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venerdì 13 ottobre 2023

PASTICCIO FERRARESE - per la P restiamo in ITALIA

E anche questa volta arrivo a poche ore dal termine delle tappe dedicate alle letterine dell'ABC dedicato al Viaggio nel Mondo degli Ingredienti... l'importante comunque è partecipare no?! ^___^

Resto in ITALIA con un piatto tipico della mia amatissima e bellissima città: FERRARA 

Una pietanza piuttosto antica, rinascimentale e riporto qui sotto la sua origine, tratto da Wikipedia:

La storia del pasticcio ferrarese risale al Rinascimento dove, nelle corti ducali, vi era la consuetudine di preparare pietanze fatte con ingredienti diversi al fine di poterli conservare nel tempo, da qui la forma a cupola che serve appunto a "racchiudere" gli ingredienti. Una prima testimonianza del pasticcio arriva dall'antica ricetta del pastelle, appartenente al cuoco della corte estense Cristoforo di Messisbugo[1][2]. Sebbene il termine "pasticcio" fosse assai diffuso in tutta Italia per indicare proprio questo tipo di pietanze, quello ferrarese subì invece delle modifiche derivanti dalle vicende politiche e culturali fra la corte degli Este e quella di Napoli: infatti, Eleonora d'Aragona, figlia di Ferdinando I di Napoli, sposa Ercole I d'Este nel 1473, dando quindi vita a scambi culturali fra le due signorie [3]. Questo spiegherebbe l'inserimento nella ricetta del pasticcio dei maccheroni, che erano un tipo di pasta diffusa al sud e che ebbero i natali o nella cucina napoletana o in quella siciliana. La ricetta del pasticcio subì quindi varie modifiche sino ad arrivare al 1700, quando iniziarono a circolare le prime ricette documentate. Il pasticcio di maccheroni si presenta come un piatto dalla preparazione molto laboriosa e che coniuga l'accostamento fra dolce e salato

Io non dispongo dello stampo apposito, quindi mi sono limitata a quocerlo in una casseruola quadrata foderata di carta forno.... :P

Altra nota importantissima: nel condimento ci andrebbero anche funghi e tartufo, ma non potendo mangiare nè l'uno, nè l'altro, li ho omessi e poi a casa nostra non li usavamo mai...

Inoltre in tante ricette che ho controllato, non li ho trovati menzionati per cui è un'omissione che ho fatto volentieri e  senza neanche troppi sensi di colpa! :DDD

La ricetta che ho fatto è quella che faceva a casa nostra solo che noi non si metteva il guscio di frolla perchè non piaceva molto il contrasto dolce-salato, ma era comunque buonissima!

Invece in questa occasione ho voluto osare... speriamo bene! :D

PASTICCIO FERRARESE

(alla maniera di casa nostra)

per due belle teglie, di cui una foderata con la frolla e una senza

500 g di pasta formato sedanini

350 g di macinato di vitellone

350 g di macinato di maiale

2 carote medie

2 coste di sedano

1 cipolla dorata grossa

1 bicchiere di vino bianco secco

acqua calda qb se occorre

1 litro di besciamella (io senza lattosio)

150 g e più di parmigiano grattugiato

sale qb

noce moscata qb

2 confezioni di pasta frolla rettangolare (io rotonda perchè non l'ho trovata)

Se avete voglia/tempo, fate da voi la pasta frolla che è sicuramente meglio, ma io, per necessità di questa raccolta, ho usato quella già pronta.

Il giorno prima si prepara il ragù bianco, meglio se cotto in una pentola di terracotta.

Si puliscono carote, sedano e cipolla, si tritano fini e si fanno dorare in olio evo, quindi si aggiungono le due carni macinate e si
mescola bene finchè ben rosolate, quindi si sfuma col vino e si lascia cuocere lentamente, semicoperto, per almeno un paio d'ore.

Se necessario, aggiungere un pò di acqua già bollente e salare quasi a fine cottura.

Il giorno dopo foderare le teglie con carta forno e nella prima stendere una delle due frolle in modo che sbordi un pochino dai bordi della teglia.

Preparare la besciamella alla solita maniera, tenerne da parte circa una tazza, e riscaldare il ragù.

Cuocere la pasta lasciandola al dente, aggiungerla al condimento insieme alla besciamella e al parmigiano e mescolare molto bene per amalgamare il tutto.

Riempire le due teglie con il pasticcio e livellare bene, quindi grattugiarvi sopra una bella spolverata di noce moscata.

Con l'altra pasta frolla coprire la pasta della prima teglia, arrotolare i bordi sigillandoli bene e se avanza un pò di frolla, ritagliare delle formine per decorarne la superficie (io fatto delle roselline) e spennellare tutta la superficie con un uovo sbattuto.

La besciamella tenuta da parte va spalmata sulla seconda teglia, poi arricchite ulteriormente con scaglie di parmigiano e.... congelate per un ottimo prossimo pranzo domenicale! ^___^

La teglia col guscio di frolla va poi messa in forno già caldo a 180° per almeno un'ora di cottura.

Se la superficie tende a scurire troppo, proteggere posandovi sopra un foglio di stagnola.

Noi degusteremo questa delizia estense domenica a pranzo! E voi?? ^____^


Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così:

FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/716181916730894

INSTAGRAM: #unmondodingredienti e #abcincucina


domenica 25 novembre 2012

PASSATELLI DI MAMMA CRI'

Sono poche ore che siamo rientrati da FERRARA e vorrei già ripartire...


Troppi mesi lontana dalla Mia Città.... 

Una distanza autoimpostami per la Paura con la P maiuscola per Il Mostro che a maggio e nei mesi successivi si è accanito sulla "mia" terra...

Ma il tempo aggiusta tutto e finalmente i due Codardi (Gata e Compare) hanno trovato il coraggio di partire :)

Ci siamo messi in viaggio venerdì dopo pranzo ma non abbiamo voluto fare l'autostrada perchè troppo trafficata, così abbiamo optato per la E45 fino a Cesena, dove abbiamo ripreso l'autostrada uscendo ad Imola...

 Ok il viaggio si allunga di ben un'ora rispetto alle solite 3 ma... abbiamo speso solo euro 2,90 di autostrada contro i 15,40 di oggi, al ritorno, che essendo domenica ci ha visti praticamente padroni dell'autostrada! :DDD

Comunque, è stato un w-e TUTTO dedicato ai miei genitori!

Infatti venerdì sera Il Compare, dopo cena, è uscito con l'amico L. a farsi 'na birretta in un pub come ai vecchi tempi, mentre io me ne sono rimasta in casa al calduccio a guardare la tv sul divano in mezzo a papà e mamma... aaaahhh che pacchia! e quante chiacchiere! :DDD

Poi sabato mattina papà è andato a fare i suoi giretti di routine (colazione al bar, giretto al laghetto di pesca, ecc.) mentre io e mamma siamo andate a fare la spesa sole solette con la Pandina e c'era pure un bel sole e un caldo che io col pile ho fatto la sauna!!! o.O'

Il Compare invece è andato a fare una passeggiata all'Ipercoop.

Mentre con mamma giravamo tra le corsie del supermercato, le ho ricordato che mi aveva promesso che avremmo fatto insieme i PASSATELLI, pasta che ADORO e che quando mangio mi riporta sempre alla mente le domeniche d'inverno dalla nonna materna :*)

Così ha comprato anche il formaggio e le uova! :D

Quando siamo finalmente arrivate alla cassa ho dato una sbirciata all'ora sul cellulare e quando ho visto che erano già le 12.15 m'è preso un colpo!!!

Mamma, le ho detto, ma è già mezzogiornoeunquartooooo!!!! come facciamo?? dobbiamo attraversare tutta la città per tornare a casa non faremo in tempo, voglio i passatelliiiiiiiiiiiii (poco mancava che pestavo i piedi per terra :*DDDDDD) ma lei, serafica, ha detto di stare tranquilla, che avremmo fatto in tempo a far tutto e che se i due uomini a casa avevano fretta potevano anche mettersi l'anima in pace! :DDD

Uscite dal super, caricata la spesa e ripartire con La Pandina, ho realizzato che eravamo vicinissime alla "Prospettiva" e le ho chiesto se potevamo attraversare il centro della città per tornare a casa e così abbiamo fatto :)

Ne ho approfittato per guardare bene in giro aspettandomi di vedere zone transennate o impalcature ovunque... e invece, la "mia" Ferrara è SPLENDIDAMENTE IN FORMA! <3 p="p">

Solo sul Castello ho visto tutte impacchettate per bene le due Torrette danneggiate, per il resto niente...

O almeno la parte che ho potuto vedere passando in macchina (tutto l'asse che va appunto dalla Prospettiva fino alla Stazione dei treni).

Purtroppo non c'è stato il tempo per la passeggiata di routine in centro.... ma tanto a primavera torno e farò le cose per bene :)

Nel pomeriggio invece, siamo passati a trovare una coppia di Amici che hanno appena adottato un barboncino (Ciao Oshi!) ed abbiamo trovato anche un'altra coppia con la loro cagnolina (ciao Lady! ^^) e poi è passato a salutare anche un altro nostro Amico che era una vita che non vedevo e ne sono stata felicissima!!! ^^

Dovremo organizzare prima o poi una bella rimpatriata di tutta la Vecchia Compagnia... :*)

Comunque, mi sono dilungata tanto, troppo forse, per poter giungere infine a dirvi che dopo tutte le peripezie mattutine, mamma ha finalmente fatto i....

PASSATELLI
DI MAMMA CRI'
(per 4 piatti abbondanti)

2 litri di brodo di carne
6 uova
5-6 "mani a coppa" di pangrattato di casa
200 gr di parmigiano grattugiato
noce moscata q.b.

In una ciotola ha aperto le 6 uova, vi ha grattugiato un bel pò di noce moscata e sbattuto con la forchetta.

Quindi ha unito il formaggio grattugiato e sempre mescolato con la forchetta per bene.

Con le mani unite a coppa ha prelevato dal sacchetto del pangrattato, sei "coppe" di pane unendole al composto precedente e lavorato prima con la forchetta poi con le mani fino ad ottenere un composto liscio, ben amalgamato e appena morbido al tatto (ma non appiccicoso!)

Quanto al tipo di pangrattato, è importantissimo che sia pane grattugiato in casa, da pane raffermo di qualche giorno e NON pane che si trova già grattugiato al super.

Tuttalpiù se non volete farvi il pangrattato in casa o non fate un consumo di pane tale da accumularne per grattugiarlo, compratelo dal vostro fornaio di fiducia! :)

Anche per il peso di pangrattato da usare non è possibile essere precisi... questo perchè dipende molto dalla dimensione delle uova e dalla consistenza dell'impasto che solo chi è veramente esperto nell'arte dei passatelli, arriva a capire :DDD

A volte viene talmente duro che servirebbe la forza di Maciste per schiacciarlo nell'apposito attrezzo, altre invece viene troppo molle e allora, una volta calato nel brodo, si disfa e diventa tutto pappetta... :DDD

Comunque, quello di mamma era perfetto! :)

Una volta che il brodo ha preso il bollore, si mette l'impasto un pò per volta nello schiacciapatate, ma con il disco con i buchi più grandi, e lo si affida a Papà Franco per l'operazione più importante della ricetta: SCHIACCIARE!!!!! :DDD

Si fanno cadere i passatelli così direttamente nel brodo, lasciandoli più o meno lunghi secondo i gusti... a noi piacciono lunghi :P***

Esiste l'attrezzo apposta per fare i passatelli, ma a casa nostra si è sempre usato lo schiacciapatate a buchi grandi :)

Quindi si lascia cuocere pochi minuti, giusto il tempo che vengono a galla e via nei piatti!








 Mamma (Crì) che buoni!!!!!







domenica 3 giugno 2012

TERREMOTO: proviamo a riunire le informazioni utili

Giorni fa sono passata dal blog di FraPollicina e ha scritto un post completissimo di tutte quelle informazioni fondamentali che possono aiutare sia chi si è trovato coinvolto nel Mostro che si è abbattuto sull'Emilia, sia chi, invece, vorrebbe solo dare una mano...

Lo copincollo qui, "rubandole" anche il titolo del post, e se vorrete contribuire con aggiornamenti utili, fatelo passando da LEI che aggiornerà il post e, di conseguenza, mi aggiornerò anch'io...


Condivido questa bellissima immagine di Alex Fioratti

Provo a raccogliere un po’ di informazioni che ho letto in giro dato che spesso in queste situazioni non si riesce a guardare molto la rete e si possono perdere delle informazioni importanti, e ovviamente metto a disposizione Pollicina per chiunque avesse bisogno di dare o ricevere informazioni:

NUMERI DI EMERGENZA:

Ferrara: 0532771546

Modena: 059200200

Mirandola: 0535611039

San Felice: 800210644

Cento: 3332602730

Numero verde Protezione Civile: 800333911

Alberghi e Persone che offrono disponibilità per la notte

Holiday Inn Ravenna, Via Enrico Mattei 25, 0544-455902

Hotel Astra (Ferrara), Viale Cavour 55, CAP 44121, tel. 0532-206088

Hotel Sporting di Campagnola Emilia (Reggio Emilia), tel. 0522-75484 392-3556690

Don Alberto di Argelato (BO), via Funo 14, ospita sfollati. Alberto.maria.d@alice.it tel. 051-861505 333-5227908 338-3879861

Hotel Commodore Cervia, via Lungomare Grazia Deledda 126, CAP 48015, Cervia (Ravenna)
0544-71666

Hotel Perla Verde Milano Marittima, viale 2 Giugno 144, CAP 48015 Milano Marittima (Ravenna) 0544-994014

Hotel President Cervia, via Irpinia 16, CAP 48015, Cervia (Ravenna), 0544-987470

FINALE EMILIA (MODENA) disponibili 200 posti letto presso la Palestra istituto Morandi.

Per offrire disponibilità:

CC di Finale Emilia 0535-91067

VVUU Mirandola 0535-611039

VVUU di Finale Emilia: 0535-788121

-PUNTO DI RACCOLTA  A MODENA:
PARCHEGGIO DELLE SCUOLE SELMI E CORNI E DELLA CHIESA GES REDENTORE, POLO LEONARDO, ORE 14:30
C’è bisogno di:
-acqua
-sacchi del pattume
-cibo che non vada a male (cibo in scatola, biscotti, grissini, cracker, ecc)
-tovaglie di carta
-bicchieri e posate di plastica
-tende e roba per la notte

Chi possiede un wifi funzionante nella zona, lo renda libero e disponibile a tutti per facilitare le comunicazioni, per sbloccarlo molti modem/router bisogna resettarli, tenendo premuto il pulsantino di reset per 10 secondi, per altri bisogna digitare 192.168.1.1 nella barra degli indirizzi ed accederete al vostro router.

Wi-Fi liberi nelle zone

Bologna: iperbole

Ferrara: WiFe

EMERGENZA SANGUE:

NON c’è emergenza sangue, voce che girava in mattinata, l’avis regionale dell’Emilia Romagna smentisce la notizia, nel caso si volessero avere informazioni in tempo reale potete seguire su FB Avis Emilia Romagna o il sito ufficiale dell’avis

E’ stato richiesto di usare il meno possibili le auto se non per condizioni di estrema emergenza e di lasciare le strade il più libere possibili ai soccorsi:

Save the Children ha scritto un decalogo per affrontare il terremoto con i bambini

PUNTI D’ASCOLTO sul sito della Protezione Civile

IMPORTANTISSIMO PER TUTTI: DALLE ORE 19:00 SARA’ ATTIVO il numero 45500: sms e chiamate per aiutare le popolazioni emiliane colpite dal terremoto!!!

AGGIORNAMENTO

Numeri dei Centri operativi comunali per richiedere un accertamento statico sull’abitazione i cittadini possono telefonare ai seguenti recapiti:
Centro operativo comunale (CoC) S. Agostino 0532/688500
Coc Mirabello 0532/847384
Coc Cento 800375515
Coc Poggio Renatico 0532/821151
Coc Vigarano Mainarda 0532/436923
Coc Bondeno 0532/898271
Coc Ferrara 0532/771585, 0532/771546.
http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/05/29/news/nuova-forte-scossa-avvertita-nelle-zone-del-sisma-1.5173228


***AGGIORNAMENTO 31/05/2012***

 MODENA, APERTI PALAPANINI E FESTA PD PER CHI STA FUORI CASA.

Il Palapanini resterà aperto con il suo bar a disposizine di tutti i modenesi che non se la sentono di passare la notte a casa. La struttura sarà accessibile fino al limite della capienza. Anche il Pd annuncia di aver annullato le manifestazioni per stasera in tutta la provincia e di aver messo a disposizione tutti gli spazi per dare un tetto e cibo agli sfollati. -

TRENITALIA Per alloggiare gli sfollati sono stati messi a disposizione anche 350 posti letto in vagoni-cuccette, da parte delle ferrovie dello stato. Lo rende noto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, questo pomeriggio al termine della riunione con il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri e il governatore Vasco Errani nel centro operativo di Marzaglia (Modena).

ALBERGHI E STRUTTURE TURISTICHE:

BOLOGNA:

- Residence Casa Temporanea- tel 0513140549

- Fattoria i Piani  Via Merlino 1025,

-Savigno (BO) tel 051 6706150 – 338 2022807 disponibile ad ospitare roulotte -

- A disposizione 50 posti letto, in maniera del tutto gratuita. Il numero è 051/501810 Associazione Italiana Alberghi della Gioventù. Siamo in quartiere San Donato.

MONTOPOLI VALDARNO (PI):

- Casa Vacanze Il Gelso – Montopoli Valdarno (Pi) mette a disposizione un appartamento per un mese 348.0040687

CENTRI ALLESTITI NELLE VARIE CITTA’

BOLOGNA

-punto di raccolta per sfollati via Turati 25/b. info 3480456556-3472737077- 3200237187

- S.AGOSTINO (FE) palazzetto dello sport allestito dalla prot. civile

- MOGLIA (Mantovano) La Protezione civile sta preparando una nuova tendopoli nella zona di Moglia, nel mantovano, con 250 tende

So che molti non vogliono allontanarsi dalla propria abitazione e/o negozio per paura dei furti e atti di sciacallaggio, purtroppo per questo non ci saranno mai link utili e rimedi, solo tanto schifo…

IL MIO CUORE E' LI, IN QUELLA TERRA CHE E' LA MIA PRIMA CASA, DOVE HO GENITORI, AMICI E PARENTI, DOVE AMO TORNARE APPENA POSSO…

Pollicina rimane a disposizione di chiunque abbia bisogno di spazio per offrire o chiedere aiuto!


domenica 11 settembre 2011

IL PAMPAPATO DI FERRARA




Solo la Trattoria con il suo Abbecedario poteva farmi uscire definitivamente dal torpore culinario in cui ero caduta durante le vacanze, anche per colpa del caldo a dire il vero, che sarà anche un argomento trito e ritrito, ma tanto caldo lo è stato lo stesso... :P

E così, mi sono TUFFATA letteralmente in una gran ciotolona di ingredienti per raccogliere questa ennesima sfida ai fornelli o per meglio dire, al forno, visto che ho dovuto riattivare questo Mostro sputa-calore mettendo alla prova me stessa e le mie "doti" culinarie per sfornare uno dei dolci tipici della mia amatissima FERRARA, ovvero il PAMPAPATO ma se lo si chiama PAMPEPATO va bene lo stesso, anche se il pepe non c'è per niente! ^___^

A dire il vero, non è che sia proprio già il periodo giusto per consumarlo, infatti è uno dei dolci tipici  di Natale e, ora che li ho fatti, capisco anche il perchè :*D ma ormai lo si può trovare tutto l'anno, vista la grande affluenza di turisti che vogliono portarsi a casa un dolce pezzetto di Ferrara... mangereccio ^^

La storia di come è nato questo dolce la potete trovare QUI e consiglio di leggerla perchè è davvero interessante :)

Ma ora ecco quella che potrei annoverare tra le "mie" personali "12 fatiche di Ercole" :DDD

PAMPAPATO di FERRARA
dosi per 7 pampapati da 300 g. 
+ 8 pampapatini da 65 gr. ciascuno

per l'impasto
200 gr di mandorle spellate
200 gr di cedro candito 
100 gr di pinoli
200 gr di cacao in polvere dolce
100 gr di cacao in polvere amaro
500 gr di zucchero semolato
700 gr di farina 00
300 gr di marsala classico
100 gr di acqua
1 tazzina di caffè concentrato
2 cucchiaini colmi di cannella in polvere
3 chiodi di garofano

per la copertura finale
800 g ca. di cioccolato fondente "Emilia" di Zaini

Forno preriscaldato a 160/170°

Tritare al coltello grossolanamente le mandorle e poi il cedro candito.

Tritare finemente i 3 chiodi di garofano in un buon macinino, insieme ad un poco di zucchero, così da riuscire a raccogliere meglio la polvere (se tritate i chiodi di garofano da soli, data l'esigua quantità, ve li perderete attaccati alle pareti del macinino, invece con lo zucchero insieme, recuperete lo zucchero aromattizzato ai chiodi di garofano molto più facilmente ^^ )

Unite in una ciotola bella capiente tutti gli ingredienti "secchi" e mescolate bene per amalgamarli, quindi fate un buco al centro e versatevi il caffè e il marsala e cominciate a mescolare il tutto aiutandovi all'inizio con un cucchiaio di legno o una spatola rigida.
Quindi, affondate le mani nell'impasto e lavoratelo fino ad ottenere una massa bella compatta, soda ma appiccicosa; se la massa non si compatta ma rimane granulosa e "separata", aiutatevi aggiungendo poco alla volta dell'acqua a temperatura ambiente.

Vi avverto... facendo questo impasto, vi risparmiate almeno 3 sedute di palestra!!! :PPP

Foderate di cartaforno la placca del forno quindi, bilancia a portata di mano, bagnatevi bene le mani e prelevate delle porzioni di impasto a formare delle palle di 300 g circa l'una o anche più grandi se volete (massimo 500 gr per comodità) e posatele sulla placca appiattendole leggermente a formare una cupoletta.

Se volete, come ho fatto io, potete farne anche di piccoli, con palle da 60-65 g l'una... a vostro piacimento.

Infornate e lasciate cuocere per 45-50 minuti in forno non ventilato controllandone la cottura.

Quando saranno pronti, ve ne renderete conto perchè in superficie si formeranno delle crepette, ma per sicurezza, infilate al centro uno stecchino di legno, se esce perfettamente asciutto, potete sfornare.

Se dovete cuocere in due o più riprese, l'impasto rimanente tenetelo coperto con un panno umido perchè non secchi in superficie.

Una volta sfornati tutti i Pampapati, adagiateli su una griglia e copriteli con uno strofinaccio di cotone bagnato d'acqua e molto ben strizzato e lasciateli così più giorni, fino a che avranno "riposato" bene, rinnovando ogni volto la bagnatura dello strofinaccio.

I miei hanno riposato 5 giorni interi, ma possono arrivare anche a 10, secondo le dimensioni dei Pampapati...

Quindi passate alla copertura finale, facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e con l'aiuto di con una spatola coprite prima il fondo, lasciandoli poi in frigorifero perchè asciughi e diventi duro al tatto, quindi ripetete l'operazione colando il cioccolato sulle calotte fino a completa copertura.

Ora sono pronti per essere mangiati o... per essere incartati belli stretti in carta d'alluminio e confezionati a piacere... io ho scelto di incartarli poi in fogli di carta-paglia e scritto sopra il contenuto con dei semplici ghirigori con un pennarello a punta grossa...

La ricetta che ho presentato è quella ORIGINALE usata tanti anni fa dalla mia Mammina in occasione di una piccola Mostra-Mercatino organizzata da una professoressa della scuola dove lavorava appunto la mia mamma e insieme riuscirono a carpire la ricetta ad un pasticcere famoso in città e fecero un quantitativo ENORME di impasto, TUTTO a mano, che se ci penso mi sento male... :DDD











Quei Pampapati sono rimasti nella storia e nel "curriculum" di mia mamma come una delle cose più belle che abbia fatto in tutta la sua carriera lavorativa e la ricetta è gelosamente custodita nella sua agenda dei piatti preferiti! 

Ovvio che le abbia "rubato" l'agenda... :DDDD

Una nota dell'ultimo momento... avevo scordato di scriverlo :P

Per fondere il cioccolato di copertura, ho adottato la tecnica del Temperaggio a innesto, che avevo sperimentato QUI e sperimentato grazie a LEI! ^____________^

Però ci tengo a precisare che questa è una cosa in più che ho voluto fare io, così tanto per fare un pò di esercizio, ma la mia mammina ha detto che non è fondamentale, che la copertura viene bene lo stesso ;P

domenica 5 giugno 2011

LA GIOSTRA DEL BORGO... a FERRARA!

locandina presa direttamente dal sito http://www.giostradelborgo.it


Per chi abita a Ferrara e dintorni o per chi vuole fare un w-e in una delle città più belle del Mondo (sono "leggermente" di parte... ^^) non può lasciarsi sfuggire questo evento, che durerà parecchi giorni quindi non ci sono scusanti... :DDD

Spero che il mio papà, una volta tornato a casa dai lavori forzati di qui :D trovi un pò di tempo per andarci con la mia mamma, così andandoci loro, sarà un pò come se ci fossi anch'io... ^^

Adoro tutto ciò che è "in costume" e sapere che nella mia Città si svolge questa Festa e non poterci essere mi fa mal al cuoricino... :*)))

Perciò che aspettate voi che potete??!! Correte a leggere e andateciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

I <3 FE  =(^.^)=

domenica 3 ottobre 2010

TAGLIOLINI AL NERO DI SEPPIA CON NOCI, LIMONE E OLIO AL BASILICO

Questo fine settimana ormai agli sgoccioli è stato uno dei più intensi, frizzanti ed emozionanti che abbia vissuto da molto, moltissimo tempo...

E chissenefrega se mi sono portata a casa un MegaRaffreddore con i fiocchi, mal di gola e tosse stizzosa! :DDD

Non andavo a casa dai miei, nella mia amatissima FERRARA, da giugno scorso! Cioè i miei li ho visti ad Agosto, che sono stati con noi quasi tutto il mese e non vedo l'ora che arrivi Natale perchè torneranno di nuovo; però per me, tornare a Ferrara e potervi girare e pestare con i miei piedi i sanpietrini del centro, è una sferzata di energia e di voglia di andare avanti che non so spiegare altrimenti.... Ho bisogno di tornare A CASA ogni tanto, per ricaricare le pile; per respirare l'aria ferrarese, per ammirare il panorama dal balcone dei miei (purtroppo sempre più ostacolato dalla costruzione di palazzi e camini alti alti...) e per farmi una scorpacciata immane, paurosa, vergognosamente libidinosa, di cappellacci di zucca ferraresi! Non sempre mamma e Rosa (la loro vicina e amica) hanno la possibilità di farmeli trovare pronti perchè lavorano ancora entrambe e in più Rosa ha un nipotino di 3 anni che impegna alla grande ^______^
E allora, ottimi sostituiti di quelli fatti in casa, sono quelli che i miei comprano già fatti e conditi con ottimo ragu di carne, alla Rosticceria Ducale! Ebbene sì, faccio pubblicità spudorata, perchè tutto ma proprio tutto quello che ho avuto modo di assaggiare in questo posto è stato sempre sublime!!!

Dove si trova? 
A Ferrara in Via Argine Ducale n. 59 :)

E così pure questa volta mi sono pappata la mia dose (paurosa!) di cappellacci... alla fine mi sentivo scoppiare e sono rimasta sazia fino all'ora di cena! Aaaaaahhhh queste son le soddisfazioni della vita! :*DDD

Ma è stato anche e soprattutto un w-e di incontri!!! Ho rivisto dopo 20 ANNI una mia amica carissima ed ex compagna di classe, il tempo solo di una passeggiata dentro al centro commerciale Il Castello e poi lei è dovuta correre al lavoro, ma ha promesso che verrà a trovarmi qui, in territorio marchigiano! ^____^

Poi ho rivisto dopo un anno dall'ultima volta, la nostra Valverde e il Santuomo, seduti sfiniti sugli scalini del sagrato della Cattedrale! :DDD

Un giro tra le bancarelle (ma chi le ha viste, con tutte quelle chiacchiere?! :DDD) e poi una bella pausa seduti fuori un baretto di Via Mazzini (ormai quello è il "nostro" bar vero?!)  e con noi c'erano anche l'Amico Marco e l'Amico L. ^_____^e via di nuovo a casa, ma non senza aver prima incontrato ANCHE un'altra mia carissima amica, anche lei non la vedevo da una vita!!! Almeno 7 anni!!!! 

E la sera del sabato, una bellissima cena con i miei, il Compare e i vicini di casa dei miei (Grazie Rosa!!!) dove papà ha cotto una quintalata e mezza di carne alla brace, la zia della Rosa ha fatto una parmigiana da paura ed un'altrettanto buonissimo ciambellone!!!

Abbiamo mangiato, bevuto, riso, parlato fino a tarda sera e già io col naso gocciolante e un gran mal di gola! :DDD

Questa mattina alle 09.30 eravamo già in partenza purtroppo e appena a casa ho cucinato al volo questo primino qui, prendendo spunto per il condimento proprio dal suggerimento trovato sul retro della confezione della pasta, comprata più per curiosità che per altro... :P

TAGLIOLINI AL 
NERO DI SEPPIA
CON  
NOCI 
LIMONE  
E 
OLIO AL BASILICO


3/4 di confezione di Tagliolini al Nero di Seppia G. Rana
7-8 noci
1/2 limone (il succo filtrato)
foglie grandi di basilico
olio evo
sale q.b.
scorza di limone q.b.

Ho messo a bollire l'acqua e nel frattempo ho messo in una padella antiaderente 3 cucchiai di olio evo, 6 o 7 foglie grandi di basilico fresco spezzettate con le dita, delle noci spezzettate anch'esse grossolanamente e il succo di mezzo limone.

Niente aglio o altri aromi....

Se ne avete già pronto, credo sia ottimo usare anche dell'olio evo al basilico... io non ne avevo ma lo preparerò visto che ormai là fuori mi sono rimaste due piantine sole di basilico... :)

Ho poi tagliato la sola parte gialla della buccia del limone e l'ho fatta a julienne con un coltello molto affilato (ne ho comprati due con la lama in porcellana che sono fenomenali!!!) e tenuto da parte.

Da quando ho buttato la pasta (salando l'acqua quando prende il bollore) ho lasciato cuocere 4 o 5 minuti poi l'ho prelevata con un forchettone e messa direttamente nella padella col condimento e fatto saltare.

Ho impiattato e sparso sopra la julienne di scorza di limone e via, a tavola!!!

Cosa ho fatto dopo?! 

Ho preso un'aspirina e volevo farmi una dormitina sul divano ma... mi sono messa a fare un'altra roba in cucina, aiutata dal Compare, ma questa è un'altra storia... e vi lascio in sospeso fino al prossimo post! ^_______________^

giovedì 25 ottobre 2007

SUGALI (o SUGHI DI MOSTO)

Questa ricetta partecipa alla raccolta L'ABBECEDEARIO CULINARIO D'ITALIA, un progetto della Trattoria Muvara e che ci vede ospiti con la Z di Zocca per l'Emilia e Romagna  nella cucina di Roxy "Curiosando in Cucina" dal 5 al 18 novembre 2012!

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Sarà la giornata autunnale, sarà che fuori fa freddino ma non troppo, saranno i nuvoloni carichi di pioggia ma oggi... mi sembra di essere a casa mia, a Ferrara, quando in famiglia si mangiava questo "budino" che budino non è ma per chi non lo ha mai mangiato non saprei come altro definirlo per farne capire la consistenza.

E' un dolce al cucchiaio molto noto nella zona in cui sono nata e cresciuta (Ferrara) è conosciutissimo, almeno quanto la Coppia Ferrarese, e sicuramente dal gusto particolare.

Non so chi abbia inventato questo budino golosissimo, ma sicuramente è stata una 'zdora dalle mille risorse e le conferirei il Nobel della Cucina! ^_____^

Per me è un ricordo legato all'infanzia, quando d'inverno le mie due nonne tiravano fuori questa bontà come merenda pomeridiana. 

Il ricordo più vivo però ce l'ho per quello di Nonna Sic, la mia nonna materna (la "c" non si legge come "c" di cucchiaio ma come "c" di cestino... non so come spiegarlo... ci vorrebbe l'audio :DDD) ma non perchè il suo fosse più buono, erano sempre buoni è solo che con Nonna Sic abbiamo vissuto un sacco di anni dentro casa mentre la Nonna Solidea (la nonna paterna) la vedevo più di rado, magari qualche giorno d'estate o nei w-e.


Comunque, ad un certo punto dell'anno (questo appunto) apparivano quasi dal nulla delle coppette o dei piattini pieni di Sugali, dal colore viola scuro, vinaccia lo definirei, insomma bellissimi da vedere e buonissimi da mangiare anche col pane,anche se qui ne ho messo un pò su un biscottino :P


Erano però da consumare con parsimonia sia perchè il periodo in cui si preparavano durava poco sia perchè il mosto era prezioso.

Comunque, un pò di sere fa, parlando con mammina al telefono, mi viene in mente che l'inverno scorso me ne aveva portato una bottiglia da un litro e mezzo e che l'avevo ancora in congelatore, così parla parla parla........ mi ha dato la ricetta e sono corsa subito in garage a tirare fuori dal congelatore quella bottiglia di prezioso liquido scuro e ad aspettare che scongelasse. Devo dire che appena mi sono messa a cucinare mi è venuta una soggezione terribile... Per me i Sugali erano il dolce invernale di Nonna Sic, era come mettere mano ad una ricetta di famiglia intoccabile... e se avessi fatto i grumi con la farina? Se avessi inavvertitamente rovesciato il liquido per terra? Se l'avessi bruciato?! Mamma mia, avevo i sudori freddi... e l'immagine di Nonna Sic che nella sua cucina mescolava nel calderone con un profumino.............. chi ero mai io per pensare anche solo di provarci!? Però l'ho fatto... mamma mi ha dato coraggio :D


SUGALI DI MOSTO
(per 8 coppette):

1 lt. e mezzo di mosto
6 cucchiai colmi di farina
3 cucchiai di zucchero (anche di canna, ma potrebbe modificarne un pò il sapore)
1 pezzetto di cannella o 1 cucchiaino di cannella in polvere


Mettere nel tegame che andrà poi sul fuoco la farina e lo zucchero e mescolarli.



Se avete la cannella in polvere mettetela ora sempre amalgamando bene, se invece avete la cannella in pezzi va aggiunta in un secondo momento.


Fare un incavo al centro e cominciare a versarvi piano piano il mosto mescolando con una frusta a mano in modo che non si formino grumi, poi ponete sul fuoco a fiamma moderata. Se avete la cannella in pezzi, avvolgetela in un pezzettino di tessuto di cotone pulito, legate e immergete ora nel liquido.

Portare a cottura sempre mescolando con un cucchiaio di legno sennò attacca sul fondo... ora ho anche io il mio Cucchiaio da Sugali; infatti, resterà un pò macchiato di rosso e lo userò sempre per la stessa cosa :D


I Sugali sono pronti quando saranno della consistenza della classica crema.


Ora potete togliere la stecca di cannella (se avete usato appunto questa) e versarli direttamente nelle coppette e lasciare raffreddare bene.


Freddandosi formeranno in superficie una "pellicola" e anche questa mi piace un sacco spostarla man mano che mangio il sotto e papparmela alla fine tutta in una volta! :DDD


Si conservano benissimo anche fuori frigo per parecchi giorni, io li ho appoggiati sul tavolo dell'anticantina... me ne sono rimaste solo 4 coppette... sob... Ma a Natale hanno detto i miei che arriverà una nuova fornitura di mosto! :DDD

Ah.... non c'è assolutamente paragone con quelli che si trovano già pronti al supermercato... li ho provati nei momenti di "disperazione" :DDD ma... bo... per me sono troppo dolci...


Un bacio alle due nonnine!

PS: in mancanza del mosto d'uva, si può autoprodurre sgranando un bel paio di grappoloni d'uva nera (prima ben lavata e privata degli acini) e passandola al setaccio o frullandola. Il succo/polpa ottenuto va usato come fosse mosto.


giovedì 28 giugno 2007

LA TORTA TENERINA



Aggiornamento del 14.11.2012:


Questa ricetta partecipa alla raccolta L'ABBECEDEARIO CULINARIO D'ITALIA, un progetto della Trattoria Muvara e che ci vede ospiti con la Z di Zocca per l'Emilia e Romagna  nella cucina di Roxy "Curiosando in Cucina" dal 5 al 18 novembre 2012!

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Questa torta ha una storia... di famiglia... 

Questo dolce (ho scoperto col tempo) è tipico di FERRARA, ma era amatissimo e lo cucinava spessissimo la mamma di mia cognata, che era di origini venete :)

Ormai questa carissima Signora non c'è più da qualche anno, ma tra i tanti bei ricordi che ha lasciato alla figlia c'è questa ricetta e ora la faccio spesso anche io perchè ogni volta che la cucino mi piace pensare di dare un contributo alla memoria di sua mamma... Comunque, è buonissima e se hai voglia di cioccolato questa la soddisfa in pieno!!! 

Ogni volta che la presento agli amici va a ruba e, il 1° maggio ne ho fatta una versione gigante (in una teglia da pizza da 40 cm di diametro...) è stato raschiato anche il fondo... :DDD

Avevo il terrore che potesse far male per quanta ne mangiavano (avevo triplicato le dosi... e in quanto a burro-zucchero e uova non si fa pregare...) ma nessuno ne ha risentito... meno male!

TORTA TENERINA
(x 4-6 persone)
200 gr cioccolato fondente (io uso di solito quello all’80%)
200 gr zucchero
100 gr burro a temperatura ambiente
3 uova (tuorli e albumi separati)
2 cucchiai di farina
1 pizzico di sale
Cacao amaro in polvere per la copertura finale (facoltativo, ma secondo me ci sta bene)
Zucchero a velo e stencil a piacere per la decorazione (facoltativo)
Tortiere da forno in alluminio o materiale che si possa poi ritagliare tutt’intorno
burro e farina per la tortiera

Tirare fuori le uova dal frigo qualche ora prima di preparare il dolce, meglio se il giorno prima (in questo modo gli albumi che si andranno a montare a neve nel corso della preparazione, monteranno meglio!).

Spezzettare il cioccolato grossolanamente e scioglierlo a bagnomaria in una pentola capiente poi, quando sciolto, unirvi il burro e lo zucchero e mescolare finché si scioglie ed amalgama tutto per bene.

Mentre il composto intiepidisce, montare a neve ben ferma gli albumi unendo un pizzico di sale in una terrina abbastanza grande.

Quando il composto di cioccolato-burro-zucchero sarà appena tiepido, unire i tuorli e mescolare bene (non prima in quanto il calore del composto "cuocerebbe" i tuorli!) e quindi incorporare la farina setacciata.

Poi unire poco per volta il composto di cioccolata agli albumi mescolando piano e dal basso verso l’alto per non smontarli.

Imburrare e infarinare una teglia da forno (tonda o rettangolare a piacere), versare il composto, livellarlo con una spatolina ma senza schiacciare troppo e cuocere in forno già caldo a 180° per 35-40 minuti.

Potrebbe lievitare un po’ mentre cuoce, in realtà non è una vera e propria lievitazione ma si “gonfia” la superficie, che poi freddando si riabbassa ed è facile che si spacchi, ma non fa niente, è il bello di questa torta.

Tolta dal forno lasciarla freddare completamente.

Lo spessore dev’essere di un paio di dita non di più.

Quando la torta è fredda, poiché rimane “tosta”, non è semplice toglierla dal contenitore senza spaccarla, perché la consistenza deve essere croccante sopra (deve formare una sfoglia sottilissima e molto friabile, quasi una meringa) e morbida all’interno. Quindi io uso le tortiere usaegetta di alluminio i cui bordi allargo un po’ e ritaglio tutto intorno fino alla base.

Poi metto un cucchiaio di cacao amaro in polvere dentro un colino da thè a maglie fitte e lo passo su tutta la superficie del dolce così da coprirlo tutto per bene.

Per la decorazione finale con lo zucchero a velo, per quella rettangolare ho usato uno stencil con le oche, mentre per quella rotonda (del 1° maggio) ho usato un centro di pizzo che ho appoggiato sulla torta e spolverato con lo zucchero a velo. Per tirarlo via bisogna farsi aiutare da un’altra persona perché essendo “morbido” si rischia di rovinare tutto il lavoro facendoci ricadere sopra altro zucchero a velo…. Un po’ di pazienza ma l’effetto merita la fatica :)

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