domenica 24 maggio 2015

GIAPPONE... siamo già da queste parti?!

Ebbene sì, la Carovana dell'Abbecedario Culinario Mondiale ha già sfangato la metà dell'alfabeto!

Siamo già arrivati alla letterina K rappresentata da Kyoto, in Giappone.

Kyoto (foto presa QUI)

Ovviamente la Gata s'è un pò persa per strada, ma per questa volta è riuscita a prendere al volo la Carovana,  proprio mentre le passava sotto al naso!!! :D

Il Giappone, il Paese del Sol Levante, è ospitato dall'Amica Sabrina del blog "Nato sotto il Cavolo" e ne ha scritto un post stupendo, che vi invito caldamente ad andare a leggervi :)

Mi fa un piacere immenso riuscire a partecipare a questa tappa, anche se arrivo all'ultimo momento e con un piatto che non è poi così scenografico, ma non è malvagio... anche se son convinta che il problema non sia la ricetta in sè, quanto in chi l'ha eseguita... ovvero io! :DDD



L'ho presa dal "solito" Mangiamondo e ho avuto un attimino di difficoltà perchè nella ricetta parla di cipollotti tagliati a julienne, che poi vanno montati su uno spiedino...

Ma come si fa a far stare su uno spiedino, della verdura tagliata a julienne senza metterci qualcosa che la tenga insieme?!... Così ho fatto un pò di testa mia e i cipollotti li ho tagliati a pezzi... :D

Per il resto tutto uguale alla ricetta, che vi presento:

YAKITORI
(Spiedini di pollo e cipollotti)

1 kg di filetto di pollo (il petto)
1/2 tazza di Sake
3/4 di tazza di salsa di soja
1/2 tazza di Mirin
2 cucchiai di zucchero
1 tazza di cipollotti tagliati a julienne (io 5 cipollotti tagliati a rondelle spesse 2 cm circa)

Tagliare il pollo a pezzi.


Mescolare in un pentolino il sake, la salsa di soja, il mirin, lo zucchero e portare a ebollizione.


Cuocere 2 minuti e far raffreddare.

Infilare negli spiedini, alternandoli, i pezzi di pollo e i cipollotti.

Cuocerli sulla griglia e spennellarli con la salsa.

Per rendere il piatto esteticamente più carino, ho lavato e aperto nel senso della lunghetta, i gambi verdi dei cipollotti, li ho tagliati a strisce larghe 3-4 cm e le ho intrecciate, creando un fondo su cui posare gli spiedini :)

Ho approfittato dell'occasione anche per inaugurare la piastra che vedete in foto.

E' una sorta di "testo" che ho comprato in un negozio di casalinghi durante la mia ultima risalita dai miei, a Ferrara.

Da una parte si può usare come "griglia" mentre dall'altra è liscia e si può usare per cuocere le piadine o il testo (la "focaccia" tipica di umbra) o anche i pancake! ^^

E' dotata anche di manico di legno, che però non ho montato, così riesco a riporla negli armadietti in cucina :)


venerdì 15 maggio 2015

PAGNOTTELLA ALLO YOGURT DI SOYA, con CURCUMA, POMODORI SECCHI e lievito naturale

Da quando a La Fabrica del Gusto mi hanno dato il panetto di lievito madre, che da allora nutro e accudisco come un bimbo... e infatti l'ho chiamato proprio Bimbo... non ho più smesso di panificare! :D

Improvviso molto, mescolo varie farine e ogni volta il risultato è ovviamente diverso, ma ultimamente riesco "anche" ad avere un pane morbido e profumato!

Con i primi si avvertiva molto sia l'odore che il sapore "acido" del lievito madre, ma lo mangiavamo lo stesso perchè è pur sempre un sapore più vero e naturale... In fondo, penso succedesse la stessa cosa anche alle nostre Nonne o Bisnonne quando facevano il pane in casa... Il lievito madre è VIVO e, non so eh?... credo risenta molto anche dell'umore di chi lo tratta...

Si vede che in quel periodo non stavo proprio apposto nemmeno io... ero acida forse?! :DDDDD

Comunque, ho aumentato un pò la quantità di acqua rispetto a prima, in modo da avere un panetto al limite dell'appiccicoso, quando lo metto a lievitare.

O forse è solo cambiata la temperatura, essendo più caldo la lievitazione viene meglio, che ne so! oO

Non ho studi scientifici alle spalle e dovrei prendermi il tempo di leggere, questo certamente sì! :P

Ad ogni modo, mi diverto tantissimo a sperimentare e questa che vedete sotto, è il risultato delle sperimentazioni di ieri! ^^

PAGNOTTELLA con YOGURT DI SOYA
aromatizzata con CURCUMA
e POMODORI SECCHI

200 g di lievito naturale rinfrescato
200 g di acqua a temperatura ambiente
1 vasetto di yogurt bianco Alprosoya
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiaini rasi di sale fino
2 cucchiaini colmi di Curcuma
300 g farina Manitoba Molino Bianchi
100 g farina Cereali Misti bio Molino Agostini
50 g farina Granito Molino Bianchi (è una semola molto fine)
80 g ca. farina "0" Molino Bianchi
+ altra farina "0" Molino Bianchi q.b. per "asciugare" il panetto
+ altra farina q.b. Granito Molino Bianchi per la spianatoia e la pagnottella stessa, quando pronta da infornare
14-15 pezzi di pomodori secchi sotto'olio

Tamponare i pomodori sott'olio per eliminare l'olio in eccesso, ma NON buttare lo scottex con cui si fa  questa operazione, servirà poi....

Fatto tutto con il mio fidato Kenwood, ma si può fare anche a mano, facendo un pò più di fatica.. :)

Prepararsi la quantità necessaria di lievito madre rinfrescato (in questo caso i 200 g) lasciandolo coperto ma a temperatura ambiente almeno un paio d'ore prima di impastare.

Spezzettarlo nel cestello della planetaria senza schiacciarlo troppo tra le dita, mettere l'acqua e scioglierlo montando il gancio "farfalla" in silicone (usando questo anzichè quello in metallo, ho notato che il lievito si scioglie meglio).

Quando completamente sciolto, unire lo yogurt, l'olio e la curcuma e miscelare con cura a velocità bassa.

Mescolare in una ciotola a parte tutte le farine (quelle indicate col loro peso tra gli ingredienti) quindi unirle alla "pappa" di lievito e impastare col gancio ad uncino, fino a che l'impasto rimane tutto attaccato al gancio.

Staccarlo delicatamente dal gancio facendolo ricadere sul fondo del cestello, quindi rimpastare nuovamente aggiungendo man mano altra farina "0" se risulta troppo appiccicoso.
Deve restare piuttosto morbido, come impasto, al limite dell'appiccicoso, come dicevo all'inizio, ma comunque lavorabile a mano.

Trasferirlo sulla spianatoia leggermente infarinata, lavorarlo ancora a mano per qualche minuto, quindi allargalo e posarvi al centro i pomodori tagliati a striscioline.

Chiudere la pasta su stessa, inglobando i pomodori, e impastare per aiutarne la distribuzione.

Se durante questa operazione affiora un pò di olio, unire poca farina fino a riavere l'impasto come prima.

Prendere una ciotola di vetro o di ceramica, ungerne bene tutto l'interno con lo scottex usato per tamponare i pomodori secchi, disporvi al centro il panetto, coprire con pellicola trasparente, anch'essa unta allo stesso modo nella parte che rimane all'interno della ciotola e mettere a lievitare in forno spento (al limite, con la sola lucina di cortesia, accesa).

Il mio è raddoppiato in 5 ore.

Ribaltare il pane così lievitato sulla spianatoria infarinata, trasferirlo in uno stampo di carta usa e getta o in una teglia antiaderente da 24 cm di diametro, appiattirlo leggermente senza sgonfiarlo troppo, spolverare con un pò di farina Granito Molino Bianchi e praticare i tagli a losanga.

Lasciare riposare un'oretta, coperto con la stessa pellicola di prima.

Scaldare il forno a 200° e cuocere la pagnottella per 40-45 minuti o fino a che appare bella dorata in superficie.

Capovolgerla e se la parte inferiore risulta ancora un pò umida, reinfornarla così girata, per altri 10 minuti.

Lasciar freddare togliendola dalla teglia o dallo stampo, su una gratella di metallo quindi servire affettata sottilmente.

Una volta tagliata sono rimasta sbalordita dall'esplosione di colore dato dal giallo della Curcuma e dal rosso dei pomodori!!!

E' una gioia anche solo guardare le fette e poi si sa che la Curcuma fa bene per un sacco di cose!!! ^^




sabato 7 marzo 2015

KRAPFEN AL FORNO

L'altro giorno Il Compare, via skype, mi scrive "facciamo i bomboloni?!" e io "no!" e lui "perchè?!" (con tanto di faccina lacrimosa....) e io "primo perchè sono fritti, secondo perchè sono stanca, è stata una settimana allucinantemente lunga e pesante e non vedo l'ora che si faccia sera per spalmarmi sul divano!"

Lì per lì sembrava convinto e io sono andata avanti tranquilla....

Passa tipo manco 10 minuti che ta-daaaaaaaaaaaaaaaaa arriva un nuovo messaggio "li faccio io! tu non devi fare niente! ho trovato una ricetta facile facile!" e ho cominciato a sudare freddo....

Il Compare si impegna sia chiaro... ma deve essere seguito passo passo, e se proprio sono in buona e decido di lasciargli campo libero, per non soffrire nel sentirlo annaspare in cucina, devo andarmene via, cioè uscire letteralmente di casa... farmi una bella passeggiata di 4 ore lasciando il cellulare spento, a casa... ho reso l'idea? :DDD

Insomma, comincia a martellarmi di link di ricette di bomboloni, krapfen, fritti non fritti & compagnia bella e, per farla breve, ieri sera ci siamo messi all'opera....

Così abbiamo seguito la ricetta per i Krapfen cotti al forno che ha trovato lui e QUI la trovate anche voi, ma con alcune piccolissime modifiche, dettate dagli ingredienti ma anche dal tempo a disposizione... 

KRAPFEN AL FORNO
(per circa 16 krapfen)

per il lievitino
20 g di farina di Manitoba (sì sì, proprio 20 g!!!)
20 g di zucchero semolato
140 g di latte di soja light
9 g di lievito di birra fresco

per l'impasto principale
400 g di farina di Manitoba
40 g di tuorli (e non buttate gli albumi!)
80 g di latte di soja light
50 g di burro morbido (pomata)
1 presa di sale
scorza grattugiata di 1 limone bio
70 g di zucchero

per la farcia
albume
marmellata di albicocche (noi di pesche)

per servire
20 di zucchero a velo

Si deve fare prima il LIEVITINO, sciogliendo in una ciotola il lievito nel latte tiepido.
Mescolare insieme la farina con lo zucchero quindi unirli al latte e lievito mescolando con una frusta per non formare grumi. Coprire e lasciare lievitare in luogo tiepido almeno mezz'ora (noi 1 ora, vicino al termosifone acceso).

Pronto il lievitino, passare all'impasto principale.

Nella ciotola della planetaria (chi non ce l'ha, si fa tranquillamente anche a mano, ma serve un pò di "olio di gomito") setacciare la farina di Manitoba, fare un incavo al centro e metterci i due tuorli, il burro morbido (a pomata), il latte tiepido, la presa di sale, lo zucchero (facendo attenzione che non vada a contatto con i tuorli) e la scorza grattugiata del limone. Sopra al tutto versare quindi il lievitino ormai pronto (sarà raddoppiato, se non triplicato di volume!) e avviare la planetaria usando il gancio a "uncino" (quello per impasti "duri" per intenderci, come il pane o la pasta).

Lasciare impastare fino a che diventerà una pasta morbida e liscia.

Ungere una ciotola abbastanza grande con un velo d'olio, adagiarvi al centro l'impasto, coprire con pellicola trasparente (non a contatto con la pasta!) e lasciare lievitare in luogo tiepido (noi sempre vicino al termosifone) tutta la notte.

Il giorno successivo, trasferire l'impasto sulla spianatoia infarinata e lavorarlo brevemente.

Se lo sentite appiccicoso usate un pò di farina, ma quel tanto che basta per riuscire a lavorarlo.

Stendete l'impasto col mattarello in uno spessore di mezzo centimetro e ricavare con un coppapasta di 7 cm tanti dischetti quant'è l'impasto (si può rimpastare e ridistendere fino ad esaurimento dello stesso).

Foderare di carta-forno la leccarda del forno (tante quante ne occorrono per i Krapfen che vi sono usciti)

Disporre la metà dei dischetti ben distanziati tra loro, sulle leccarde e mettere al centro di ognuno, un cucchiaino di marmellata a piacere (noi abbiamo usato quella di pesche).

Con un pennello da cucina, bagnare la porzione di dischetto libera dalla marmellata quindi sovrapporre gli altri dischetti a mò di "panino", premendo bene i bordi.

Coprire con pellicola trasparente e lasciare riposare un'altra mezzora.

Scaldare il forno a 180°, quindi infornare una leccarda alla volta, lasciando cuocere tra i 10 e 15 minuti.

Saranno pronti quando appariranno belli dorati in superficie.

Sfornare, spolverare di zucchero a velo e trasferire sul piatto di portata.

STRATOFERICI e poi si possono mangiare senza sentirsi troppo in colpa perchè non sono, appunto, fritti e sul totale dell'impasto c'è pochissimo burro e appena due tuorli d'uovo ^__________^

Vabbè certo, se te ne mangi 5, poi non venirti a lamentare!!! :DDDD

sabato 28 febbraio 2015

EMPANADAS RIPIENE DI FRUTTA

Siamo già alla letterina G di Guadalajara in MESSICO, per settima tappa dell'Abbecedario Culinario Mondiale, ideato dalla nostra Aiù della Trattoria Muvara e che ci ospita, questa volta, nella cucina di Lucia di TORTA DI ROSE fino a domani, domenica 1^ marzo!


 Guadalajara (foto presa QUI)


Come solito, le idee sono tante ma il tempo (e la capacità organizzativa...) della Gata lasciano a desiderare e così mi ritrovo a partecipare sempre all'ultimo... ma l'importante è ... partecipare appunto! :D

Consultando il "magico" librone (IL MANGIAMONDO) per quanto riguarda il Messico, di ricette non ne mancano di certo, ma per i miei gusti o sono troppo piccanti o c'è molta carne (non che sia vegetariana, ma non la amo particolarmente...) o insomma... ho tante "gnole" che non riesco mai a trovare qualcosa che non abbia bisogno di particolari stravolgimenti o aggiustamenti....

Ma questa volta ci sono riuscita!

E ho trovato, guarda il caso, un DOLCE!!!!

Riguardo alle capacità organizzative, ben 4 giorni fa, mi sono portata avanti preparando l'impasto con l'idea (balzana) di fare questa ricettina la sera successiva... poi la sera successiva è passata e pure quell'altra e quell'altra ancora e l'impasto... è andato a male :(((

Così oggi pomeriggio ho ricominciato tutto d'accapo... vabbè, 'namo con la ricetta che è meglio va....

EMPANADAS RIPIENE DI FRUTTA
per l'impasto
280 g di farina (io 350 g!!!)
25 g di zucchero
90 g di burro
1 tuorlo
1 bicchiere d'acqua (140 g)

per il ripieno
3 platani maturi (io 3 banane mature)
30 g di burro
1 cucchiaio (raso) di cannella
2 arance (bio)
qualche mandorla intera (io no)
200 g di uva sultanina ammollata (io quella gigante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano macinati (io meno di 1/2 cucchiaino)

per "guarnire"
1/2 bicchiere di latte (io di soja)
mix di zucchero e cannella

Per l'impasto:
(ho usato la Mr. K - planetaria - ma si può fare tranquillamente anche a mano)

Si tratta, praticamente, dei ravioli dolci e il ripieno ha fortemente rischiato di finire... prima ancora di farcire i dischetti di impasto!!!! :DDD

Buono a livelli stratosferici! E pensare che non amo particolarmente le banane... 

La prossima volta voglio provare ad utilizzare questa farcitura per farci una crostata!!!!

Mescolare la farina con lo zucchero. Aggiugere il burro  a tocchettini e impastare fino ad ottenere un impasto friabile (sabbiato). 
Aggiungere il tuorlo sbattuto e versare l'acqua ghiacciata, formando un impasto liscio.

Nella ricetta non lo specifica, ma io l'ho avvolto nella pellicola trasparente e messo a riposare in frigorifero un'oretta in quanto, contenendo burro, ho pensato di trattarlo come una sorta di pasta frolla.

Per il ripieno:

Sciogliere in un pentolino i 30 g di burro e aggiungere i platani (io le banane!) schiacciati con la forchetta, i chiodi di garofano macinati e la cannella in polvere e cuocere per 3 minuti mescolando.

Aggiungere a questo composto la scorza grattugiata e il succo delle due arance, l'uvetta ammollata e cuocere a fuoco delicato per 20 minuti badando che non attacchi sul fondo.

Spegnere, trasferire in un piatto, allargare bene e far freddare.

Riprendere l'impasto, infarinare leggermente la spianatoia e stenderlo in uno spessore di qualche millimetro.

Con un coppapasta o un tagliabiscotti del diametro di 10 cm. ricavare tanti dischi fino ad esaurire l'impasto.

Mettere al centro di ognuno un cucchiaino di composto, chiudere a mezzaluna, sigillare bene con i rebbi di una forchetta e trasferire sulla leccarda del forno foderata di carta-forno (io li ho cotti nel fornetto Maxi DeLonghi).

Spennellare con il latte (io di soja) cospargere di un mix fatto con zucchero e cannella in polvere e cuocere in forno già caldo a 200° per 20-30 minuti.

Poichè ho notato che mentre la superficie delle empanadas diventava bella dorata e croccante, restando invece umida sul fondo, a metà cottura le ho girate, così da far cuocere bene anche il fondo.

La ricetta suggerisce di servirli accompagnando con spicchi di arancia e mandorle, ma io li trovo perfetti come dolcetti da tè... molto poco "messicano" ed assai "english" ma... non ho resistito!

Però ho usato un tipo di thè comprato tempo fa "in vista" del Viaggio della Carovana, tipico del Sud America YERBA MATE' e trovo che sia buonissimo! Ha una forte nota "verde" e terrosa (almeno secondo il mio gusto) e con un cucchiaino di zucchero di canna si beve benissimo! ^___________^

G come.........
Giusto un paio e... poi il bis! :D

mercoledì 21 gennaio 2015

BRASILE e IL VIAGGIO CONTINUA!

Con il Viaggio dell'Abbecedario Culinario Mondiale siamo atterrati già in BRASILE

Per la precisione a Fortaleza, a rappresentare la letterina F di questa tappa, ospitata dalla nostra Compagna di Carovana Rosa Maria di Torte e Dintorni Amica alla quale non riesco più a pensare se non con il suo matto naso rosso da Clown! ^_____________^

Non sto a dilungarmi troppo sulla descrizione di questo immenso, colorato, contraddittorio Paese in quanto è già stato detto molto, e bene, dalla nostra Ospite.

foto presa QUI

Voglio solo dire che mi sono voluta soffermare sul lato "mangereccio" di quella popolazione che vive un pò più ai margini della società, ovvero le Favelas.

 foto presa QUI

Questo perchè ho ritrovato, in mezzo ai miei tantissimi libri di cucina, un libriccino comprato anni fa (almeno 10 di sicuro!) ad una Mostra-Mercato di beneficienza organizzata da un sacerdote di Ferrara, Don Roberto che però lavorava moltissimo per aiutare questa parte di popolazione, attraverso raccolte fondi, vendita di oggetti di vero artigianato locale e, non ultimo, la divulgazione attraverso appunto questo libriccino, della cultura gastronomica brasiliana, della città di Parauapebas in particolare, partendo dalle Favelas fino ai ristoranti che però offrono anche piatti "poveri" locali.

M'è sembrato quindi un "segno"... un libro di ricette brasiliane aquistato nella mia Ferrara anni fa, guarda caso mi torna utile proprio ora, che "atterro" in Brasile con le mie Amiche + 1 Amico in Brasile ^^

Come prima ricetta sono felicissima di provare un piatto totalmente vegetariano, senza dover per forza apportare modifiche/sostituzioni ^^

L'unica cosa che ho "modificato" è stato sull'uso dell'aglio, che loro tritano/tagliano/spremono mentre in famiglia lo si tollera poco e quindi lo lascio intero :)

E ora via, un bel piatto di.......

ARROZ E FEIJAO-CORDA
(riso e fagioli)

Essendo solo in due, nella preparazione ho dimezzato le dosi, che però trascrivo come da ricetta originale, inoltre, avendo usato fagioli secchi, li ho messi in ammollo dal giorno prima insieme ad un pezzetto di alga kombu, che uso sempre quando si tratta di cuocere i legumi (tranne che con le lenticchie)

300 g di fagioli (io Fagioli Neri e 8 cm di alga kombu)
300 g di riso (io Carnaroli)
1 pomodoro
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
4 cucchiai di olio
1 pizzico di sale
brodo/acqua q.b

La preparazione dei fagioli
Metti i fagioli con un pizzico di sale in una pentola a pressione per 30 minuti (dal fischio).

A questo proposito, come immaginavo mentre tenevo d'occhio l'orologio, una volta aperta la pentola a pressione, i fagioli erano assolutamente CRUDI!
Al che ho pensato che probabilmente si dovevano usare fagioli freschi... 
Così ho aggiunto un paio di litri di acqua bella bollente, richiuso la pentola e cotto un'altra ora e mezza e salato al termine della cottura, perchè se si aggiunge sale subito, questo irrigidisce la buccia dei legumi, prolungandone la cottura (reminiscenze di cucina macrobiotica.......)

Soffriggi metà della cipolla, il pomodoro e 1 spicchio d'aglio sminuzzato con due cucchiai d'olio e continua a cucinare per 3 minuti e aggiungere un pò di brodo o acqua, quindi uniscili ai fagioli (già cotti)
La preparazione del riso
Soffriggi il riso per 10 minuti con due cucchiai di olio, l'altro spicchio d'aglio, l'altra mezza cipolla tagliata fine e un pò di sale.
Lascia cuocere per 20 minuti aggiungendo acqua bollente.

Un piatto davvero semplicissimo ma buonissimo e "pulito" nei sapori e aromi.

Il Compare ha fatto pure il bis!!!! ^_____________^





Nota alla ricetta dal libro:
"Riso e fagioli da queste parti vengono considerati il piatto principale, il piatto essenziale, il piatto che non può mancare in nessuna casa per nessuna persona.
Si cresce, si invecchia, se è possibile, mangiando ogni giorno riso e fagioli.
Nelle case dei poveri però, il riso è quello spezzato e i fagioli sono quelli che costano meno perchè di qualità inferiore"

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