Visualizzazione post con etichetta RICETTANDO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RICETTANDO. Mostra tutti i post

mercoledì 6 giugno 2018

BLINIS AL CAVIALE

Nuova tappa, nuova ricetta e finalmente "smuovo il deretano" e pubblico, sull'onda dell'entusiasmo scatenato dalla raccolta MENU LIB(E)RO, nata da un'idea della nostra Segretaria Marta e realizzato dalla Capa Aiù ! ^____^

Ormai le regole dovrebbero essere chiare, ma per un ripassino generale (e stimolarvi a partecipare!) correte QUI 

Questa volta La Portata da realizzare sono gli STUZZICHINI e la Chef Padrona di Casa è Lucia Ciattaglia con il suo blog TORTA DI ROSE e a lei dobbiamo lasciare le nostre proposte, fino a giovedì 7 giugno 2018 (sì lo so, arrivo sempre all'ultimo!) :)

Io ho scelto di realizzare una ricetta presa dal libro "I BUFFET, DETTO FATTO! Ricette, idee, consigli" di Mattia Poggi (Editore Sitcom) uno chef che ho cominciato a seguire sul canale Alice, quando ancora stava su Sky (ora su digitale terrestre) e ricordo che cucinava insieme ad un altro ragazzo. Mattia aveva i capelli lunghi lunghi e biondi (ossigenati, direi) ma era di un cariiiiiiiiino (praticamente guardavo le puntate con gli occhi a cuoricino e mica capivo quel che cucinava... lo guardavo, sbavavo e basta! :DDD ) poi dopo qualche tempo l'ho rivisto totalmente cambiato, capelli corti, col gel sulle punte e quegli occhioni azzurri che spiccavano, anzi BUCAVANO lo schermo!

Insomma.... un bel ragazzo (non me ne voglia il Compare, tanto sono troppo vecchia per Mattia! :DDDD ) e pure bravo in cucina!

Diciamo che, quanto a gradimento, sta appena appena dopo il Fantastico Jamie Oliver.... Comunque... sto divagando un bel pò.... 

Torno a bomba sulla ricetta sennò vi stufate e mi abbandonate sul più bello, ovvero... se magnaaaaaa :DDD

BLINIS AL CAVIALE

Per 6 persone

170 g di farina (io "0")
6 g di lievito di birra
2 uova (io da allevamento all'aperto)
3 dl di latte (io 300 g)
50 g di panna liquida

Per la farcitura:
100 g di panna acida
caviale (o uova di lompo)
burro qb
olio evo (io no, solo burro)
2 limoni
sale e pepe qb

Scaldare il latte, unire il lievito sbriciolato e mescolare per scioglierlo bene.

Separare i tuorli dagli albumi.

Mettere in una ciotola la farina setacciata, fare un incavo al centro, versarvi i due torli (leggermente sbattuti per amalgamarli) e il latte.

Con una frusta a mano mescolare creando un composto fluido ed omogeneo quindi unire la panna, salare, pepare e mescolare bene.

Montare a neve gli albumi e unirli al composto precedente, mescolando senza smontarli troppo.

Coprire con pellicola trasparente (io uso una cuffia da doccia trasparente, ovviamente era nuova di zecca e la tengo solo per queste cose :D ) e lasciare riposare minimo mezz'ora (io 3/4 d'ora) a temperatura ambiente.

Mettere sul fuoco una padella antiaderente dal fondo piatto e liscio, passarvi sopra un pezzetto di burro quindi versare un cucchiaio di composto per ogni blinis, distanziandoli leggermente in modo che non si attacchino (sulla piastra che ho io, riesco a farne 7-8 alla volta).

Vanno cotti come i pancake, ovvero quando si vedono le bollicine in superficie, si possono girare.

Disporre su un vassoio con carta assorbente, quindi servire accompagnandoli con la panna acida, le uova di caviale (o di lompo) e un pezzetto di fettina di limone tagliata sottile.

venerdì 18 maggio 2018

LONG DRINK "FRUTTI ROSSI" per il Menu LIB(e)RO


Come recitava quella canzoncina?
Qui comincia l'avventura del Signor Bonaventura...

Ebbene, riparte anche la mia di avventura dopo mesi di abbandono e silenzio del mio piccolo blog di cucina.

Come anticipato nel post "a blog unificati" di qualche giorno fa, è iniziato un Nuovo Viaggio Culinario, grazie alle menti geniali della nostra Capa-Carovana Aiù (Eloisa del blog Trattoria Muvara) e la nostra Segretaria Marta (del blog Mangiare è un pò come Viaggiare), che una ne pensano e 1000 ne fanno!

Questa volta si viaggia, sempre a tappe, con il fine di costruire un intero Menù con ricette prese dai libri di cucina che abbiamo in casa (o comprati per l'occasione, perchè no! ^___^ )


Menù Lib(e)ro
Le regole per partecipare le trovate QUI, non sono difficili, se le ho capite pure io! :DDD

Il Viaggio è stato inaugurato da Aiù e avete tempo per proporre il vostro aperitivo/drink alcolico o non alcolico, fino a venerdì 24.05.2018.





Io ho scelto un "Long Drink Rinfescante" analcolico, preso dal libro che vedete in foto, che è stato regalato al Compare ad un compleanno di parecchi anni fa.

E' a base principalmente di fragole, frutto di cui sono golosissima ma che, da qualche anno a questa parte, mi danno problemi di allergia, avendone fatto indigestione e se esagero, mi gratto peggio di un gatto infestato dalle pulci!

Ma qualche ora di prurito lo sopporto, pur di potermi togliere la voglia di questo frutto! :DDD


LONG DRINK AI FRUTTI ROSSI
(per 4 bicchieri)

300 g di fragole
1 cucchiaio di miele (io di Acacia)
0,3 l di succo d’arance rosse (ho comprato quello pronto, nel banco frigo)
4 fettine di lime

Lavare e pulire le fragole, ridurle in tocchetti ed inserirle nel bicchiere del frullatore col cucchiaio di miele.

Frullare fino a ridurle in purea, quindi versare il succo d’arancia rossa, dare un’altra frullata veloce, giusto per amalgamare il tutto.


Versare nei bicchieri e completare con una fettina di lime infilata sul bordo del bicchiere.
Sul libro non lo specifica, ma io ho versato tutto il succo ottenuto in una bottiglia di vetro e messa in frigo qualche ora prima del consumo, per berlo poi bello fresco.

A parte la reazione allergica alle fragole della sottoscritta (mea culpa, so che mi danno problemi, ma ne sono troppo golosa….) è un long drink veramente buono e delicato.

Il Compare ovviamente, dopo il primo assaggio ci ha aggiunto qualche goccia di angostura perché è abituato agli alcolici e quindi questo per lui era “acqua sciacqua”.... e infatti quel che è rimasto, se l'è bevuto come succo la mattina (senza alcool eh?!) ! :D :D :D

lunedì 7 maggio 2018

Costruiamo assieme il Menù Lib(e)ro! - Let's build the Menu Lib(e)ro together!

-->
[In English below]

Da un'idea di Marta, una progettazione di Aiu' e un'entusiasmante partecipazione delle nostre amiche + 1, eccoci ancora qui assieme per un altro progetto, un altro gioco, un'altra scusa per provare nuove ricette e condividerle con voi che ci leggete. E come da tradizione, quest'annuncio esce a blog unificati!

Stavolta le regole del gioco sono un po' diverse e in qualche modo più rigide, ma è quando il gioco si fa duro che si vede chi davvero conta e noi siamo pronti, giocate con noi?


Scopo del gioco: costruire un menù partendo da ricette prese dai libri.

Regole del gioco:
  1. Ogni 2 settimane, di venerdì, uno di noi si metterà il cappello da Chef e vi proporrà una pietanza presa da un libro, citando la fonte e pubblicando la foto del libro e della ricetta (l'elenco e il calendario li trovate qui sotto).
  2. Tutti gli altri partecipanti potranno partecipare come aiuto-cuochi e presentare pure loro una ricetta (diversa!) presa pure lei da un libro, fotografando ricetta e libro. È ammessa solo una ricetta per blog.
  3. Non sono valide ricette già pubblicate.
  4. Non ci devono essere doppioni (stesso libro e stessa ricetta). Nel caso in cui la ricetta sia la stessa ma il libro diverso, bisognerà specificare nel titolo il nome dell'autore del libro da cui è presa (per esempio "pasta e fagioli di Alfredo" e "pasta e fagioli di Bernardo").
  5. Una volta pubblicata, il link della ricetta va lasciato come commento nel blog Chef.
  6. Tutte le ricette verranno raccolte nel blog http://abcincucina.blogspot.com/ e prepareremo un pdf che sarà disponibile alla fine del progetto.
Calendario, pietanze e Chef:
Link e hashtag:
---
[English]

From an idea by Marta, an implementation by Aiu', and an exciting participation by our girl-friends +1, here we are all together for a new project, a new game, another excuse to try new recipes and share them with you that are reading us. And, as always, this announcement comes in all the blogs at the same time!

This time the rules are a little bit different and, somehow, more rigid, but it's when the play goes hard that you may see who counts. We're ready. Do you want to play with us?


Objective: to build a menu starting from recipes taken from cook-books.

Rules:
  1. Every 2 week, on Friday, one of us will play the role of Chef and will propose you a dish taken from a book, referring the source, and publishing the photo of the book as well as of the dish (the list and the calendar are reported below).
  2. All the other participants may participate as chef's assistant and present a different recipe, taken from a book, photographing both the book and the dish. Only one recipe from each blog will be accepted.
  3. Recipes already published are not allowed.
  4. Duplicated are not admitted (i.e., same book and same recipe). In case the recipe is the same but from a different book, it is mandatory to specify in the title the name of the author of the book (e.g., “Quiche Lorraine by Alfred” and “Quiche Lorraine by Bernard”).
  5. Once published, the link of the recipe has to be put as a comment in the Chef's blog.
  6. All the recipes will be collected in http://abcincucina.blogspot.com/ and a pdf will be prepared step by step and it will be available at the end of the project.
Calendar, dishes and Chef:
Links and hashtag:

venerdì 1 luglio 2016

CONFETTURA DI PRUGNETTE SELVATICHE

Un paio di settimane fa, durante una delle mie lunghe camminate intorno al paesello, ho scoperto, gioia e gaudio!!!, un alberello pieno zeppo di prugnette selvatiche!
E pochi metri prima un alberello ancor più piccolo di... visciole!!!!

Così il sabato mattina scorso ho trascinato il Compare in detto luogo per raccogliere tutto il possibile, perchè i frutti erano ormai prossimi alla maturazione completa!

Di visciole c'era ben poco, appena 10 di numero, ma le ho prese lo stesso! 

Mentre di prugnette ne abbiamo raccolte più di 5 kg! 

E' valsa la pena sentire un caldo della miseria e rischiare un'insolazione!!!! :DDD

Comunque, appena arrivati a casa, le ho subito messe a bagno nel lavello e lasciate lì una mezz'oretta, poi le ho risciacquate e ho fatto loro un altro bagnetto con acqua e bicarbonato per maggior sicurezza, anche se sono certa al 1000x1000 che siano ultra-biologiche, visto il posto in cui è cresciuto l'albero... 

Poi, dopo un ultimo risciacquo e averle asciugate bene, ho continuato con la preparazione...

CONFETTURA DI 
PRUGNETTE SELVATICHE
(più qualche visciola)

5 kg e 800 g di frutta (peso lordo)

1 kg di zucchero addensante 3:1
1 kg di zucchero semolato 
2 limoni bio

Dopo aver lavato accuratamente come scritto sopra, ho eliminato i piccioli e inciso la buccia di ogni prugnetta con la lama liscia di un coltello e buttandole man mano direttamente dentro una pentola bella capiente.
Ho unito il succo dei due limoni e portato a bollore, mescolando di tanto in tanto.
Appena la frutta ha prodotto il suo succo fin quasi a coprirla, ho spento la fiamma e lasciato intiepidire.

Dopo di che ho passato tutto al setaccio (ho l'accessorio apposta per la planetaria Kenwood) ma va bene anche un normale passaverdura, solo che si fa più fatica... :P

Eliminati tutti i semi e le bucce, ho ritrasferito la polpa ottenuta nella stessa pentola pesando il tutto (ho ottenuto 5 kg esatti di prodotto "pulito")

Vi ho aggiunto gli zuccheri mescolando bene con una frusta a mano, poi ho coperto col suo coperchio e messo in frigo a riposare tutta la notte in modo che la pectina cominciasse il suo processo di "gelificazione".

Questa procedura l'ho eseguita seguendo le istruzioni riportate sui pacchetti di zucchero 3:1.
Sulla stessa c'era scritto che bastavano dalle 3 alle 4 ore di riposo, ma poichè io ho messo, come quantitativo di zuccheri totale, una quantità inferiore, ho preferito lasciarla riposare di più.

Nel frattempo si può predisporre la sterilizzazione dei vasetti e dei tappi.

Io li ho lavati prima in lavastoviglie poi, i vasetti, li ho passati nel forno caldo per mezz'ora.

I tappi in forno no, perchè pur usando quelli a vite, hanno la guarnizione interna e quindi li ho messi in un pentolino coperti a filo con acqua fredda, portato a bollore per un quarto d'ora circa, quindi spento e lasciato raffreddare.

Quindi li ho prelevati con una pinza e messi ad asciugare su una griglia (anch'essa prima passata in lavastoviglie, insieme ai vasetti di vetro).

Facendo tutto questo il giorno prima, poi ci si ritrovano i vasetti perfetti per l'invaso :)

Dunque, il giorno successivo ho ripreso il mio pentolone di polpa di prugnette e, a fuoco medio, l'ho portata a bollore e da lì, ha continuato a cuocere per un paio d'ore.

Tenere mescolato ogni tanto con un cucchiaio di legno!

Dopo di che ho fatto la "prova piattino" per vedere se era pronta e quindi l'ho invasettata.

La prova piattino, per chi non lo sa, consiste nel prelevare un cucchiaino di confettura/marmellata e versarla su un piattino freddo (magari tenuto in frigo qualche ora prima).

Aspettare qualche attimo che la confettura si freddi, quindi inclinare il piattino.

Se questa si sposta molto lentamente o addirittura non si muove, è pronta!

Io preferisco il punto di cottura in cui scorre molto lentamente sul piattino, perchè se la lascio che non si sposta, poi la trovo troppo "dura" da spalmare, ma va a gusti eh?

Bè, magari se è "dura" è perfetta per le crostate.... Fate voi! ^^

Ah, un'ultima cosa...

Io le chiamo PRUGNETTE SELVATICHE, ma credo siano RUSTICANI! :DDD


lunedì 24 agosto 2015

TORTA DI MELE dal Libro "DOLCI DOLOMITI" ed. Athesia


MOENA vista da Sort (Sorte)

Siamo appena tornati dalle vacanze in quel di Moena, nella Meravigliosa Val di Fassa e ieri sera abbiamo festeggiato in Famiglia il mio compleanno (fatto il 14 agosto scorso, festeggiandolo in montagna "solo" con il Compare e i Suocerini) e che torta fare?!

Visto che:

I^ - i miei mi hanno regalato 3 bellissimi libri (che mi sono scelta io in un'edicola/libreria in piazza a Moena :DDD ) di cui uno è DOLCI DOLOMITI di H. Gasteiger, G. Wieser e H. Bachmann 

II^ - che per i miei gusti, la Torta per eccellenza da consumare in Famiglia, è la TORTA DI MELE, in tutte le sue 50 (e più) "sfumature", perchè mi sa di calore, di conforto, di amore, di caldi abbracci

Ho deciso quindi che per festeggiare i miei piccoli 45 anni, avrei sperimentato questa versione di...

TORTA DI MELE (a pag. 156 del suddetto libro)
(per una tortiera da 26 cm. di diametro, ma io ne ho usata una da 28)

per la pasta
125 g di burro morbido
125 g di zucchero
3 uova a temperatura ambiente
2 cucchiai di rhum 
1 pizzico di sale
150 g di farina (io "0")
50 g di amido alimentare (io maizena)
1/2 bustina di lievito in polvere (io 16 gr non vanigliato)
2 cucchiai di latte

per lo strato superiore
700 g di mele
30 g di mandorle a scaglie (io no)
3 cucchiai di confettura di albicocche (io Composta di Albicocche "Gilli")

burro e farina qb per la tortiera
zucchero a velo per lo spolvero

Imburrare e infarinare lo stampo e accendere il forno a 160°.

Io ho fatto tutto nella planetaria montando la frusta.

Lavorare il burro con lo zucchero quindi unire le uova una ad una infine il sale ed il rhum.

Io non avevo il rhum e quindi ho usato un liquore preso lo scorso anno in Val Gardena, l'Almrausch di Psenner

Unire in due-tre tempi la farina precedentemente setacciata con la maizena ed il lievito.

Si ottiene un composto "che scrive" piuttosto sostenuto, ma morbido.

Versarlo nella tortiera e livellarlo con una spatola.

Sbucciare le mele, tagliando ciascuna in due metà, escludendo la sezione centrale col torsolo.

Ogni metà ottenuta va tagliata a fettine sottili e posata, così cosm'è, sull'impasto, coprendolo tutto.

Spolverare di zucchero a velo e cuocere per 40-45 minuti (vale sempre la prova stecchino)

A cottura ultimata, estrarre dal forno e lasciarla raffreddare nella tortiera, quindi estrarla e posarla su una griglia.

Scaldare i 3 cucchiai di composta di albicocche, passarla al setaccio e con quella ottenuta, spennellare le mele in vista, quindi spolverare tutta la superficie di zucchero a velo.

E' B-U-O-N-I-S-S-I-M-A!!!!!!



Se queste sono le premesse, credo proprio che attingerò a piene mani da questo bellissimo libro!

lunedì 29 ottobre 2012

TURDILLI per volarcene in CALABRIA! :)

Il lungo ma bellissimo viaggio attraverso lo Stivale è praticamente giunto al termine... 
sembra solo ieri da che siamo partiti e di piatti ne sono sfilati parecchi sotto tutti i ponti d'Italia :P***

Ho purtroppo saltato parecchie tappe, per svariati motivi, ma spero di rifarmi con questi dolcetti, tanto semplici nella loro preparazione, quanto buoni e veloci a sparire nelle fauci mie, del Compare, del Vicinato e dei Suocerini! :DDD

Dunque, siamo giunti alla V di Vibo Valenzia,  in CAMPANIA per l'Abbecedario Culinario d'Italia, un progetto della Trattoria Muvara ma che ha visto coinvolti tantissimi blog, tutti affaccendati intorno ai fornelli... m'immagino tutti quanti a spignattare peggio che ad una sagra di paese, con la stessa allegria, caciara e voglia di stare insieme!!!! :*)

Ma torniamo "seri"... se mai seri siamo stati e vi dico che se volete partecipare alla penultima letterina, subito dopo aver assaporato anche solo virtualmente i "miei" Turdilli, dovrete scatafiondarvi come fulmini ai vostri, di fornelli e produrre un tipico piatto della cittadina di Vibo Valenzia o anche della regione Campania, e poi correre da SAPORIDIVINI, che è il blog ospitante la letterina di cui sopra, almeno fino al 4 novembre!

Lì, nella ricetta da Sabri&Luca proposta, dovrete lasciare tra i commenti, la vostra con il link alla pagina del vostro blog... non avete un blog?! 

Non c'è problema!!! 

Mandate la ricetta, corredata di foto, alla nostra Aioulik, che penserà a pubblicarla per voi, a questo indirizzo mail: trattoriamuvara_at_gmail.com 

Ormai ci siamo... dopo tutte 'ste chiacchiere... non vi resta che assaggiare i...

TURDILLI CALABRESI

RICETTA PRESA DA QUI, con qualche mia piccola variante (in rosso)

500 gr di farina "00"
280 gr vino moscato dolce (90 gr di Passito di Pantelleria + 190 di Marsala)
50 gr. di zucchero semolato
250 gr di miele (non essendo specificato quale, ho usato un Millefiori di Montagna)
50 gr di confettini di zucchero (i cosiddetti "diavolini")
1 uovo
2 cucchiai di cannella (io 1 cucchiaino colmo, per timore che si sentisse troppo)
20 gr di acqua
40 gr di olio evo
olio per friggere q.b. (io 1 litro di semi di arachidi)
2 gr di lievito istantaneo se li volete morbidi (io l'ho messo e... ho fatto bene!!! ^^ )
1 forchetta o 1 rigagnocchi

Nella ricetta originale si impasta tutto a mano, ma io ho "buttato" gli ingredienti nella planetaria, in questo ordine:

farina setacciata
zucchero
uovo
vini liquorosi
olio evo
lievito istantaneo

Ho messo il gancio a "uncino" e impastato a velocità media per 2 minuti, massimo 3, giusto il tempo che gli ingredienti si amalgamino bene, quindi ho versato l'impasto sulla spianatoia di legno leggermente infarinata e gli ho dato una impastata veloce a mano, quindi ho diviso il panetto in 6-7 salsicciotti grossi quanto un pollice.

Da questi si tagliano con un coltello a lama liscia o con un tarocco, dei tocchetti di un centimetro circa, proprio come si fa per gli gnocchi di patate insomma.

Poi con una forchetta o con uno rigagnocchi li si passa uno per uno imprimendoli bene per farli rigati e li mettete man mano su un vassoio foderato di carta forno o su un telo leggermente infarinato perchè non attacchino.

Scaldare ora l'olio per friggere e quando giunto a temperatura (170-180° se avete il termometro, oppure fate la prova con uno spiedino di legno immerso in parte nell'olio: se fa le bollicine, l'olio è pronto) friggere pochi alla volta i Turdilli qualche minuto, giusto il tempo di dorarsi e scolarli su carta assorbente.

Finito di friggere, preparate in una padella larga il miele con l'acqua (rispettando le dosi!!!) e la cannella.


Se volete, come consiglia la ricetta originale, si può sostituire la cannella con dell'anice oppure lasciarlo al naturale, secondo i gusti.


Scaldare bene mescolando con una spatolina quindi versarvi tutti i Turdilli e mescolarli un paio di minuti a fiamma bassa, così che si ricoprano tutti ben bene di miele.

Versarli quindi su un piatto di portata a strati distribuendo man mano i "diavolini" di zucchero.

Si possono conservare anche in un barattolo di vetro ben chiuso.

Mi è piaciuta molto, di questa ricetta, la sua "storia" ovvero che pare sia un dolce che si prepara oltre che per Natale, anche in periodi "fortunati" per la famiglia che lo consuma... Ovvero, quando in casa le cose vanno bene e si vuole condividere la buona sorte con il vicinato, si prepara questo dolce e lo si offre ai vicini... e allora, visto il periodaccio nero che l'Italia tutta sta passando per tanti motivi, di cui qui non parlo perchè di politica non me ne intendo, ma sento molto bene che "dietro" qualcosa spinge... mettiamoci comodamente seduti o con le spalle ben attaccate al muro e... godiamoci questi TURDILLI sperando che DAVVERO le cose comincino ad andare per il verso giusto!!!! ^_______^


V come...

 Viva il giro (culinario) d'Italia!

domenica 19 febbraio 2012

LA POLENTA DELLO ZIO VI'

Lo Zio Vì sta per Vincenzo, il fratello maggiore della mia Mamma e, non è che ha l'hobby dei fornelli... è proprio "malato" di cucina!!! ^^

Non ha mai preso un diploma o fatto corsi di cucina, è assolutamente autodidatta ma, credetemi, non ha proprio NIENTE da invidiare allo Chef più blasonato... e non pensiate che le mie siano parole "di parte" in quanto sua nipote... è un dato di fatto! ^^
Riesce a mettervi a tavola 100 e passa persone così, con uno schiocco di dita, con un menù completo dall'antipasto all'ammazzacaffè, mentre a me mette pensiero preparare già per più di 8 persone...

Pensate che è talmente preso e rigoroso in questa sua passione che, anni fa, durante una vacanza a casa dei miei nonni a Ferrara - perchè lui vive con la sua bellissima famiglia a Trecate di Novara - si offri di preparare un risottino per pranzo... Ora non ricordo più che risotto fosse, ma lui li fa "con tutti i crismi" e, come dice lui, se ci va il burro, ci va il burro... non olio o altro... il BURRO! Rigoroso che manco l'Artusi... :*DDD

Insomma, aprendo il frigo si rese conto che non ve n'era traccia... ma come??? Non si usa burro in questa casa? Tuonò con la testa ancora infilata nel frigo a rovistare anche nei cassettoni della verdura... ebbene no... per tanti motivi, in primis la salute, a casa nostra il burro è praticamente inesistente da anni (anche se io qualche volta ho ripreso ad usarlo) e alla fine s'è dovuto rassegnare a fare quel risottino senza tale meraviglia e in fase di mantecazione, m'ha raccontato mamma che era il ritratto della depressione fatta persona, dovendola fare con l'olio evo... ODDIO CHE SPASSO!!!! :*DDD

Dai Zio Vì, questo aneddoto era troppo carino per non raccontarlo... VVB!!!!:DDDDDD

Insomma, lo zio è pure lui appassionato come la scrivente, di programmi di Cucina & C. (ma và?!) e da qualcuno di questi, non so quale, ha visto fare una polentina che ha rivoluzionato prima nella sua, poi nella cucina di mamma e ora nella mia... il modo di cuocere la classica polenta che richiederebbe normalmente, tra i 45 minuti e un'ora di mescolamenti con conseguenti dolori al braccio per una settimana... cosa che mi ha sempre portato al desistere, ripiegando sulle polente cosiddette "istantanee"... ma DA ORA IN POI, la polenta, quella VERA non mi metterà più paura... perchè adotterò la tecnica imparata con....

LA POLENTA DELLO ZIO VI'

500 g di farina di mais fine
1,5 litri di acqua
sale grosso q.b.
3 cucchiai di olio evo
1 pentola o casseruola a bordi alti con coperchio, che possano andare in forno
forno preriscaldato a 180°

Mettere la pentola o casseruola sul fuoco con l'acqua; appena questa bolle, versare il sale grosso e l'olio evo quindi, armandovi di frusta, versare a pioggia la polenta, mescolando energicamente per non formare grumi.
Continuare a mescolare per 10-15 minuti al massimo, quindi chiudere col coperchio e infilare il tutto in forno statico già caldo a 180° per 40-45 minuti.

Puntate il timer così sarete sicuri di ricordarvi che avete ANCHE una bella polenta che sta cuocendo tutta da sola in forno, mentre potrete dedicarvi a ciò che più vi piace nel frattempo! ^^

Una volta cotta, aprendo il coperchio in superficie e tutto intorno si sarà formata una pellicolina sottilissima che può sembrare "secca", ma appena affonderete il cucchiaio, il tutto sarà supercremossisimo e almeno ai miei occhi... sembra quasi un miracolo! :*DDDD

Propongo una OLA all'inventore di tale tecnica e se qualcuno sa/ricorda chi sia, me lo dica per favore che lo scriverò qui a lettere cubitali!!! ^________________^

Ovviamente questo metodo di cottura vale per qualsiasi tipo di polenta, da quella gialla a quella bianca o taragna, fate voi!

Come dosi sono stata abbondante perchè mi piace sempre averne d'avanzo da mettere poi a freddare stesa in una pirofila rettangolare in uno strato a vostro gusto e utilizzare successivamente per altre preparazioni! :)

Una volta ben fredda, in genere la taglio già a pezzi e la metto nei sacchetti e poi in congelatore :)

Ovviamente... questa ricetta è dedicata a Zio Vì ^___________^
 

mercoledì 18 gennaio 2012

MAYONESE VEGANA... a modo mio

Dopo QUESTA, ho trovato un'altra salsina tipo majonese, sempre senza uova...

La ricetta l'ho letta sul numero di gennaio della rivista "ALICE Cucina" precisamente alla pagina 191 ma ho apportato delle modifiche... e ti pareva?! ^___^

Bè, non avevo un ingrediente (il latte di mandorla) ma volevo provarla lo stesso e quindi ecco qui la mia versione per una

MAJONESE VEGANA

(ne viene parecchia, circa 700 g!!! o.O )

succo di 1/2 limone
1 vasetto di yogurt bianco "intero" della Muller
latte di soja q.b.
1 presa di sale
pistilli di zafferano un pizzico abbondante
olio di semi di arachidi secondo necessità
50 g di olio evo


Nel mixer, montando l'accessorio per le emulsioni, quale è la majonese, versare il succo filtrato del mezzo limone, poi pesate a parte il contenuto del vasetto di yogurt (quello che avevo io, sul vasetto riporta 150 g, mentre in realtà, pesato, ne faceva 139......) e unitevi tanto latte di soya fino a raggiungere i 200g.
Quindi versate tutto nel mixer, a cui unirete anche la presa di sale, i pistilli di zafferano (ma va bene anche una bustina di quello in polvere, come da ricetta sulla rivista) e avviate.

Unite a filo i 50 g di olio evo, quindi cominciate a versare (sempre a filo!!!) tanto olio di semi di arachidi fino a che vedrete l'emulsione diventare bella spumosa. Continuate ad aggiungere fintanto che diventerà anche bella consistente e soda (tanto che prelevandone un cucchiaino, rimane il "buco" nella majonese del contenitore, insomma).

Fate conto che nella ricetta originale prevede un totale di 300 g di olii (tra evo e l'altro tipo) mentre a me ce ne è andato quasi un litro.... O.o

Mettetela in un contenitore e lasciare a riposare in frigorifero e consumarla quando bella fresca.

Sapete una cosa? A parte il quantitativo d'olio che non la fa assolutamente iscrivere nelle ricette "light"... ma la rende assolutamente vegana perchè non contiene alcun ingrediente di origine animale, è PROPRIO BUONA!!!!!
Il Compare se ne è spalettati 4 cucchiai pieni sulla cena di questa sera (spigola e riso al vapore)!!! :DDD

 
E pure questa si aggiunge alla collezione di Y di Yogurt nell'Abbecedario della Trattoria Muvara! ^^




 
queste invece dosi ed ingredienti della ricetta originale vista sulla rivista summenzionata:


 
succo di 1/2 limone
200 g di latte di mandorla non zuccherato
sale
1 bustina di zafferano in polvere
250 g di olio di mais
50 g di olio evo

La procedura è la stessa, provate anche questa e sappiate dirmi come viene ^^

sabato 2 aprile 2011

TORTA DANUBIO VEGETARIANA

E' incredibile che una stra-golosa di dolci come me abbia messo su ben DUE versione salate di questa Torta Danubio... che succede? sto forse male?! :DDD

Neeee... solo voglia di cambiare un pò... ma tanto prima o poi proverò anche la versione dolce cosa credete!!?? ^_______^

Ho poi pensato alla nostra Valverde e a molte altre blogger vegetariane convinte (a me manca veramente pochissimo per esserlo...) e a loro tutte e alla raccolta dell'AbBecedario della Trattoria Muvara, dedico questa...


TORTA DANUBIO
VEGETARIANA

Per l'impasto:
300 g acqua minerale naturale
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiaini rasi di sale fino
1 cucchiaino di macis in polvere
270 g di farina Manitoba
370 g di farina "00"
2 cucchiai rasi di zucchero
200 g di polpa frullata di zucca cotta al forno
1 bustina e 1/2 di lievito Pane Angeli

per la farcitura:
1 confezione piccola di asparagi (io surgelati, ma vanno bene anche freschi ora che si trovano!)
1 confezione piccola di cuori di carciofo surgelati
1 confezione piccola di misto funghi surgelati
1 spicchio d'aglio piccolo
1 cimetta di rosmarino fresco
olio evo q.b.
sale q.b.

per decorazione: 
sale grosso rosa dell'Himalaya e sale fino nero della Hawaii

Ho prima cotto le tre verdute per la farcia, separatamente.
I cuori di carciofo e gli asparagi li ho semplicemente lessati in acqua e sale, quindi scolati e passati sotto l'acqua corrente fredda quindi stagliuzzati e conditi con appena appena un filo d'olio evo.
I funghi li ho stufati in padella con un filo d'acqua e vino e uno spicchio d'aglio intero (non schiacciato!) e un pò di rosmarino fresco tritato finissimo.

Ho quindi lasciato freddare bene le verdure.

Nel frattempo, ho inserito tutti gli ingredienti dell'impasto, nell'ordine scritto sopra, nella MDP e ho fatto andare il programma "solo impasto e lievitazione", che dura in tutto 1 ora e mezza.
Quindi ho acceso il forno a 220° e mentre andava in temperatura, ho prelevato l'impasto dalla MDP e l'ho rilavorato sulla spianatoia aggiungendo altra farina fino a che ha perso la consistenza appiccicosa (la polpa di zucca, nonostante la cottura in forno, è risultata un pò acquosa...). In tutto mi ci è andato un altro etto abbondante di farina.

Ho lasciato riposare un'altra ora in una ciotola coperta con uno strofinaccio umido vicino al forno caldo.

Quindi ho ricavato tante piccole palline (grosso modo come piccoli mandarini) al centro delle quali ho distribuito un pò delle verdure alternandole e disponendole in una tortiera a cerniera foderata di carta forno.


Ho spennellato la superficie con un uovo sbattuto e cosparso con grani di sale grosso rosa dell'Himalaya.

Con un pò di impasto tenuto a parte, ho fatto tre panini un pò più grandi, uno per ogni verdura, li ho uniti e disposti anch'essi in una piccola teglia sempre con sotto la carta forno, spennellati con l'uovo battuto e cosparso con sale fino nero delle Hawaii.

Ho cotto la Torta Danubio Vegetariana per quasi un'ora in forno a 220° e poi il Tris di panini.

Ti potrebbe interessare anche...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Postato da: