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giovedì 4 gennaio 2024

PANE DI SEGALE MISTO (Italia) con la letterina T di TRIGONELLA

Ho finalmente scoperto cosa fosse quell'aroma così particolare che si sente in alcuni tipi di pane che si possono gustare in Trentino-Alto Adige!

Adoro quei pani bassi, scuri e profumatissimi e per l'occasione, cercando un ingrediente con la letterina T del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti capitanato dalla nostra Capa Aiù, mi sono messa a sfogliare uno dei tanti libri di cucina dedicati al cibo di montagna.

Questa volta è toccato a DOLOMITI: La Cucina della Tradizione di Mali Holler e ho trovato un ingrediente davvero particolare e insolito, almeno per il mio tipo di cucina: la TRIGONELLA (anche noto come FIENO GRECO) che si può trovare sia in semi che già macinata, come nel mio caso (aaaahh Sant'Amazon...)

E' piuttosto facile da preparare e non bisogna farsi spaventare dall'aspetto piuttosto rustico e appicicaticcio dell'impasto... 

Io ho dimezzato le dosi e ricavato 3 pani, ma qui riporto la ricetta tal quale al libro.

Comunque ecco qua il mio...

PANE DI SEGALE MISTO

(per 7 pagnotte)

300 g di farina di frumento (io "00"

500 g di farina di segale

30 g di lievito (di birra fresco)

1 cucchiaino di zucchero

750 ml di latte tiepido

1 cucchiaio di sale fino

2 cucchiai di trigonella tritata

1 cucchiaio di semi di anice

1 cucchiaio di semi di finocchio

crusca q.b. (o altra farina "00")

In una ciotola mescolare le due farine e farvi un incavo al centro, dove sbriciolare il lievito, aggiungere lo zucchero e un pò di latte (io 3/4) e mescolare a formare un preimpasto (biga).

Coprire con un telo e mettere a lievitare per mezz'ora in luogo caldo (io nel fornetto spento).

Dopo questo riposo, aggiungere il sale, le spezie e il resto del latte e impastare il tutto.

Risulterà piuttosto appiccicoso, ma lasciarlo così come è.

Coprire di nuovo col telo e mettere a lievitare 1 ora o fino al raddoppio.

Infarinare bene la spianatoia, ribaltarvi l'impasto e da questo ricavare dei panetti piatti, lavorandoli con un pò di farina.

Disporre sulla leccarda del forno cosparsa di farina o crusca (io ho usato la carta forno).

Lasciare riposare ancora un pò quindi bucherellarli con una forchetta.

Intanto portare il forno a 200° e cuocere le pagnotte per 30 minuti o fino a sono belle dorate e, bussando sul fondo, suona "a vuoto".

Mettere a raffreddare su una gratella e.... provare a resistere alla tentazione di tagliare ed assaggiare, con tutto il profumino che si sarà sparso per casa... Io non ci sono riuscita! :DDDD

Infatti si vede anche dal taglio della pagnotta, che essendo ancora calda, la mollica ha "seguito" la lama del coltello, creando quei grumini bruttissimi a vedersi, ma non me ne frega nulla perchè è troppo buono e morbido... credo di averne mangiate 3-4 fettine così, in un baleno... :DDD


Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così:

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INSTAGRAM: #unmondodingredienti e #abcincucina

domenica 22 luglio 2018

BASTONCINI ALLE NOCI E ANACARDI

Con questo caldo una persona normale l'ultima cosa a cui penserebbe, sarebbe quella di accendere il forno di casa.... ma io non sono normale e quindi...

Il Licoli, poverino per quanto sia poco impegnativo da mantenere bello vispo, richiede comunque quel minimo di impegno, una volta ogni 7-10 giorni, per un bel rinfreschino, anche se la sua "mamma" non ne avrebbe una gran voglia e quindi....

In più, avevo qualche pacchettino di farina aperto ma la quantità non bastava, per ogni farina, per tirarci fuori un pane e poi si avvicinano le vacanze ed è meglio non lasciare in dispensa confezioni aperte quindi....

Eh... e quindi ho fatto un impasto svuota-dispensa con quel che c'era, col Licoli bello peperino e accendendo il forno! :DDD

BASTONCINI ALLE 
NOCI E ANACARDI
a lievitazione lenta

130 g di Licoli rinfrescato
230 g di acqua tiepida
2 cucchiai di olio evo umbro
115 g di farina manitoba Molino Chiavazza
195 g di farina tipo 2 di grano tenero Le Terre di Ecor
150 g di farina 00 Molino Gatti 100% senza additivi
2 cucchiaini di sale fino
150 g circa fra noci e anacardi al naturale (cioè non salati) già sgusciati

Mescolare fra loro le farine e tenere da parte.

Scaldare bene una padella antiaderente e tostarvi noci e anacardi, quindi mettere da parte a raffreddare.


In una ciotola sbattere con la frusta l'acqua col licoli per farlo schiumare, quindi aggiungere l'olio e le farine e impastare grossolanamente finchè le farine avranno assorbito l'acqua. A questo punto si può aggiungere il sale e si impasta con delle pieghe in ciotola finchè diventa liscio.

Coprire con un coperchio e lasciare riposare una mezz'oretta, dopo di che riprendere con le pieghe in ciotola (qualche giro) e lasciare riposare di nuovo mezz'ora.

Trasferire l'impasto sul piano spolverato con la farina tipo 2, ribaltarvi l'impasto e lavorarlo finchè diventa liscio ed elastico.

Allargarlo sul piano e posare al centro il mix di noci e anacardi tostati e già sminuzzati grossolanamente al coltello.

Richiudere l'impasto su questi tirando su i lembi laterali e impastare brevemente, giusto per distribuire bene la frutta secca.

Chiudere l'impasto a palla, pirlare e adagiarlo in una ciotola di vetro dai bordi alti e non troppo larga e unta con un velo d'olio evo.

Coprire con una cuffia (anch'essa unta nella parte interna) e lasciare riposare a temperatura ambiente per un'ora almeno (in cucina avevo 30 gradi....) quindi trasferire in frigorifero, nella parte più bassa, fino al giorno dopo.

Io l'ho messa in frigo la sera, verso le 19.00, e l'ho ripresa fuori questa mattina alle 06.30.

Dopo qualche ora, quando tornata a temperatura ambiente, spolverare di farina (sempre la tipo 2) il piano di lavoro, ribaltarvi l'impasto e lavorarlo delicatamente, senza sgonfiarlo, dandogli la forma di un cilindro.

Da questo ricavare dei segmenti larghi circa un dito con una spatola e lavorare ognuno tirandoli a grissino lungo almeno una 30na di cm.

Dividere ogni "grissino" a metà e disporre ogni bastincino così ottenuto sulla placca del forno (con carta forno se non è antiaderente) spolverata di farina (sempre la tipo 2).

Coprire con un telo pulito e lasciare lievitare un'oretta.

Nel frattempo scaldare il forno a 220° quindi cuocere abbassando a 200° per 20-25 minuti, fnchè saranno belli dorati.

Bè... i miei si sono anche belli bruniti, ma sono buoni lo stesso! :DDD

Buona Sgranocchiata! ^_______^

mercoledì 5 agosto 2015

PASKA... e con l'ABC giungiamo in UCRAINA

Eccoci in UCRAINA, per la letterina O rappresentata, per la nostra tappa, dalla città di Odessa e ospitati nella cucina di Stefania nel suo blog BIG SHADE

L'Abbecedario Culinario Mondiale, un progetto della Trattoria Muvara, viaggia alla grande, nonostante il caldo pressante e il richiamo irresistibile delle tanto agognate ferie, ci tentino in continuazione all'abbandono di pentole e forntelli ed è bellissimo così!! ^_______^

Basti pensare che questa mattina, ultimo mio giorno di lavoro, pensavo:


"Devo spedire questo documento... oggi pomeriggio devo scrivere il post dell'ABC"


"Ho scritto quella mail?.... oggi pomeriggio devo sistemare le foto per il post dell'ABC"

e via di questo passo! Che non si dica che non penso all'ABC!!!! :DDD

Comunque, come ricetta cercando in rete, sono stata attratta da questo dolce, che poi all'assaggio dolce non è, essendoci pochissimo zucchero al suo interno, se non quando incontri un'uvetta o se mangi la crosta ricoperta con quel velo di glassa bianca....

ODESSA

A dire la verità, un piccolissimo dubbio m'era venuto, guardando la foto che accompagnava la ricetta e leggendone l'esecuzione...

Nella foto c'era una forma bellissima con un intreccio stupendo, mentre nella ricetta parlava di glassa e codette di cioccolato o di zucchero...

Vabbè, siccome, a dirla tutta, non avevo tanto tempo per cercare e documentarmi più approfonditamente, sono andata avanti comunque...

Poi, grazie alle mie Compagne di Viaggio, ho scoperto che avrei dovuto dare retta alla vocina che mi sussurrava all'orecchio che qualcosa non quadrava...

Perciò, non voglio farvela troppo lunga ma... diciamo che la PASKA che ho preparato io sembrerebbe la versione RUSSA di quella UCRAINA....

Oggi pomeriggio, perdendoci un pò più di tempo, ho trovato diversi siti che ne parlano e in QUESTO racconta anche la tradizione che sta dietro la preparazione di questo dolce tipico della Pasqua Ucraina... (e c'è anche la ricetta)

Io vado avanti comunque, che il dolce ormai l'è stato fatto (e suddiviso anche i condomini ancora presenti qui a casa ^_____^) e mangiato!

PASKA
(ricetta trovata QUI e mie "varianti" in rosso)

200 ml di latte
3 uova
125 g di yogurt
125 g di burro pomata
150 g zucchero
24 g lievito di birra in polvere (io 30 g di lievito secco in polvere, arricchito di pasta madre, della S. Martino)
1 bustina di Vanillina (io 1 cucchiaio di estratto di vaniglia home-made)
100 g di uva passa
700 g di farina (io "0")

per la decorazione
2 albumi (io uno)
300 g di zucchero a velo (io 200 g)
qualche goccia di lime per aromatizzare
2 cucchiai di codette di cioccolato

Intiepidire il latte, versarlo nella planetaria, montare il gancio a farfalla in silicone e impastare insieme a 50 g di zucchero e 12 g di lievito in polvere con un poco di farina (io 150 g) formando una pastella da lasciare riposare almeno mezz'ora in luogo caldo.

A questo punto aggiungere le uova (precedentemente sbattute con lo zucchero restante), lo yogurt, il burro morbido (pomata), la vanillina (come detto sopra, ho preferito usare l'estratto di vaniglia fatto da me).

Impastare aggiungendo la farina in due o tre volte fino a che l'impasto risulta omogeneo e piuttosto consistente ma ancora appena appiccicoso.

Coprire il cestello con pellicola trasparente e lasciare in luogo caldo fino al raddoppio (in cucina ho 30° in questi giorni.....).

Versare dunque sull'impasto l'uvetta e incorporarla bene mescolando accuratamente e, praticamente, rimpastando il tutto, ma senza sgonfiarlo troppo.



Per la cottura, ho usato una teglia antiaderente imburrata, facendo aderire tutto intorno al bordo, una striscia di carta-forno alta almeno il doppio del bordo stesso.

Trasferirvi l'impasto, lasciare riposare, coperto, un'altra oretta.

Quest'ultimo è un passaggio che ho voluto fare io, per ridare modo all'impasto di "ripartire" con la lievitazione, visto che comunque è stato "stressato" per incorporare le uvette.

Ah! Non le ho ammollate perchè erano già piuttosto morbide, ma se le vostre non lo sono, tenetele in acqua una decina di minuti quindi strizzatele e tamponate bene con uno telo pulito, prima di usarle :)

Passando alla cottura, si legge di cuocere a 170 per circa 15 minuti... allora, i casi sono due... o chi ha scritto la ricetta, non l'ha mai provata... (e mi pare che il dubbio sia più che legittimo, vista la prefazione all'inizio del post sulla "confusione" tra foto e descrizione) o è stata cotta in un forno a legna, ma nel post han pensato bene di non specificarlo....

Comunque, io l'ho cotta nel fornetto Maxi DeLonghi, nella parte più bassa, per 45 minuti, coprendone la superficie con un foglio di carta d'alluminio negli ultimi 20 minuti perchè non si bruciasse troppo.

E per esser sicura, ho fatto la prova stecchino.

Quando tiepida, trasferirla su una gratella fino a completo raffreddamento.

Preparare quindi la glassa, mescolando bene in una ciotola l'albume con lo zucchero a velo fino ad essere abbastanza consistente (deve colare via ma piuttosto lentamente) e le gocce di succo di lime (o limone).

Colarla sulla Paska, lasciarla un attimino indurire quindi cospargere di codette di cioccolato.

Non aspettare che si formi la pellicolina secca, altrimenti le codette non si attaccano.

Quando torno dalle vacanze, proverò anche la versione col decoro ad intreccio! :)




venerdì 29 maggio 2015

CUCHAULE un Pane buono-buonissimo!

Viaggiando con la Carovana dell'ABC si scoprono certe chicche, che c'è da chiedersi "ma come ho fatto a tirare avanti fino ad ora, senza sapere che esisteva questa cosa così buona?!" ....

Ecco, quando mi emoziono al primo assaggio, è lì che arrivo al senso profondo di questo Viaggio virtuale nelle Cucine del Mondo, e di tutto ciò non posso che ringraziare la Mitica Aiù, anzi, voi la conoscete come Aiuolik o Eloisa della Trattoria Muvara, ma per me è e resterà sempre AIU' ^^

E' lei infatti che ha messo in piedi questo Progetto e noi Tutte+Uno le siamo andate dietro, spadellando, sfrigolando, impastando, mangiando e scoprendo (o ri-scoprendo) i gusti e le tradizioni culinarie del Mondo!


Questa volta siamo in SVIZZERA



più precisamente a LUCERNA che rappresenta la letterina L di questa tappa e siamo ospitati nella cucina Ivy nel suo blog KOPIASTE! e cliccando proprio sul nome del suo blog, andrete direttamente al suo post d'apertura, dove lasciare il link alla vostra ricetta dedicata alla Svizzera se, come mi auguro, avrete voglia di prendere parte a questo gioco, che come è già stato detto tante volte, non ha alcun fine se non quello di "viaggiare" insieme e scoprire nuovi sapori e usanze.

Il solo e unico fine di questa Raccolta (e del nostro Gruppo) è di stare insieme, anche se solo virtualmente, senza alcun bisogno di dover dimostrare niente a nessuno, in totale rilassatezza e divertimento.... oltre che (almeno per me...) ripassare un pò di Geografia!!!! :DDD

Potete partecipare a tutte le tappe o solo ad una di esse, con una sola ricetta o più e... spargere il verbo, perchè più siamo meglio è!!!! :DDD


foto presa QUI

E dopo tutto questo sproloquio, passo a raccontare della ricetta che ho scelto e che ho trovato girovagando sul web e incappando in questo sito/blog.

Si tratta di una pagnotta che solo a leggere gli ingredienti mi pareva già di sentirne il profumo e la morbidezza... nel sito linkato poi, tra i consigli, c'è scritto che tal Sig. Gèrald Saudan usa il lievito madre fatto in casa, al posto del lievito in polvere indicato nella ricetta ma, come mio solito, nella "fretta" ho male interpretato la ricetta e ho usato sia il lievito madre che... il lievito ma non in polvere ma bensì... lievito di birra fresco, insomma ho fatto casino ma... è venuto buonissssssimo lo stesso!!!! :DDD

Magari il merito di tutta quella morbidezza è dato proprio dalla presenza di entrambi i lieviti e non solo dal burro e dal latte... chissà, magari ho "scoperto" una nuova variante di Cuchaule... o, molto più facile... se passa di qui il Sig. Saudan mi tira direttamente in testa la pala con cui sforna le Cuchaule originali!!! :DDD

E sono anche andata a cercare on-line chi fosse questo Saudan e ho scoperto una panetteria, pardon... una boulangerie con i contro fiocchi!!!!


Roba da prendere il biglietto del treno al volo e partire solo per andare ad assaggiare di persona questo pane (che poi, visto il bancone, il pane sarebbe una bella scusa....)!!!! *.*

foto presa QUI

vabbè, io lascio anche l'indirizzo, magari qualcuno è lì di passaggio e quando torna mi porta qualcosa... :DDD

Boulangerie Saudan
Rte de Villars n. 38
1700 Fribourg 
Svizzera

E ora veniamo a questa pagnottella stupenda e buonissima e la ricetta che ho seguito è QUESTA, ma siccome, come ho scritto più sopra, ho fatto confusione e male interpretato in fase di lettura, in questo post scrivo come l'ho fatta io... :P

CUCHAULE
(per tre pagnotte da circa 500 g ciascuna)

550 g di latte
150 g di burro morbido a temperatura ambiente
900 g di farina (io 700 g "0" + 200 g "00")
1 presa di stimmi di zafferano
100 g di zucchero
20 g di lievito (di birra fresco)
50 g di lievito madre
20 g di sale
2 uova (1 per la pagnottella + 1 per spennellare)

La sera precedente la preparazione del pane, mettere gli stimmi di zafferano nel latte e tenere in frigorifero tutta la notte e, se come me, volete aggiungere anche la parte di lievito madre, tirate fuori dal frigo la quantità necessaria (50 g) in modo che vada anch'esso a temperatura ambiente.

Il giorno successivo, organizzatevi per iniziare a fare il pane di mattina...

In un pentolino scaldare il latte allo zafferano, senza filtrarlo, e portarlo a 18° oppure tiratelo fuori dal frigo e lasciate che arrivi a temperatura ambiente con calma.

Nella planetaria mettere il panetto di lievito madre rotto delicatamente tra le dita insieme al lievito di birra fresco sbriciolato, versare sopra una parte del latte allo zafferano (circa un bicchiere) e con il gancio a farfalla (o "K" se avete il Kenwood) a velocità media, fate andare fino a che si saranno entrambi sciolti e si sarà formata una sorta di "crema", quindi versare il restante latte e lo zucchero.

In una ciotola a parte, setacciare le due farine e versarle nella ciotola della planetaria, sopra al crema di latte e lieviti, quindi unire il sale e l'uovo.

Cambiare il gancio e montare quello ad uncino (per impasti da incordare, tipo pane/pizza) e avviare prima a velocità media poi quando tutta la farina sarà incorporata, aumentare gradualmente fino quasi al massimo e lasciare impastare 5 minuti.

Staccare delicatamente l'impasto dal gancio, quindi impastare di nuovo altri 3-4 minuti.

A questo punto, unire il burro morbido (pomata) rompendolo a piccoli pezzi con le dita e riprendere ad impastare a velocità medio/alta per altri 5 minuti o finchè tutto il burro sarà assorbito e l'impasto sarà bello liscio e morbido.

A questo proposito, devo dire che sarà MOLTO morbido, tant'è che ero tentata di aggiungere altra farina perchè mi sembrava troppo "lento"... ma ho resistito e per fortuna!!! :DDD

Coprire la ciotola dell'impastatrice con pellicola trasparente e lasciare lievitare 1 ora.

Sempre lasciando l'impasto nel cestello, "ribaltarlo" in tre mosse con l'aiuto di una spatola in silicone ma abbastanza rigida, in modo che ciò che sta sotto passi sopra, ma senza rompere la massa, ovvero lavorando sulla parte a contatto del cestello.

Questo passaggio l'ho preso in prestito dal corso che ho fatto a marzo scorso per la Colomba di Pasqua alla Scuola di cucina Fabrica del Gusto, perchè prima o poi, tutto torna utile! ^_____^

Coprire di nuovo con pellicola trasparente e lasciare lievitare ancora 1 ora, sempre in luogo riparato e caldo (io sempre nel fornetto, con la sola luce interna accesa).

A questo punto, spolverare di farina la spianatoia (o un piano di lavoro in legno) rovesciarvi sopra la massa lievitata.

Compattarla con l'aiuto di un tarocco quindi dividerla in 3 pani di uguale peso.

Effettuare per ognuno l'operazione di pirlatura(*) (anche questa imparata alla Fabrica del Gusto) quindi trasferire ognuna su una leccarda foderata di carta-forno, coprire con pellicola trasparente, avendo cura di ungere la stessa nella parte a contatto con la massa, in modo che non vi si appiccichi.

Infilarle nel forno (spento!!!) con la lucina interna accesa e far lievitare 2 ore.

Togliere quindi la pellicola, spennellare la superficie di ogni forma con un uovo leggermente sbattuto e infilarle in frigorifero 30 minuti (non coprire più con la pellicola!)

Nel frattempo portare il forno in temperatura di 170°.

Riprenderle, spennellare ancora ed effettuare i tagli sulla superficie con un coltello a lama liscia molto affilato.

Cuocere per 40-45 minuti quindi mettere a raffreddare su una gratella.

Allora, non so come sia il sapore della Cuchaule originale ma da quel che ho potuto assaggiare in queste e stando a quanto detto anche dal Compare, dai Suocerini, dalle Colleghe e amici che le hanno assaggiate in questi giorni, sono una cosa GODURIOSISSIMAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Me ne sono mangiata metà di una pagnottella, io da sola... con tanti sensi di colpa perchè c'è tanto burro... e poi ho fatto anche colazione a base di fette di Cuchaule (3!!!!!) spalmate di formaggio spalmabile e marmellata di fragole.... babbabia.......................................

L come....


La rifaccio!!!



(*) PIRLATURA: dopo aver effettuato le pezzature, ovvero suddiviso l'impasto nei pezzi del peso desiderato, ogni pezzo viene "arrotondato" lasciandolo posato sul piano di lavoro e facendolo girare "accarezzandolo" con le mani anch'esse a contatto col piano di lavoro
e, contemporaneamente, accompagnando il movimento verso il basso, in modo che l'impasto prenda la forma di una cupola.
QUI un video che illustra meglio l'operazione, più facile da fare che da descrivere :)








venerdì 15 maggio 2015

PAGNOTTELLA ALLO YOGURT DI SOYA, con CURCUMA, POMODORI SECCHI e lievito naturale

Da quando a La Fabrica del Gusto mi hanno dato il panetto di lievito madre, che da allora nutro e accudisco come un bimbo... e infatti l'ho chiamato proprio Bimbo... non ho più smesso di panificare! :D

Improvviso molto, mescolo varie farine e ogni volta il risultato è ovviamente diverso, ma ultimamente riesco "anche" ad avere un pane morbido e profumato!

Con i primi si avvertiva molto sia l'odore che il sapore "acido" del lievito madre, ma lo mangiavamo lo stesso perchè è pur sempre un sapore più vero e naturale... In fondo, penso succedesse la stessa cosa anche alle nostre Nonne o Bisnonne quando facevano il pane in casa... Il lievito madre è VIVO e, non so eh?... credo risenta molto anche dell'umore di chi lo tratta...

Si vede che in quel periodo non stavo proprio apposto nemmeno io... ero acida forse?! :DDDDD

Comunque, ho aumentato un pò la quantità di acqua rispetto a prima, in modo da avere un panetto al limite dell'appiccicoso, quando lo metto a lievitare.

O forse è solo cambiata la temperatura, essendo più caldo la lievitazione viene meglio, che ne so! oO

Non ho studi scientifici alle spalle e dovrei prendermi il tempo di leggere, questo certamente sì! :P

Ad ogni modo, mi diverto tantissimo a sperimentare e questa che vedete sotto, è il risultato delle sperimentazioni di ieri! ^^

PAGNOTTELLA con YOGURT DI SOYA
aromatizzata con CURCUMA
e POMODORI SECCHI

200 g di lievito naturale rinfrescato
200 g di acqua a temperatura ambiente
1 vasetto di yogurt bianco Alprosoya
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiaini rasi di sale fino
2 cucchiaini colmi di Curcuma
300 g farina Manitoba Molino Bianchi
100 g farina Cereali Misti bio Molino Agostini
50 g farina Granito Molino Bianchi (è una semola molto fine)
80 g ca. farina "0" Molino Bianchi
+ altra farina "0" Molino Bianchi q.b. per "asciugare" il panetto
+ altra farina q.b. Granito Molino Bianchi per la spianatoia e la pagnottella stessa, quando pronta da infornare
14-15 pezzi di pomodori secchi sotto'olio

Tamponare i pomodori sott'olio per eliminare l'olio in eccesso, ma NON buttare lo scottex con cui si fa  questa operazione, servirà poi....

Fatto tutto con il mio fidato Kenwood, ma si può fare anche a mano, facendo un pò più di fatica.. :)

Prepararsi la quantità necessaria di lievito madre rinfrescato (in questo caso i 200 g) lasciandolo coperto ma a temperatura ambiente almeno un paio d'ore prima di impastare.

Spezzettarlo nel cestello della planetaria senza schiacciarlo troppo tra le dita, mettere l'acqua e scioglierlo montando il gancio "farfalla" in silicone (usando questo anzichè quello in metallo, ho notato che il lievito si scioglie meglio).

Quando completamente sciolto, unire lo yogurt, l'olio e la curcuma e miscelare con cura a velocità bassa.

Mescolare in una ciotola a parte tutte le farine (quelle indicate col loro peso tra gli ingredienti) quindi unirle alla "pappa" di lievito e impastare col gancio ad uncino, fino a che l'impasto rimane tutto attaccato al gancio.

Staccarlo delicatamente dal gancio facendolo ricadere sul fondo del cestello, quindi rimpastare nuovamente aggiungendo man mano altra farina "0" se risulta troppo appiccicoso.
Deve restare piuttosto morbido, come impasto, al limite dell'appiccicoso, come dicevo all'inizio, ma comunque lavorabile a mano.

Trasferirlo sulla spianatoia leggermente infarinata, lavorarlo ancora a mano per qualche minuto, quindi allargalo e posarvi al centro i pomodori tagliati a striscioline.

Chiudere la pasta su stessa, inglobando i pomodori, e impastare per aiutarne la distribuzione.

Se durante questa operazione affiora un pò di olio, unire poca farina fino a riavere l'impasto come prima.

Prendere una ciotola di vetro o di ceramica, ungerne bene tutto l'interno con lo scottex usato per tamponare i pomodori secchi, disporvi al centro il panetto, coprire con pellicola trasparente, anch'essa unta allo stesso modo nella parte che rimane all'interno della ciotola e mettere a lievitare in forno spento (al limite, con la sola lucina di cortesia, accesa).

Il mio è raddoppiato in 5 ore.

Ribaltare il pane così lievitato sulla spianatoria infarinata, trasferirlo in uno stampo di carta usa e getta o in una teglia antiaderente da 24 cm di diametro, appiattirlo leggermente senza sgonfiarlo troppo, spolverare con un pò di farina Granito Molino Bianchi e praticare i tagli a losanga.

Lasciare riposare un'oretta, coperto con la stessa pellicola di prima.

Scaldare il forno a 200° e cuocere la pagnottella per 40-45 minuti o fino a che appare bella dorata in superficie.

Capovolgerla e se la parte inferiore risulta ancora un pò umida, reinfornarla così girata, per altri 10 minuti.

Lasciar freddare togliendola dalla teglia o dallo stampo, su una gratella di metallo quindi servire affettata sottilmente.

Una volta tagliata sono rimasta sbalordita dall'esplosione di colore dato dal giallo della Curcuma e dal rosso dei pomodori!!!

E' una gioia anche solo guardare le fette e poi si sa che la Curcuma fa bene per un sacco di cose!!! ^^




martedì 12 marzo 2013

PASSIONE PIZZA... E CHE PIZZA!!! ^_______^

Di solito a S. Valentino io e Compare non ci facciamo il regalo... di solito... ma quest'anno è andata diversamente... Lui lo ha fatto a me e mi ha colto assolutamente impreparata... mi ha regalato il minipimer della Kenwood, quello completo di tutti gli accessori, perchè il mio, che era poi di mamma e me l'ha passato tanti e tanti anni fa, mentre va fa un rumore strano... così avevo buttato lì, verso metà gennaio, che prima o poi avrei dovuto comprarne uno nuovo... e LUI, il mio Ammmore (ma non diteglielo che l'ho chiamato così, perchè non ci faccio mai... ^^ ) m'ha fatto la sorpresa arrivandomi a casa, qualche giorno prima di S. Valentino, con uno scatolone enorme e tutto quel bendiddio dentro...

Ovvio che è scattata in me la voglia di ricambiare :)

Ma che potevo prendergli?! o.O'

E nel frattempo è arrivato il 14 febbraio... panico... che faccio?? che prendo??? dopo 21 anni insieme, capirete che un attimino di crisi per l'idea regalo, m'è venuta... ormai gli ho regalato e ci siamo regalati di tutto (escludendo, per tanti motivi, i gioielli "importanti"... )


Così la sera stessa, appena uscita dall'ufficio, mi sono fiondata in libreria per vedere se c'era qualche libro adatto, che a lui piacciono tanto i libri fotografici... che tra l'altro avevo già sfruttato come idea-regalo per Natale...

Guidando e pensando s'è accesa la lampadina!!!

Quasi ogni giorno, sull'ora del pranzo, guardiamo quel Genio della pizza che è Antonino Esposito, nel programma su Alice (Sky) che si chiama "Piacere Pizza", se avete presente... 

Il Compare stravede per Antonino e ogni volta dice "la voglio fare anch'io la pizza come la sua" perchè in effetti, a vederlo farle sembra davvero facile e alla portata di tutti...


Non è che non l'abbiamo mai fatta eh?! Anzi!

Sempre però con la lievitazione "frettolosa" (cubetto di lievito intero e 2 ore di lievitazione...) mentre invece avevamo entrambi voglia di provare la pizza "vera"... quella che nasce con calma e pazienza... quella che digerisci senza problemi, quella che il massimo della vita sarebbe addirittura da cuocere nel forno a legna, in quei camini chiusi che noi non potremo MAI nè permetterci di comprare, nè tenere in giardino... che se ci mettiamo uno di questi "mostri", non c'è più spazio per fiori-gatti-noi... :*DDD

Così, con questi pensieri in testa, entro in libreria e mi scatafiondo nel reparto "libri di cucina" per prendere PASSIONE PIZZA di Antonino... ma non c'è!!!!! o.O'''''''

Oddio! E adesso??!!!

Chiedo al titolare che subito mi tranquillizza controllando sul computer, dicendo che gliene è rimasta giusto una copia!

Lo cerca dove l'ho cercato pure io due minuti prima e infatti non lo trova... lo cerca in un altro settore ma nemmeno li sta... e io comincio a sudare freddo.... poi alla fine guarda in vetrina... ed eccola lì la MIA ultima copia!!!!!

Salva!!!!

Se voglio il pacchetto?! No grazie, devo correre a casa che devo pure preparare la cena!

Arrivo a casa con il libro infilato in una busta di plastica bianca e l'appoggio sul tavolo della sala con l'intento di prendere subito la carta-regalo... ma nel frattempo suona il telefono, è mamma e partono le chiacchiere di rito... Fatto con mamma, mi metto ai fornelli... 

Arriva a casa il Compare, si avvia verso il corridoio per togliere il giaccone e mi fa "cos'è questa cosa?" e io in un nanosecondo realizzo di aver completamente scordato il libro sul tavolo!!!!!

Dalla cucina parte un "NON LO TOCCAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE" che manco la sirena del coprifuoco della II^ guerra mondiale.....

Gli prendo la busta dalle mani e corro a nasconderla nell'armadio!!!

Insomma per farvela breve, non l'ho più incartato, ma gliel'ho fatto trovare sul letto, appoggiato al cuscino, con la faccina di Antonino che sbucava dalle coperte!!! :*DDDD


Ovviamente il Compare ne è stato felicissimo e sorpresissimo ma... da quel dì... OGNI SANTO GIORNO m'ha tartassata chiedendo quando poteva provare a fare la pizza!!!!!!

Aiutooooooooooooooooo cos'ho fattooooo???!!!!

Vi chiederete perchè ero/sono così preoccupata del fatto che si metta a fare la pizza... ecco... è che... Il Compare è una bravissima persona, precisissimo sul lavoro, molto presente nelle cose di casa, innamorato e tutto il resto ma... NON chiudetelo MAI da solo in cucina, anche se Lui vi implora di farlo perchè "tanto fa tutto lui!" ... tanto prima o poi ne sentirete provenire una sequela di richieste infinite "dov'è il mestolo?" "dove stanno le forbici?" "hai preso il burro?" "lo metto l'olio?" "ma il forno quando l'accendo?" "come rompo le uova?"quelle nel paniere, benissimo Tesssssoro! :DDDD

Così alla fine c'è riuscito... mi ha convinto a dargli una mano nella preparazione della pizza secondo la ricetta base del libro di Antonino... bè anche perchè anch'io ero piuttosto curiosa! ;P

E queste sono le PIZZE DEL COMPARE, che abbiamo gustato con gli amici sabato sera a cena ^^

Abbiamo preparato l'impasto aumentando un pochino le dosi indicate sul libro con l'intento di fare 5 pizze più il "CRISCITO" (o pasta madre) da tenere da parte per le successive pizze o... pane! ^^

Quindi ecco qui la ricetta  e gli ingredienti (in rosso le nostre varianti)

800g di farina (kg 1,2 "00")
20 g di sale
2 g di lievito di birra (3 gr.)
500 g di acqua (550)

La sera precedente, verso le 20.00, Il Compare ha preparato l'impasto mettendo in una ciotola bella capiente, d'acciaio, l'acqua e il lievito e con le ditine ha girato fino a scioglierlo bene bene, quindi ha unito a manciate circa metà della farina, continuando a mescolare con una mano, poi ha unito la restante farina e il sale e lavorato il tutto fino ad avere una pallotta consistente ma ancora un pò appiccicosetta.


Infarinata la spianatoia, vi ha trasferito l'impasto e lo ha lavorato ancora un pò fino ad avere una bella palla dall'aspetto "a buccia d'arancia", che ha poi coperto con uno strofinaccio pulito e lasciato riposare una mezz'ora.
Passata la mezz'ora, ha ripreso l'impasto, rinfarinato leggermente la spianatoia e lavorato per pochi secondi (sul libro dice 10 secondi... e conoscendo la mente da ragioniere del Compare, come minimo si sarà cronometrato... :*DDD ... ehemm... io non ho assistito a queste fasi....).

Ripetere tre volte questo passaggio (riposo-impasto-riposo-impasto-riposo-impasto) lasciando riposare mezz'ora la massa tra un impasto e l'altro, coperta da uno strofinaccio.

Antonino dice di rimettere infine la massa nella ciotola utilizzata in precedenza, senza bisogno di lavarla... ma siccome io l'ho lavata... (non vi dico gli improperi del Compare... ih! ih! ih!) ho "rimediato" passando con carta assorbente un velo d'olio su tutto l'interno della stessa e lì abbiamo messo a riposare la massa, coprendo con pellicola trasparente a sigillare il tutto, lasciato riposare un'altra mezz'ora a temperatura ambiente e poi trasferito il tutto in frigorifero fino al tardo pomeriggio del giorno dopo.

Verso le 18.00 del sabato Il Compare ha ripreso la ciotola dal frigo e l'ha lasciata a temperatura ambiente un'oretta, quindi l'ha messa sulla spianatoia infarinata, lavorandola velocemente a dargli la forma di un salamotto e da questo ha ricavato 6 "pesetti" (con questo termine Antonino intende le porzioni di pasta che diventeranno a loro volta pizza).

Uno di questi l'abbiamo subito amorevolmente messo in un vaso a chiusura ermetica in frigo... e sarà il nostro  CRISCITO che potremo usare, come dicevo più sopra, per le future pizze o pane, e che andrà rinfrescato di tanto in tanto, mentre gli altri sono stati disposti ben distanziati sulla spianatoia e coperti con strofinaccio a ri-lievitare un'ora buona.


Verso le 19.30 Il Compare, infine, ha capovolto la ciotola d'acciaio (di quelle col fondo praticamente sferico, non piatto!) l'ha infarinata leggermente quindi ha preso un pesetto alla volta, allargandolo prima con le dita sulla spianatoia, quindi posandolo sopra la ciotola e tirandolo sempre a colpi di polpastrelli fino a diventare un bel disco di pasta largo e sottile, ma senza insistere troppo sui bordi, per avere poi un bel cordone da sgranocchiare ^______^

Ogni disco è stato trasferito poi sulla propria teglia (antiaderente, senza mettere nè olio nè altro sul fondo, mi raccomando!) e lasciato a riposarsi un altro pochino.

Nel frattempo abbiamo insieme preparato tutte le varie ciotoline/tazzine con i condimenti.

Abbiamo cotto le pizze nel forno elettrico statico a 220° con sul fondo dello stesso una ciotola con dell'acqua... la prima (la Vesuvio, copiando per la forma, l'idea di Antonino di fare un mezzo calzone insieme alla pizza) si è cotta nel giro di 10 minuti... le altre invece hanno impiegato più tempo e non siamo riusciti a capirne il motivo... o.O'''

Fortunatamente anche i vicini hanno messo in funzione il loro forno e così alla fine siamo riusciti a mangiare tutti insieme, assaggiando uno spicchio di quella, poi uno di quell'altra, e poi... insomma... abbiamo mangiato fino a scoppiare!!! :*DDD

E INTANTO IL CRISCITO MATURA.... :)



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