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lunedì 6 marzo 2023

CARROT CAKE - Torta di Carote e si vola in U.S.A.!

Continua il Viaggio della Carovana e fino al 18 marzo tutte impegnate a scovare ingredienti con la letterina C!

Mi immagino tutte quante a sfogliare libri di ricette e spulciare siti online, con gli occhiali sulla punta del naso e un cucchiaio di legno a tenere il segno, come piccoli topolini di biblioteca! :D

Questa tappa la comincio tornando in U.S.A. sempre con un dolce, perchè sono i miei piatti preferiti e, forse, quelli che mi riescono meglio :DDD

A dire il vero non sono riuscita a capire dove sia nata originariamente questo dolce... Le sue origini pare siano molto antiche, addirittura che risalgano al Medioevo.... "sfogliando" pagine online ho trovato QUI un pò di storia di questo dolce e delle sue origini.

Visto però l'aspetto odierno così appariscente e ricco, lo vedo bene abbinato agli U.S.A., un Paese a mio avviso, sempre molto "scenografico"! :D

Dunque si comincia! Ah! la ricetta l'ho presa QUI e l'ho seguita passo passo.

CARROT CAKE - U.S.A.

Per la torta:

300 g di farina 00

300 g di carote fresche (pesate crude e già pulite)

240 g di olio di girasole o di lino (io di arachidi)

230 g di zucchero di canna o semolato (io di canna Demerara)

4 uova medie (io a temperatura ambiente)

100 g di noci sgusciate e tritate grossolanamente

1 cucchiaino colmo di cannella in polvere

1 cucchiaino di estratto di vaniglia (io il mio home-made)

1 bustina di lievito per dolci (io da 15 g non vanigliato)

1 cucchiaino raso di bicarbonato

Per la farcitura:

500 g di formaggio spalmabile tipo philadelphia (io quello senza lattosio)

200 g di zucchero a velo

2 cucchiaini di estratto di vaniglia (sempre il mio)

3 cucchiai di noci tritate grossolanamente per guarnire

Grattugiare con una grattugia le carote, metterle in una ciotola insieme alle noci tritate grossolanamente

In planetaria (o con le fruste elettriche) montare le uova con lo zucchero di canna, la vaniglia e la cannella per un paio di minuti, per avere un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungere a filo l'olio.

Unire a questo le carote mescolando a mano con una spatola (o marisa) mescolando dal basso verso l'altro.

Infine aggiungere la farina precedentemente setacciata insieme al lievito e al bicarbonato, sempre mescolando dal basso verso l'alto.

Versare l'impasto nello stampo già imburrato e infarinato o, come preferisco fare io, foderato con carta forno tagliata a misura e tenuta ferma al fondo e alle pareti con una passata di burro.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° per almeno 45 minuti, facendo la prova stecchino, che deve risultare asciutto.

Nel mio fornetto (un Maxi Delonghi) ci sono voluti 50 minuti, proteggendo però la superficie della torta con un pezzetto di carta stagnola dopo 30 minuti dall'infornata perchè rischiava di bruciare! :D

Sfornare e lasciare riposare una decina di minuti prima di torglierla dallo stampo, quindi lasciare raffreddare completamente, posandola su una gratella per almeno 3 o 4 ore.

Per quanto riguarda la farcitura, meglio aspettare almeno 4 ore, perfetto se fatto il giorno successivo.

Preparare dunque la farcia, lavorando con le fruste elettriche il formaggio spalmabile con lo zucchero a velo e la vaniglia, per avere un composto finale cremoso e senza grumi.

Inserire in una sac-à-poche, tagliare la punta senza inserire alcun beccuccio decorativo, non occorre.

Tagliare ora la torta ricavando 3 dischi (la mia è cresciuta molto e forse avrei potuto farne anche 4 di dischi, per avere una proporzione degli strati torta-farcia più equilibrata....).

Non occorre bagnare i dischi con sciroppi & C., in quanto l'interno e già umido di suo.

Distribuire uno strato generoso sul primo disco (ovvero la base) lasciando però un cm dal bordo e stenderlo con una spatola a gomito.

Sovrapporre il secondo disco, premendo delicatamente in modo che la farcia tra l'uno e l'altro si allarghi arrivando al bordo.

Distribuire altra farcia come nel passaggio precedente, quindi posare il terzo strato, il "cappello" della torta.

Spalmare ora la farcia restante, glassando tutta la superficie e i lati della torta, sempre con la spatola a gomito, chiudendo eventuali "buchi" e livellando bene il tutto.

Spolverare quindi con la manciata di noci tritate precedentemente, tenute da parte.

Trasferire sul piatto di portata aiutandovi con l'apposita pala (io ho una specie di QUESTO) e mettere in frigo per almeno mezzo'ora perchè si rassodi la farcia e tirare fuori 10 o 15 minuti prima di servire.

Consiglierei di fare porzioni non troppo generose, perchè è buonissima ma "impegnativa" da mangiare! 

Per me una torta del genere soddisfa almeno 10 persone anche se, immagino, per gli standard americani sia per 8....! :DDDD

Ah! Se non si ha lo stampo a cerniera sopra detto, va bene anche uno di 24 cm di diametro, ricavando due dischi.

La foto della bandiera americana l'ho presa QUI



Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così:

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domenica 19 febbraio 2023

TORTA ALLA BARBABIETOLA E CIOCCOLATO e si vola in UK con la B di BARBABIETOLA!


Siamo quasi agli sgoccioli della 2^ tappa del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti e non trovavo l'ispirazione per un'altra ricetta e invece.... venerdi sera, cercando nel "webbe", mi si è palesata questa ricetta davvero particolare...

Mi frullava in testa già da qualche giorno la B di BARBABIETOLA ma non volevo il "solito" piatto salato... volevo qualcosa di diverso... possibile che non esista qualcosa di dolcino con la barbabietola in giro per il Mondo, mi chiedevo e poi SBAM!!!

Nel REGNO UNITO (UK) ESISTE!!!

Ho letteralmente lanciato il Compare al supermercato sabato mattina, a comprare due ingredienti due e subito dopo pranzo mi ci sono messa..

Ohi.... già dal profumo in forno si capiva che era qualcosa di buono ma... all'assaggio!!! 

Ossignur! Non sto neanche a descrivere la bontà di questa torta!

Soffice, umida al punto giusto, dolce al punto giusto, la barbabietola neanche si avverte (ho le prove: confermato dalla mia piccola Amica e vicina di casa di 12 anni!) e quella glassa sopra... DAI DAI! Correte a farla e poi tornate qui a darmi ragione!!!! ^___________^

Ho trovato la ricetta a "casa" di Misya e in rosso le mie varianti

TORTA ALLA BARBABIETOLA E CIOCCOLATO

Per l'impasto:

300 g di barbabietole già cotte (quelle sottovuoto)

200 g di farina (per dolci soffici)

200 g di zucchero semolato

100 g di zucchero di canna (Demerara)

60 g di cacao amaro in polvere 

1/2 cucchiaino di bicarbonato

1 cucchiaino di lievito per dolci (non vanigliato)

1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia (io 2 del mio home-made)

1 pizzico di sale fino

3 uova 

200 g di olio di semi (arachidi)

Per la glassa:

125 g di cioccolato bianco 

125 g di Philadelphia (senza lattosio)

20 g di succo di barbabietola (ho conservato quel poco liquido della confezione sottovuoto ed è sufficiente)

Imburrare e infarinare una teglia rettangolare da 20x30 cm.

Io preferisco imburrare bene lo stampo e foderarlo poi con carta forno, perchè riesco ad estrarle poi meglio dalla teglia :)

Tagliare a tocchetti le barbabietole e frullarle fino ad ottenere una purea.

In una ciotola settacciare insieme farina e cacao quindi aggiungere i due zuccheri, il lievito, il pizzico di sale e il bicarbonato e tenere da parte.

In un'altra ciotola o nella planetaria, versare le uova, l'olio, la purea di barbabietole e mescolare fino ad amalgamare bene il tutto, quindi aggiungere le polveri e impastare a velocità media incorporando bene il tutto.

Versare nella teglia, muovendola per livellare uniformemente e cuocere per 30-35 minuti in forno statico a 180°, facendo la prova stecchino.

Una volta cotta ed estratta dal forno, lasciare intiepidire, poi capovolgerla, eliminare delicatamente la carta forno e mettere su un piatto rettangolare

Preparare ora la glassa di copertura.

Spezzettare il cioccolato bianco e scioglierlo a bagnomaria quindi lavorare bene con una frusta a mano insieme al philadelphia e al succo di barbabietola.

A questo proposito, MI RACCOMANDO, quando aprite la confezione delle barbabietole sotto vuoto, NON buttate quel poco di liquidino che c'è all'interno perchè è perfetto per colorare la glassa (quello nella mia confezione sono risultati 20 grammi giusti giusti!)

Attendere che la glassa sia fredda e quindi spalmarla sulla superficie della torta.

Tagliare la stessa a cubotti e servire con un buon tè, all'inglese no?!

Non so voi, ma io me la sono già trascritta sul mio quaderno delle ricette preferite! ^______^


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martedì 4 dicembre 2018

GELATO ALLO ZENZERO

Ancora una volta devo ringraziare la Capa Aiù e la Segretaria Marta, perchè con la raccolta Menù Lib(e)ro non solo sto sfogliando libri di cucina che non toccavo da mesi (se non da anni) - a parte uno che ho quasi consumato... e chi mi conosce, sa qual'è :D - ma ho anche rispolverato la mia cara, vecchia gelatiera!
Me la regalarono gli amici al compimento dei miei 30 anni quindi.... quest'anno è diventata maggiorenne! :DDD

Questa golosità farà parte delle portate DOLCI AL CUCCHIAIO E GELATI, ospitata fino al 6 dicembre dalla nostra Capa-Chef di turno, ovvero Cook (almost) Anything

GELATO ALLO ZENZERO
(per 4 porzioni ingorde)

2 dl di latte (io senza lattosio)
2 dl di panna (io senza lattosio)
150 g di zucchero a velo vanigliato (io 100 g e vi assicuro che sono più che sufficienti!)
125 g di yogurt bianco intero
3 cm circa di radice di zenzero
30 g di zenzero candito per la decorazione

Versare in una casseruola latte, panna e lo zenzero fresco, precedentemente sbucciato e ridotto a fettine sottili.

Portare quasi a bollore, quindi spegnere, sciogliervi lo zucchero a velo e lasciare raffreddare.

Filtrare quindi il composto con un colino a maglie fitte, per eliminare lo zenzero, unire lo yogurt e miscelare bene con una frusta, quindi versare nella gelatiera, seguendo le modalità d'uso della propria in dotazione.

Con la mia (della Gaggia) ci sono voluti circa 40 minuti.
Nel frattempo, tagliare a cubettini lo zenzero candito (e non fate come me.... che ogni tre per due mi saltavano in bocca! :DD )

Appena il gelato sarà pronto, fare le coppette individuali e cospargere con lo zenzero candito.

Una goduria assoluta!

Credo proprio di aver riscoperto un nuovo libro da mettere tra i preferiti, ovvero:

GELATI, SORBETTI E GRANITE Ed. DeAgostini







mercoledì 26 settembre 2018

FILETTI DI NASELLO CON PATATE

E siamo alla Tappa dei Secondi di Mare per il nostro Menù Lib(e)ro!
Questa volta la Capa-Chef è Carla Emilia Cogo e il suo blog Un'arbanella di basilico 
Anche questa volta mi sono dovuta mettere alla prova (come per l'antipasto di pesce delle prime tappe...) perchè non amo il pesce... ecco, l'ho (ri)detto per l'ennesima volta :DDD

E quindi spero che Carla mi perdonerà se non mi sono prodigata nel cercare una ricetta elaborata o con pesci particolari.... altrimenti non avrei cenato... :DDDD

Però un paio di pescetti qualche rara volta li mangio anche e quello che avevo scelto per la ricetta rientrava fra quei pochi... MA, incredibile a dirsi... non li ho trovati surgelati... strano vero?!

Così ho rimediato con un altro pesce che mangio volentieri, ovvero la SPIGOLA e FRESCA!

Così ho fatto un pò di sostituzioni/modifiche alla ricetta (ah! ho omesso anche il prezzemolo, sempre per la cosa che non mi piace...) ma la ricetta la riporto tal quale al libro.

Ah giusto!

La ricetta l'ho presa dal libro L'APRISCATOLE DELLA FELICITA' di Elena Spagnol, uno dei primissimi libri acquistati quando io e il Compare abbiamo iniziato la nostra avventura (convivenza)! :D

E' pieno di ricettine facili e veloci e per i primissimi esordi in cucina, è stato una manna!

Quindi è stato anche un "viaggio tra i ricordi" e non solo uno spadellar pesce ;P



FILETTI DI NASELLO CON PATATE

3 patate di media grandezza
6 cucchiai di olio evo (io 3 scarsi...)
400-500 g di filetti di nasello surgelati 
(io sostituiti con 2 spigole fresche che ho poi sfilettato... in qualche modo... :DDD )
sale q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco secco (io un goccio di acqua...)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 limone

Lavare, sbucciare le patate, tagliarle a fettine con la mandolina e disporle sulla leccarda del forno, foderata prima con carta forno bagnata e ben strizzata.
Irrorare con olio evo, salare e cuocere in forno a 180° per una ventina di minuti.
Fatto questo, estrarre dal forno, disporvi sopra i filetti di nasello ancora surgelati e cuocere per altri 20 minuti, irrorando con olio evo e il vino.

Prima di servire, cospargere con il prezzemolo tritato e spicchi di limone, che poi ogni ospite strizzerà a piacere sul pesce.

A me piace e quindi ho usato uno spicchio intero, invece il Compare preferisce sentire il sapore del pesce e quindi il limone me lo ha smollato lì nel piatto :DDD

Questo tipo di cottura lo uso spesso (quelle 6-7 volte l'anno in cui cucino pesce...) ma con i filetti di salmone fresco, che poi copro ulteriormente con un altro strato di patate, praticamente vengono "in crosta" di patate e sono una bontà!!!

giovedì 13 settembre 2018

TAGLIATELLE CON SALSA PROFUMATA

Ultimo giorno per pubblicare la propria ricetta per contribuire ai PRIMI VEGETARIANI della Raccolta MENU' LIB(E)RO e io quando arrivo?! Proprio all'ultimo...! :DDD
La ricetta, che poi passerò alla Capa-Chef di questo turno, Sabrina del blog Nato sotto il Cavolo l'ho presa da "Il Grande Libro della PASTA" e può sembrare un piatto "banale" ma vi assicuro che non lo è affatto!

Specialmente se, visto che amo complicarmi la vita, scelgo di farle le tagliatelle invece di comprarle e poi volevo inaugurare il primo vasetto della mia primissima Passata di Pomodoro fatta in casa, fatta ad agosto di quest'anno con la mia mamma :DDD

Le tagliatelle sono all'uovo, anche se dal colore non si direbbe... in effetti erano uova piuttosto pallide... la prossima volta le "trucco" con un pò di Curcuma e poi non ve lo dico, così faccio bella figura lo stesso :DDDD

Inoltre, volevo farle con la mia nuovissima macchina per la pasta della Phillips, regalo di compleanno del mio Compare, ma devo aver combinato qualche casino perchè non venivano fuori bene, impasto prima troppo secco, poi troppo appiccicoso ecc., ecc. così invece di metterci appena mezz'ora, ce ne ho messe 2 e mezzo, perchè ho tolto l'impasto dalla macchina, l'ho sistemato aggiungendo farina finchè non è diventata "giusta" e quindi l'ho tirata con la cara, vecchia, macchinetta a manovella.... :DDD

Nella ricetta del libro non è compresa quella delle tagliatelle, ovviamente, ma riporto lo stesso gli ingredienti ;)

TAGLIATELLE CON SALSA PROFUMATA
(per 4 persone)

per le "mie" tagliatelle fatte a mano:
300 g farina "0"
200 g farina "00"
4 uova medio-grandi
Farina di semola rimacinata di grano duro per spolverare la pasta

per il sughetto:
400 g di passata di pomodoro (io un vasetto da 125 g)
1 cipolla (io 1 scalogno)
1 mazzetto di basilico
1 spicchio d'aglio (io olio all'aglio home-made)
Grana grattugiato
Olio evo 
Sale e pepe qb
Mettere a scaldare l'acqua per le tagliatelle.

In una casseruola mettere un trito fine fatto con la cipolla, l'aglio e il basilico, versare l'olio e la passata e far cuocere per almeno 5 minuti a fiamma media.

Quando l'acqua bolle, buttare le tagliatelle e scolarle ancora al dente.

Versarle quindi nella casseruola con il sughetto e terminare la cottura saltando il tutto. 
Unire il grana grattugiato, una macinata di pepe, mescolare bene e servire.

Io ho fatto cuocere il sughetto una decina di minuti, perchè lo scalogno crudo non lo digerisco bene, inoltre ho unito anche un pò dell'acqua di cottura





perchè mi sembrava che il condimento fosse troppo "asciutto".

Ne è venuto fuori un bel piattone ciascuno e il Compare ha promosso a pieni voti, quindi, da rifare! :)

L'unica cosa che devo "aggiustare" è lo spessore della sfoglia... infatti l'ho tirata troppo sottile, almeno per i miei gusti... sono arrivata fino al n. 6 della tira-sfoglia, mentre bastava già il n. 5...

Tutte annotazioni che mi lascio per il futuro... :DDDD


giovedì 30 agosto 2018

GRAMIGNA CON LA SALSICCIA di Vito Bicocchi

Per la Tappa dei PRIMI DI TERRA del Menù Lib(e)ro, un progetto della Capa Aiù, nato dall'idea della nostra Segretaria Marta, ho voluto finalmente provare una delle tantissime ricette del libro VITO CON I SUOI, che mi ero segnata tempo fa e, praticamente, avevo messo una cicognina su ogni pagina! :D

Sapete cosa sono le cicognine vero? Bè, magari le più giovani no, ma sono quelle mollettine in alluminio che usavano le parrucchiere anni e anni fa per tenere stretti i bigodini in testa alle signore....

Fanno molto vintage ma, soprattutto, NON rovinano le pagine mentre invece le graffette (che usavo prima di "scoprire" le cicognine) lasciano un antipatico piegolino che odio, non sopporto di vedere le pagine piegate o in qualche modo deformate, sui libri a cui tengo particolarmente ^_____^

Ma sto divagando.... torno alla ricetta che è TROPPO buona!

E per dirlo io che non mangio praticamente MAI la salsiccia.....

E poi facendola, è stato un pò come essere in cucina con Vito, mamma Paola, papà Roberto e il nipote Lorenzo e chi li conosce sa di cosa parlo! Sono uno spasso! Sono teneri, affettuosi e sparano certe battute da piegarsi dalle risate! M'è successo qualche volta di perdermi dei passaggi per il troppo ridere... Avrete capito che li adoro! Su Sky, canale Gambero Rosso, passano le loro puntate praticamente ogni giorno (ora poi ci sono quelle nuove!) e non me ne perdo una! E la serie con Giorgione l'avete vista?! Mitici!!!!

Come dite? Sto divagando ancora?! Vero! :DDD

Va bene dai, nel frattempo la pasta s'è cotta ed eccola qua:

GRAMIGNA CON LA SALSICCIA 
di Vito Bicocchi

400 g di pasta di salsiccia
1/2 cipolla (io 1 scalogno grosso)
3 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro
1/2 bicchiere di vino bianco (io Verdicchio di Matelica perchè quello ho)
olio evo q.b.
pepe q.b.
brodo di carne q.b. (io 1 dado vegetale senza glutammato Alce Nero)
350-400 g di Pasta Gramigna

In una casseruola versare 3-4 cucchiai di olio evo e imbiondirvi la cipolla tagliata fine.

Sgranare bene la salsiccia, versarla nella casseruola e farla rosolare finchè cotta, quindi sfumare col vino.

Vito dice che sua nonna diceva che la salsiccia doveva essere cotta, prima di aggiungere il vino, altrimenti prende un gusto amaro...

Sfumato il vino, unire il concentrato di pomodoro, mescolare bene, quindi versare un mestolo abbondante di brodo di carne (io ho fatto un brodo concentrato vegetale, sciogliendo un dado in mezzo litro di acqua bollente perchè brodo di carne pronto non ne ho praticamente mai e il dado di carne lo aborro.... Spero che Vito e Suoi mi perdonino....) e lasciare cuocere mescolando di tanto in tanto.

Sulla ricetta non dice per quanto, quindi mi sono regolata a occhio.... circa 45 minuti e il ragù deve restare "morbido".

Cuocere la gramigna in acqua salata quindi condire e .... Buon Appetito!

Come suggerisce Vito stesso, non occorre formaggio ma... de gustibus :)

CONSIDERAZIONI FINALI:
- Mentre cuoceva il ragù, nel condominio c'è stato chi si è affacciato e ha chiesto cosa stavamo cucinando perchè c'era un profumino bestiale!
- Appena terminata la cottura ne ho data un paio di cucchiaini a papà in una tazzina per "il test" e ha chiesto se potevamo già mangiarci la pasta (peccato che erano le 9 di sera ed avevamo appena finito di cenare! :DDD )
- A pranzo del giorno dopo ce ne siamo fatti un super-piatto a testa ed eravamo alla fine satolli e felici come al pranzo di Natale! :DDD

E ora volo a lasciare la ricetta alla nostra Chef di turno (oggi è l'ultimo giorno, ma spero di arrivare in tempo) ELENA di Zibaldone Culinario



venerdì 27 luglio 2018

SPANAKOPITA - Triangoli agli Spinaci

Ma quanto mi sto divertendo a sperimentare e (finalmente!!!) ad usare i libri di cucina che ho nella libreria di là!

Grazie alla raccolta MENU' LIB(E)RO l'ultimo progetto nato dalle menti della Capa Aiù e della Segretaria Marta, almeno il Compare non avrà più motivo di lamentarsi che compro tanti libri di cucina, ma non li uso! :DDD

Perchè è vero... Li adoro, mi piace tantissimo leggerli e sfogliarli, ma sono ben pochi quelli messi "a frutto" un pò per mancanza di tempo ma, soprattutto, per pigrizia!

Ebbene lo ammetto: so essere di un pigro, ma di un pigro a volte, che mi faccio spavento da sola! :DDD

Comunque, ricordandovi che può partecipare CHIUNQUE abbia voglia di mettersi in gioco ai fornelli, andate a leggere il regolamento e passiamo alla "mia" ricettina, che poi passerò a lasciare nella cucina della Capa-Chef di turno (fino alla mezzanotte di giovedì 2 agosto) ovvero l'Amica Cinzia del blog CINDYSTAR

La ricetta è dello Chef Martino Beria, dal suo ultimo libro IL GIRO DEL MONDO IN 60 PIATTI VEG 

SPANAKOPITA
(Triangoli agli spinaci)
per 6 triangoli

per il ripieno:
150 g di spinaci cotti (e molto ben strizzati)
8 g di cipollotto
1 rametto di aneto fresco (io origano fresco)
100 g di tofu al naturale
60 g di yogurt di soia al naturale
2 g di sale integrale
pepe 

per le sfoglie:
6 sfoglie di pasta fillo (da ca. 30x50 cm.)
olio evo
gomasio di sesamo bianco e nero  (mia aggiunta)

Io ho usato (e sporcato) solo un accessorio per questa ricetta, cosa incredibile, visto che di solito, quando cucino, riduco tutto ad un campo di battaglia e sono capace di svuotare tutti e due i cassetti delle posate!!! :DDD

Dunque, ho messo cipollotto, spinaci, tofu ben sgranato, yogurt, le foglioline del rametto di origano, sale e pepe nel bicchiere più largo, dotato di lama, in dotazione al frullatore ad immersione della Kenwood (il Triblade con accessori per intenderci) e frullato il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo ma abbastanza granuloso.
Ho assaggiato e regolato di sale perchè mi sembrava ancora un pochino "sciapo".

Ho aperto la confezione di pasta fillo e preso una sfoglia alla volta per ogni triangolino.

Siccome io ho fatto casino con la chiusura (anche se poi il triangolo l'ho ottenuto lo stesso, ma è venuto più grande) trascrivo qui sotto esattamente la procedura così come scritta nella ricetta, che magari voi siete meno casinisti di me e ce la fate! :DDD

Oliare da entrambi i lati ogni foglio di pasta di fillo (io solo un lato...) ripiegarlo a metà unendo i due lati corti e ripetere l'operazione per ottenere un rettangolo di circa 30x12 cm.

Disporre un cucchiaio di ripieno vicino ad uno dei due lati corti poi iniziare a piegare a triangolo la sfoglia fino ad arrivare alla base del rettangolo.

Ripetere l'operazione per ogni triangolino di Spanakopita.

Di mia iniziativa, ho voluto poi cospargere ogni Spanakopita con un pizzico di Gomasio che faccio in casa (sesamo bianco, sesamo nero tostati e poi frullati insieme al sale)
Cuocere in forno preriscaldato a 175° (io 180) per circa 20 minuti (io 25) o finchè non saranno belli dorati.

Si possono servire con un pò di salsa tzatziki (che io non ho fatto perchè non digerisco i cetrioli....).

Ah! Poichè li ho trovati un pò untini, la prossima volta occhio all'olio!
Secondo me basta ungere all'inizio (quando si fanno aderire i fogli piegati) e alla fine! :DDD

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