servire.

Ci è piaciuto sì... ma se devo essere sincera, somiglia moltissimo a dei pancake senza uovo... e se dovessi proprio scegliere... preferisco i pancake... ^____________^

sabato 27 luglio 2013

TORTA ALLA FRUTTA DI ILENIA BAZZACCO

Un paio di giorni fa Il Compare è rimasto folgorato da una torta, postata su FB da Ilenia Bazzacco.

Chi è Ilenia Bazzacco?! 

Ma una dei tre finalisti della primissima edizione italiana di Master Chef, è arrivata terza, ma se fosse stato possibile un pari-merito, l'avrei vista sul podio insieme a Spyros, buttando giù a colpi di fianchi la seconda classificata... come si chiamava?! boh... :DDD




QUI c'è il suo blog :)

Si capisce che io e Compare la stimiamo molto? 

Evabbè... dopo questa sviolinata, veniamo al sodo anzi, al dolce... ^^

Semplicissima da preparare, si fa in quattro e quattr'otto ma, ovviamente, ci abbiamo messo anche del nostro, poca roba eh (evidenziato in rosso)... :DDD

TORTA ALLA FRUTTA di Ilenia Bazzacco

200 g di farina "00"
60 g di farina di riso
60 g di burro
60 g di zucchero semolato
120 g di latte di soya
q.b. di zucchero di canna (tipo chiaro)
2 uova
1 bustina di lievito per dolci (16 g non vanigliato)
la punta di un cucchiaino di semi di vaniglia 
2 banane
3 pesche noci mature
4 prugne rosse mature
succo di limone q.b.
farina e burro q.b. per ungere una tortiera a cerniera (noi da 24 cm di diametro)
zucchero a velo q.b.

Accendere il forno e portarlo a 180°

Lavare, sbucciare e tagliare a tocchetti un pò grossi la frutta (le banane a rondelle spesse un paio di cm.) spruzzare di limone e mescolare perchè non scuriscano e tenere da parte.

In una ciotola setacciare le due farine con il lievito.

Montare le uova con lo zucchero e la vaniglia fino ad avere una crema chiara e spumosa.

Aggiungere il latte di soia sempre montando quindi il burro sciolto ma non caldo (noi l'abbiamo fuso a bagnomaria poi lasciato raffreddare a temperatura ambiente... ).

A questo punto, sempre con la frusta in funzione (noi abbiamo fatto tutto con la planetaria...) incorporare poco alla volta le farine precedentemente setacciate con il lievito, fino a completo assorbimento (l'impasto deve "scrivere").

A questo punto imburrare la teglia, infarinare, versarvi il composto facendolo livellare bene su tutto il fondo, ma senza sbatterlo sul piano di lavoro altrimenti l'aria incorporata se ne va...

Ora distribuirvi sopra la frutta, cospargere di zucchero di canna tutta la superficie e mettere in forno, abbassandolo però a 170° per circa 40-45 minuti.

Fate la prova stecchino per verificarne la cottura.

A torta cotta, posatela su una gratella e toglietela dalla tortiera solo quando è completamente fredda.

Corspagere di zucchero a velo per un tocco "estetico" in più e gustate! ^___________^

Personalemente, ci vedrei benissimo vicino una bella pallina di gelato alla crema o alla vaniglia... :P****

domenica 23 giugno 2013

KÈISKUCH e l'Abbecedario atterra in LUSSEMBURGO :)

Ultime ore per partecipare alla tappa lussemburghese della raccolta dell'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, nata grazie Trattoria più famosa del web ovvero Trattoria Muvara!

E bè io.... arrivo adesso! :P

In queste tre settimane infatti siamo stati ospitati nella cucina di Girlichef che ha fatto onore al suo impegno cucinando per la lettera H l'Hong am Rèisleck e ospitando anche tutte le altre nostre proposte scovate in rete, della cucina tipica del LUSSEMBURGO, anche questo un Paese da aggiungere alla ormai lunghissima lista di posti da visitare... :*)

Lussemburgo - Capitale del Granducato di
Lussemburgo (Luxemburg)


Non fa niente dai, imbracciamo cucchiai e scodelle e partiamo... un treno lo troverò ad aspettarmi... c'è (quasi) sempre un treno anche per i ritardatari incalliti come me e per farmi perdonare offro a tutti una fetta di questa...

KÈISKUCH
(per una torta di 24 cm di diametro)

Premetto che ho trovato la ricetta su un sito che mi aveva attirato per un altro dolce, una sorta di torta di mele all'apparenza molto semplice ma, forse colpa di chi ha fatto la traduzione o forse colpa mia che non ho saputo interpretare bene le istruzioni (4 righe stringate... vabbè...) è venuta fuori una schifezza allucinante con conseguente gettata nel bidone di tutto quanto... con relativi miei improperi e accidenti... 

Questo ieri sera sul tardi...

Poi, stesso sito (sì, ho la testa dura...) ho trovato quest'altra ricetta, che ho studiato attentamente e questa mattina il Compare mi ha accompagnata a comprare quanto mi mancava (burro, latte, panna e ricotta...) poi ho un pò liberamente interpretato le istruzioni (QUI quelle originali, tirerete voi le vostre conclusioni....) e alla fine devo dire che sono piuttosto soddisfatta del risultato... :)

Per l'impasto:
400 g di farina "00"
20 g di zucchero semolato
190 g di burro freddo
4 g di lievito per dolci (io non vanigliato)
150 g di latte freddo

Per il ripieno:
450 g di ricotta setacciata
3 tuorli d'uovo
120 g di panna da montare 
1 limone bio (succo e scorza grattugiata)
170 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale fino

Per guarnire (facoltativo, perchè è una cosa che ho aggiunto io):
foglioline di menta fresca
julienne di scorza di limone

Preparare l'impasto mescolando bene insieme gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, sale).

Trasferire nell'impastatrice con gancio a foglia, unire il burro ben freddo tagliato a cubetti e far andare a velocità moderata finché non avrete un impato sabbiato; a questo punto, sempre con macchim
na in funzione, versare il latte freddo e continuare a lavorare fino ad avere un impasto omogeneo e ke si stacca dalle pareti.

Se non avete il Kenwwood o affini, potete fare tutto a mano, amalgamando in una ciotola gli ingredienti secchi con il burro lavorando con le mani fino ad avere impasto sabbiato, quindi trasferite sul piano di lavoro, fate buco al centro, versatevi il latte e incorporatelo poco a poco all'impasto



, quindi lavoratelo per avere una palla consistente ma morbida al tatto.

Imburrare ed infarinare una tortiera a cerniera del diametro di 24 cm, posare al centro la palla di impasto e con le dita allargarla bene fino al bordo, facendo in modo che la base della torta non sia troppo spessa (un paio di cm) mentre sui bordi l'impasto deve essere più spesso in modo che, sempre con le dita, possiate tirarlo verso l'alto, contro il bordo della tortiera, di almeno 3 cm.

Mettere in frigo a riposare almeno mezz'ora.

Ora passiamo al ripieno.

Sbattere leggermente i tuorli d'uovo quindi, con frusta a mano, incorporare lo zucchero creando una cremina morbida e chiara, alla quale aggiungere la panna, il succo di limone e la sua scorza grattugiata, 1 presa di sale e la ricotta setacciata, incorporando bene ogni volta ogni ingrediente con la frusta.

Trasferire il composto in una pentola e porre sul fuoco non troppo forte.

Mescolare continuamente con una spatola di silicone e dal momento che vedrete il vapore salire dalla crema, fate cuocere 10 minuti.

Togliere dal fuoco, attendere qualche minuto che perda il calore forte, quindi estrarre la tortiera dal frigo e versare sull'impasto questa crema.

Infornare a 200° per 35-40 minuti o fino a che vedrete i bordi della torta e la crema stessa prendere un bel colore dorato.

Lasciare freddare bene, estrarre dalla tortiera e servire magari spolverizzando in superficie con zucchero a velo (questa è una mia aggiunta).

H come...


Ho "toppato" la prima volta... 
ma la seconda no! :P

pssssst! non ditelo a nessuno ma... a me pare tanto una cheesecake... :DDD


giovedì 20 giugno 2013

TORTA DI PADRE PIO... o, anche TORTA DELL'AMICIZIA :)

Non sapevo dell'esistenza di questo dolce fino a che, una sera di qualche tempo fa, mi telefona mamma dicendomi che aveva appena infornato un dolce che per prepararlo ci aveva messo 10 giorni!!!

DIECI GIORNI?? Mamma ma sei impazzita?! Che roba eh?!

E così è partita un'oretta di chiacchiere dove mi ha spiegato per filo e per segno che cos'era e come si faceva... Ovviamente le ho chiesto di tenere un pò di impasto per me e, altrettanto ovviamente, mi disse che il mio bicchierino era già in congelatore che mi aspettava :*)

Molte di voi lo conosceranno già sicuramente, ma siccome m'è piaciuto tantissimo il "senso" di questa torta e l'ho sfornata giusto ieri sera dopo 10 giorni di coccole... vi lascio la ricetta, copiata pari-pari dal foglio con le istruzioni che m'ha dato mamma, che a sua volta l'ha ricevuto da una sua grandissima Amica, Donna Rosa o Mamma Rosa come la chiamo io... E', Donna Rosa, una signora che abita, col marito e la figlia più giovane, sullo stesso pianerottolo dei miei... Stanno sempre insieme e soprattutto ora, che è tornata la bella stagione, hanno ri-inaugurato la Cucina in Garage di Donna Rosa :D

Un paio di w-e fa eravamo a Ferrara ed abbiamo potuto anche noi far parte di questo gruppetto per qualche ora, dopo che, nel pomeriggio del sabato, Il Compare era uscito con gli amici L. e M. mentre io ho approfittato della venuta in città dell'Amica Valverde, che siccome non ci si vede MAI (l'ultima volta è stato un anno fa) qui, ogni lasciata è persa, come si suol dire... :*DDD

Così dopo cena si è riandati sul discorso, con mamma e Rosa, della Torta di Padre Pio e la domenica, dopo pranzo, siamo ripartiti con la macchina stracarica di roba tra cui il MIO BICCHIERETTO DI IMPASTO per fare questa buonissima....


TORTA DI PADRE PIO

(COPIO DAL FOGLIO DI MAMMA e metto IN ROSSO le mie note aggiuntive)


E' una torta che si fa un pò alla volta, ci vogliono 10 giorni per farla, inserendo uno (o due) ingredienti al giorno. Si fa per devozione e per chiedere una grazia a Padre Pio.


REGOLE:
Non usare il frullatore
Si inizia sempre di Domenica
Non mettere MAI il composto in frigo

Mia nota aggiuntiva: usare come unità di misura, un bicchiere di plastica, di quelli bianchi

1^ giorno)
mettere in una ciotola (io di vetro) 1 bicchiere di farina e 1 di zucchero senza mescolare (e coprire con pellicola alimentare)


2^ giorno)

mescolare l'impasto e coprire con carta stagnola

3^ e 4 giorno)
lasciare riposare l'impasto senza mescolare

5^ giorno)
aggiungere un bicchiere di latte, 1 di farina, e uno di zucchero SENZA mescolare e coprire con la stessa stagnola

6^ giorno)
mescolare l'impasto e coprire

7^ - 8^ - 9^ giorno)
lasciare riposare l'impasto senza toccarlo

10^ giorno)
togliere dall'impasto (che vedrete "magicamente" aumentato in volume ^^ ) 3 bicchieri di composto e donarlo a 3 persone


QUESTO DOLCE NON SI RIFIUTA :)




Adesso al poco impasto rimasto aggiungere:


3 bicchieri di farina
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di zucchero (io di canna chiaro)
80 g di olio (1/2 bicchiere circa) (io 50 g di olio evo delicato)
1 bustina di lievito per dolci (io non vanigliato)
1 mela tagliata a pezzetti (io una Golden bio piccola... avevo solo quella in casa...)
100 gr di noci tritate
100 gr di uvetta (se piace) (io avevo solo mirtilli rossi e quelli ho messo)
un pò di cannella in polvere (io un cucchiaino raso)
2 uova
1 bustina di vanillina (facoltativa) (io no)
un pizzico di sale

Mescolare bene il tutto, ungere e infarinare una tortiera a cerniera (io una da 24 cm di diametro) versarvi il composto, ESPRIMERE 3 DESIDERI e infornare a 180° per 30-40 minuti (fare prova stecchino di legno...)


Durante la cottura rivolgere a Padre Pio un pensiero e tre preghiere sentite finendo con:

O SIGNORE MI BENEDICA, MI GUIDI E MI DIA MISERICORDIA E PACE...

Una volta donato l'impasto dovete dire alla Persona che lo riceve di iniziare il dolce di DOMENICA (quindi si può congelare il composto nel bicchierino e scongelarlo a temperatura ambiente fino al momento dell'utilizzo!) procedendo nel modo seguente:

1^ giorno)
Versare il composto del bicchierino in una ciotola di vetro, aggiungere un bicchiere di farina e uno di zucchero
2^ giorno)
mescolare .... e così via come descritto sopra.

SE SI VUOLE FARE IL DOLCE PER SE STESSI SENZA SEGUIRE LA CATENA SI PUO PARTIRE DIRETTAMENTE DAL 5^ GIORNO che a questo punto diventerebbe il PRIMO GIORNO ovvero:

PRIMO giorno:
mettere in ciotola di vetro 1 bicchiere di farina, 1 di zucchero, 1 di latte coprire e lasciare così, senza mescolare
SECONDO giorno:
mescolare l'impasto

TERZO - QUARTO - QUINTO giorno:
lasciare riposare senza mescolare

SESTO giorno:
togliere UN bicchiere di impasto e metterlo in frigo se si ha intenzione di rifare il dolce entro 7-8 giorni, altrimenti congelarlo.







Quando serve basta scongelarlo a temperatura ambiente (non nel microonde perchè potrebbe cuocerlo).

Poi all'impasto rimasto aggiungere gli ingredienti indicati nella lista del 10^ giorno di cui sopra e procedere come già scritto.

E' veramente una torta BUONISSIMA! Non eccessivamente dolce, soffice al punto giusto e poi... ha quel tocco di "magia" o di "spiritualità" (a seconda del proprio pensiero) che la rende SPECIALE!

Io l'ho ribattezzata anche TORTA DELL'AMICIZIA... perchè in fondo... si dona l'impasto alle persone cui si vuole bene no? :)




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