sabato 15 ottobre 2011

SCONES AL CIOCCOLATO FONDENTE

 
Ed ecco un altro esperimento uscire dal forno, diretto dritto dritto alla Trattoria Muvara per la letterina S come SCONES de l'Abbecedario più famoso del web! ^________________^

La ricetta base l'ho trovata in internet e, precisamente, nella cucina della Cuochina Sopraffina

Come mio solito però ho fatto un pò di confusione, nel senso che ho nettamente sbagliato il taglio della pasta,  e ho scordato di spennellarne la superficie col latte prima di infornarli, però di 8 che ne ho sfornati ne sono rimasti solo TRE, che sto cercando di salvare per farli assaggiare a mio nipote che sta per arrivare... spero faccia presto altrimenti manco quelli si salvano! :*DDD

Dunque, per le dosi e il procedimento andate pure al link indicato sopra, solo tenete presente che nei miei non ho usato il latticello/buttermilk perchè non so proprio dove procurarmelo e quindi ho usato in pari quantità, il latte di soja (quello avevo....) e 50 g di cioccolato fondente tagliato a scaglie grossolane, che ho incorporato all'impasto in un secondo momento (ovvero ho prima fatto la palla di impasto e poi l'ho rilavorata con le scaglie di cioccolato).

Dicevo... ho sbagliato "il taglio", ovvero (non avendo riletto bene la ricetta prima di infornarli) ho dato all'impasto la forma di un salamone, ho tagliato delle fette larghe un dito e ho dato loro la forma di una pallina e poi cotto in forno su una teglia foderata di carta-forno.
Come dicevo, sono piaciuti molto, il nipotino nel frattempo è arrivato e gli Scones ha divorato (alla faccia del "nipotino"... ha già superato zia Gata in altezza di almeno 10 cm!!!!!) :DDDD





eccome come NON tagliare l'impasto! :DDD

domenica 9 ottobre 2011

PAN DI FEGATO DELL'ARTUSI...

per la R di Rifreddi dell'Abbecedario della Trattoria Muvara! ^^

Ho preparato questa buonissima, quanto ultracaloricissima ricetta, prendendola dal ricettario dell'Artusi, alla quale ho dovuto solo apportare una piccolissima variante in quanto tra gli ospiti a cena vi era chi non può mangiare formaggi e quindi... ho dovuto sostituire il peso del grana grattugiato con pari quantità di pangrattato... :P

Devo dire che, messo da parte il senso di colpa martellante per il mio colesterolo alle stelle, bè... non è affatto male questo....

PAN DI FEGATO 
(ricetta n. 374 dell'Artusi)



(testo copiato dall'Artusi e in rosso le mie varianti)

500 g di fegato di vitella di latte (vitello)
70 g di burro
50 g di midolla di pane fresco (ovvero: mollica)
20 g parmigiano grattugiato (pangrattato)
n. 4 fegatini di pollo
1 decilitro di Marsala (mezzo bicchiere)
n. 6 cucchiaiate di sugo di carne, oppure brodo (non mi è servito)
1 uovo intero e due rossi
n. 1  foglia di alloro

sale e pepe  quanto basta

Tagliate il fegato a fette sottili e i fegatini in due parti, e gettate queste due cose in padella con la foglia di alloro e la metà del burro e quando lo avranno assorbito aggiungete l'altra metà e condite con sale e pepe.

Poi versate la marsala e dopo 4 o 5 minuti al più di fuoco vivo, dovendo il fegato rimaner tenero, levatelo asciutto e insieme con l'alloro pestatelo nel mortaio.
Nell'intinto che resta in padella sminuzzate la midolla del pane e fatene una pappa che getterete anch'essa nel mortaio, poi passate ogni cosa dallo staccio; indi aggiungete il parmigiano e le uova, diluendo il composto col detto sugo o brodo. 
Per ultimo collocatelo in uno stampo liscio con foglio sotto, unto col burro, ed assodatelo a bagno-maria. (a bagnomaria ce l'ho tenuto 15 minuti circa, non avendo specificato l'Artusi, quanto lo si debba lasciare cuocere....)
Sformatelo tiepido e quando sarà diaccio copritelo tutto di gelatina del n. 3, entro a uno stampo di circonferenza maggiore del primo. 
Potrà bastare per dodici persone


Io l'ho messo invece in uno stampo da plumcake, foderato di carta forno e ungendone le pareti per far si che la carta forno vi restasse attaccata per bene.
In frigo l'ho lasciato fino al giorno successivo, quando l'ho sformato sollevando delicatamente i lembi esterni della carta forno  e ungendo bene la lama di un coltello molto ben affilato per poterlo tagliare, perchè altrimenti il patè restava attaccato alla lama...

Inoltre, anzichè ridurre in patè il fegato cotto usando il mortaio e lo staccio (setaccio), ho invece preferito velocizzare il tutto frullandolo finemente nel robot da cucina... dopo tutto, se possiamo facilitarci il compito, perchè non approfittarne?! ^^

Inoltre, non ho "gelatinizzato" il tutto, perchè la gelatina di carne mi fa tanto "senso", ma servito semplicemente tagliato a fettine piccole a misura di boccone :)




lunedì 3 ottobre 2011

VITEL TONNE' A MODO MIO

Per il prossimo w-e, o meglio, per sabato sera prossimo, si prospetta una serata Speciale!
Festeggeremo infatti il Compleanno del Compare, 45 anni!!! ^___________^

E... cosa ha chiesto come regalo? Ma una bella Cena ovviamente... ma quest'anno, non si è limitato a far mettere ai fornelli solo la sua Gata preferita (che se poi ce n'è un'altra e lo scopro sfodero gli artigli e gli faccio a julienne i cabasisi....) e no! Ha pensato bene di coinvolgere in questa "esperienza culinaria" anche il suo Cuginotto! :DDD

Così, mentre il Cuginotto summenzionato avrà un bel daffare a preparare due, no dico... DUE stanate (alias "teglie") di lasagne, di cui una bianca e l'altra rossa... io preparerò l'antipasto e il secondo...

Come antipasto qualcosa ho già in mentre mentre per il secondo vado già sul sicuro perchè riproporrò un piatto che ho sperimentato quest'estate, durante le ferie ed è piaciuto tantissimo così... spero di fare il bis (di apprezzamenti) con questo...

VITEL TONNE' A MODO MIO

per il vitello:
1 filetto di vitello da 600 g
4-5 cucchiai di olio evo
2 spicchi d'aglio
1 rametto di rosmarino
2-3 rametti di timo-limone
4-5 foglie di salvia
1 bicchiere di vino bianco

per il bordo vegetale di cottura:
3 carote grosse
1 cipolla media
2 gambi di sedano
2 litri abbondanti d'acqua
1 cucchiaio raso di sale grosso

per la salsa di copertura:
1 uovo
1 manciatina di capperi sotto sale
2 bicchieri e mezzo di olio di semi di girasole
sale q.b.
limone (succo) q.b.
1 scatola di tonno al naturale da 250 g

per decorare:
capperi dissalati
buccia di limone tagliata col rigalimoni

Il giorno precedente, ho preparato un brodo di verdure con carote, sedano, cipolla e acqua, mettendo tutto sul fuoco da freddo e quando ha preso il bollore ho aggiunto il sale grosso e lasciato andare almeno un'ora e mezza; quindi ho eliminato le verdure e lasciato freddare coperto.

Nel pomeriggio  ho cotto il filetto  in una pentola larga e dai bordi alti scaldando l'olio con gli spicchi d'aglio vestiti, il rosmarino, il timo-limone e la salvia e vi ho fatto rosolare ben bene da tutti i lati la carne (anche le due estremità tendnedolo in piedi un paio di minuti dall'una e dall'altra parte) quindi ho sfumato col vino.

Quando questi è evaporato, ho eliminato l'aglio e le erbe e versato nella pentola il brodo vegetale (filtrato) precedentemente riportato a bollore per far si che la cottura della carne non si fermi; ho messo il coperchio sulla pentola, lasciandolo però sollevato mettendovi sotto il manico di un cucchiao di legno per dar modo al vapore di uscire ma piano piano.

Il tutto ha continuato a sobbollire (ogni tanto rigiravo il filetto) per un'ora e mezza abbondante, quindi ho spento il fuoco, tolto il filetto di carne dal brodo, l'ho avvolto bello stretto nella carta stagnola e messo in frigo a freddare.

Nel frattempo ho preparato la majonese sempre secondo l'ormai collaudatissima ricetta, che porta via davvero appena 3 minuti!

Quando la majonese è pronta, si frulla in un piccolo mixer il tonno ben sgocciolato (io uso quello al naturale perchè è già parecchio grassa la majonese e poi non mi piace il sapore forte che prende l'olio dentro le scatolette...) insieme ai capperi sotto sale (prima bel sciacquati e tamponati con lo scottex), quindi si unisce il tutto in una ciotola e si mescola per amalgamare e messo in frigo a freddare.

Ovviamente, va da sè che se non volete fare da voi la majonese, si può sempre comprarla bell'e pronta eh?! ^________^

A filetto ben freddo, lo si toglie dalla stagnola e con l'affettatrice lo si fa a fettine sottili un paio di millimetri, lo si dispone in un unico strato sul piatto di portata, lasciando le fette un pò sovrapposte le une sulle altre e si spalma sopra al tutto la salsa tonnata coprendo bene e generosamente! :P***

Per decorare, spargere sopra al tutto, dei capperi dissalati e dei filini di buccia di limone. Se non si ha il rigalimoni, basta togliere ad un limone la sola parte gialla della scorza e farla a julienne la più fine possibile con un coltello ben affilato.


E con questa ricetta partecipo all'Abbecedario della Trattoria per la letterina R dedicata ai Rifreddi! :)

venerdì 30 settembre 2011

CONFETTURA DI PESCHE, FICHI E RHUM

Mi sa che quest'anno il Sig. Inverno non mi troverà affatto sprovveduta di tanti bei vasettini dove ho cercato di rinchiudere tutto il calore, la luce e la bellezza di questa Estate appena trascorsa e, anche se ci ha fatto penare l'inferno in certi giorni, già mi manca... :*)

Questa per esempio, è una confettura che ho preparato ai primi di settembre con delle pesche gigantesce comprate al super, alle quali ho poi aggiunto una bella bustona di fichi assolutamente bio regalatimi dall'amica e vicina di casa MG e... che ho "ubriacato" un pò con un cicchetto di rhum... :P

CONFETTURA DI PESCHENOCI
GIGANTI, FICHI E RHUM
 (dosi per un totale di frutta di circa kg. 4 al netto di bucce e noccioli)

kg 2,5 di pesche noci giganti
kg. 2 circa di fichi a buccia verde
g 1050 di zucchero semolato
1 limone
3 buste di Pectina 3:1
2 bicchierini di rhum Pampero

Ho lavato ben bene le pesche perchè, purtroppo, non erano bio :(

Tagliate in 4 spicchi, eliminato i noccioli interni e sbucciate, le ho ridotte a cubottoni e messe in una pentolona bella larga e dai bordi alti, insieme ai fichi, anch'essi prima ben lavati, tamponati con carta scottex e tagliati in 4 spicchi, unendo anche il succo di un limone spremuto, il Rhum, dato una bella mescolata e coperto temporaneamente con uno strofinaccio.

In un'altra ciotola ho versato lo zucchero e la pectina e mescolati per amalgamarli bene, quindi ho versato il tutto sopra la frutta nel pentolone e acceso il fuoco a calore medio e incoperchiato, lasciando una fessura da un lato così da lasciar uscire pian piano il vapore.

Mentre la frutta andava al bollore, ne ho approfittato per rinfrescare di nuovo un bel pò di vasetti (16-18 tra piccoli e medi), che tengo sempre di sotto in uno scatolone già puliti e chiusi col loro coperchio, così da non perdermeli in giro ^^ e quindi li ho asciugati con uno strofinaccio pulito e messi tutti in fila pronti per essere riempiti.

Da quando è partito il bollore, ho lasciato andare un'ora buona e non solo i 3 minuti che dice sulla confezione della pectina, perchè ho provato ma alla prova-piattino, la confettura era ancora mooooooooolto lenta... e poi mi piace che cuocia di più, ecco! :D

Terminata la cottura, poichè le pesche non si erano del tutto sfatte (ma i fichi si!) ho dato una bella frullata con il minipimer rendendo il tutto molto omogeneo e "cremoso".
10-15 minuti prima di spegnere sotto il pentolone, ho messo a scaldare sul gas una piastra liscia e vi ho messo i vasetti a testa in giù a scaldare ben bene, che così, l'interno si sterilizza ulteriormente.
Dunque, ho riempito i vasetti fin quasi all'orlo (prendendoli mano a mano via dalla piastra indossando un guanto da forno!!!!), chiuso ben stretto e sistemati di nuovo a testa in giù su un piano di legno e lasciati così fino al giorno dopo; quando li ho raddrizzati erano tutti perfettamente sotto-vuoto (ovvero il tappo aveva la classica rientranza al centro)

Ho quindi appioppato ad ognuno di loro una bella confezioncina e via, di sotto in dispensa! ^^

PS: qualcuno di voi vede su Gambero Rosso (Canale 411 di Sky) "Le Conserve di Camilla"??!!! 

Cosa non darei per una cucina come quella!!!!!! ^____________^

martedì 27 settembre 2011

QUICHE DI VERDURE E BRIE

La mia prima Quiche!!! ^_____________^

Chissà mai di chi sarà la "colpa"??!!! :DDD

Per chi mi segue da un pò e conosce quella pazza scatenata che sta dietro i fornelli della Trattoria, avrà già capito...MA per chi ancora non lo sapesse, siamo tutte quante chiamate a partecipare alla mega-raccolta ispirata all'Abbecedario, dove ad ogni lettera dell'alfabeto corrisponde una ricetta particolare, e in questi giorni siamo arrivati alla Q!!!!! 

Anche questo un modo per rendermi conto di quanto voli il tempo!!! 
Mi sembra IERI che mi lambiccavo il cervello pensando a cosa diavolo mai fosse un ASPIC!!! :*DDD

Perciò cancio alle bande, no.. cancie al bando... no, bando alle cance insomma quella roba lì e passo subito alla ricetta:


QUICHE DI VERDURE
E BRIE

per il ripieno
5 zucchine medie
3 melanzane lunghe
8-10 pomodorini pachino
1 cipolla bianca grossa
1 rametto di salvia (7-8 foglie)
2 cucchiai di olio
1 bicchiere di acqua
sale q.b.
erbe provenzali
2 uova
1 cucchiaino (molto) raso di peperoncino in polvere
per la pasta
250 di semolino
2 cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere scarso di acqua tiepida
1 pizzico di sale fino

ciaffi da cucina indispensabili
1 spianatoia
1 mattarello
1 tortiera da crostata di 24 cm. di diametro
1 forchetta o un rullo per bucherellare

DUE giori prima preparare la padellata di verdure, tagliando a cubotti le zucchine e le melanzane (nelle zucchine, se ono presenti i semi, eliminare la parte centrale) e tagliare a fette non troppo sottili la cipolla e in quarti i pachini, eliminando, dagli stessi, i semi.

Mettere a scaldare in una padella larga antiaderente, un'emulsione fatta di acqua e olio evo con due spicchi di aglio interi, spellati, infilati in uno stuzzicadenti. Far cuocere fino a che l'aglio diventa traslucido, quindi eliminarlo e unire tutte le verdure insieme al rametto di salvia e alle erbe provenzali, aggiustare con un bel pizzicone di sale fino, coprire e lasciare cuocere a fuoco lento per una mezz'ora buona.

Spegnere quindi la fiamma, trasferire il tutto in uno scolapasta posato dentro una ciotola capiente, così da far scolare il liquido di cottura in eccesso, coprire e lasciare freddare.

Il giorno successivo preparare l'impasto versando il semolino (sì, proprio quello che si usa per fare i famosi gnocchi alla romana...) in una ciotola, farvi un buco al centro e versarvi l'acqua, l'olio evo e un pizzico di sale e, volendo, anche altri aromi/spezie (semi di papavero, erbe essiccate, pistilli di zafferano, curry in polvere, ecc. ecc....) e cominciare ad impastare dapprima con una forchetta, poi quando l'impasto diventa più duro, fare con una mano fino a che si formerà una bella palletta soda.

Posarla sulla spianatoia e con il mattarello farne una sfoglia il più sottile possibile, anche 3-4 mm.

Non attaccherà nè al mattarello nè alla spianatoia :)

Arrotolarla quindi delicatamente sul mattarello stesso e posarla in una tortiera bassa, da crostata precedentemente unta con un velo di olio evo.
Aiutarla pian piano a scendere e ad aderire al fondo e alle pareti, quindi bucherellare con cura il fondo della pasta stessa.

Con il mattarello passare con decisione sul bordo della tortiera così da "tagliar"  via l'eccesso di pasta e ottenere un bordo pulito e ordinato.

Disporre sul fondo del formaggio tipo brie molto morbido, a tocchetti, quindi versarvi sopra la padellata di verdure fatta il giorno prima.

Sbattere in una ciotolina le due uova con un pizzico di sale e il peperoncino in polvere quindi versarle distribuendole con cura su tutte le verdure e finire il formaggio tipo brie sulla torta stessa, sempre a tocchetti.

Infornare a forno già caldo a 180° per 45-50 minuti o fino a che vedrete la superficie della torta ben cotta e senza praticamente più liquido ribollente.

Sfornare, lasciare freddare e conservare in frigorifero fino al giorno successivo!

E' ottima sia tiepida che fredda... e con questo ho scoperto un altro angolino di quell'immenso Universo che è la cucina casalinga! :DDD

Noi l'abbiamo mangiata la sera stessa per evidenti necessità (una fame... e una curiosità!!!) ma la quiche rimasta ce la siamo finita il giorno dopo a pranzo e devo ammettere che era molto più buona! Forse perchè stando lì "ferma" i sapori hanno avuto tutto il tempo di amalgamarsi... :)

La proporrei, sinceramente, anche come Piatto Salvacena... infatti si può anche congelare, una volta cotta e ben freddata in frigo, già porzionata, e ricorrere ad un paio di belle fettone per una cena improvvisata, o una fettina come antipasto per una cena tra amici... imprevista... epperciò la segnalo anche a Mila del blog La Scimmia Cruda per il suo contest "PIATTI DI SALVATAGGIO", appunto dedicata ai piatti che possono salvarti una serata ;P

 C'è tempo ancora fino al 30 settembre se volete partecipare! ^^

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