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venerdì 27 maggio 2011

TRIS DI PIADA SU SPIEDINO DI BAMBU'

Devo filare a nanna, che domani non saremo buttati giù dalla sveglia, ma dal canto del gallo!!! :DDD

Eeehhh ssssì! Finalmente ce ne andiamo via un w-e e gironzoleremo nella mia amata Ferrara, a trovare i miei, a distribuire teloni, giovani piantine, doni di nozze e quant'altro! ^_______^

Ma non posso lasciare il mio blog sguarnito di ricettine per tutti questi giorni... visto che non riesco a postare più tanto spesso... che fare allora? 

Lasciare le ricette di un pò di sfizioserie cucinate ieri per una cena tra amici e per inaugurare la nuova stagione sotto la pergola... al momento sprovvista di tetto ma che presto ne sfoggerà uno tutto nuovo di zecca... :)

Ecco qui uno dei piattini gustati ieri sera, che può essere servito come antipasto o come, va tanto di moda dire ora, come FINGER FOOD, fate voi... ^^

TRIS DI PIADA SU 
SPIEDINI DI BAMBU'
(per 4-6 persone)

3 piadine all'olio evo tipo sfogliata
5 fette di prosciutto cotto
50-60 g di stracchino squacquerone
1 manciata di rucola
1 manciata di erba cipollina tritata
2 cucchiai di majonese
2 cucchiai di crema di funghi tartufata
1 fungo champignon bello grosso
spiedini di bambù lunghi (una 15na di cm)
pellicola alimentare trasparente
Lavare ed asciugare delicatamente l'erba cipollina e tritarla.
Pulire il fungo champignon e tagliarlo a fettine con la mandolina.
Preparare la majonese (o usare quella già pronta della marca preferita)
Farcire e tre piadine con i seguenti abbinamenti:

squacquerone e rucola
prosciutto cotto, majonese, erba cipollina
crema di funghi tartufata più fettina di champignon fresco

Arrotolarle ciascuna bella stretta su se stessa e quindi in un paio di giri di pellicola alimentare trasparente e porre in frigo almeno un'ora.




Per servirle, tagliare a rondelle le piade con il coltello da pane (quello a lama lunga ondulata) delicatamente e senza togliere la pellicola, così i rotolini resteranno compattati.

Quindi srotolare pian piano ogni rotolino dalla sua pellicola e infilarli alternando i gusti sugli spiedini di bambu'.
Riporre in frigo fino al momento di servire.

giovedì 16 ottobre 2008

WORLD BREAD DAY 2008 - La Piadina Romagnola



Con questa ricetta oserei dire "antica", spero di contribuire a rimpolpare per bene il Paniere per la Giornata Mondiale del Pane di oggi 16 ottobre, promossa, per il 3^ anno consecutivo dalla MI-TI-CA (alla Omer Simpson! :DDD) AMICA ZORRA

AGGIORNAMENTO DEL 16.11.2012!!!!

Con questa ricetta partecipo anche all'ABBECEDARIO CULINARIO D'ITALIA, un progetto della Trattoria Muvara, arrivati all'ultima tappa, la  Z di Zocca a rappresentare l'EMILIA E ROMAGNA (la mia terra natale e Zocca e dintorni erano terreno di "caccia" alle castagne con La Compagnia ai bei tempi, quando eravamo tutti giovincelli e liberi come fringuelli :DDD) e tutti ospiti fino al 18.11.12 nella cucina di Roxy "Curiosando in Cucina"!!! ^^

La ricetta è ASSOLUTAMENTE originale, posso giurarlo sui miei mici con l’anima più candida di una colomba!!!! ^__^

Ha una sua storia, La Piadina della Giuseppina….

Ovvero, non è La Storia della Piadina, per quella basterebbe prendersene una infarinata qui
ma è una parte della Storia della mia famiglia, una parte indissolubilmente legata ad un’altra parte di Storia di altre 2 famiglie…
Comincio dall’inizio che sennò non ci capite niente :D
Praticamente nel lontano 1986 (avevo 16 anni…) con i miei genitori e la cugina di Novara, andammo in vacanza al mare ad Igea Marina tutto il mese di luglio e come "vicini di vacanza" c’era una famiglia che anche nella vita di tutti i giorni, era nostra vicina di casa, quando stavamo ancora dalla Nonna Sic! :D Che ricordi…Comunque sia, la Giuseppina, così si chiamava la nostra vicina - che era lì col marito, una delle 3 figlie e 3 nipoti, era la classica “Zdora”, sempre col grembiule addosso e le mani in pasta, a far concorrenza alla Nonna Sic nel sfornare merende per me e i suoi nipoti… ^__^
Il nostro “padrone” di casa al mare, il Mitico Alfredo, da bravo Romagnolo Doc, tutte le sere come companatico faceva la Piadina… ma non ci voleva dare la SUA ricetta… forse perché gli ricordava la sua amata moglie, scomparsa anni prima e l’impasto della Piadina era per lui un po’ riportarla in vita… potenza dei ricordi…
Ad ogni modo, la Giuseppina era un vero e proprio Uragano travestito da Angelo del Focolare, e piano piano si è saputa conquistare anche l’affetto dell’Alfredo che alla fine ha ceduto e le ha regalato la SUA RICETTA DELLA PERFETTA PIADINA ROMAGNOLA!!! :DDD
Manco a dirlo, finite le ferie e tornati in quel di Marrara (un paesino piccolissimo in provincia di Ferrara), la Giuseppina si è messa a impastare e a tirar fuori di quelle piadine da resuscitare i morti!!!
Addirittura INTEGRALI!!! Mammachebontà!!!
Poi, la mia mamma, un giorno le ha chiesto la ricetta e la Giuseppina non si è fatta pregare, anzi! Era ben contenta di passarla in eredità ad un’altra “Zdora”! :D

Così mentre Giuseppina dettava, mamma scriveva e questo a fianco è ancora il foglietto originale!!! ^__^


Io però ho dimezzato le dosi, dovendone fare solo per 2 persone (mentre la Giuseppina ne faceva per 10 e più…)

E, siccome lo dice anche la ricetta che si può sostituire, ho usato l’olio evo al posto dello strutto :P

Mi sono divertita tantissimo ad impastare tutto quanto e ho fatto tutto io, non ho lasciato niente alla MDP!!! :DDD

Per 10-12 piadine grandi quanto un piatto da dolce:

500 gr di farina “00”
100 gr di olio evo (o strutto)
1 cucchiaino raso di bicarbonato
sale q.b.
250 gr di acqua tiepida

Ho unito tutti gli ingredienti nella farina messa a fontana sulla spianatoia e mescolato e poi impastato fino ad ottenere una palletta liscia e omogenea e lasciata riposare mezz’ora (non contiene lievito, solo bicarbonato!) e poi l’ho rilavorata a forma di salame e tagliato dei dischi di 1 dito di spessore circa e ogni disco l’ho steso col matterello (infarinando sopra e sotto) in una sfoglia sottilissima e, a strati, in un piatto con altra farina tra una piada e l’altra e coperto con lo strofinaccio. Ho scaldato sulla fiamma questa piastra di cotto della Bonifazi e ho comprato sempre da lui anche quella pentola di coccio che vedete sullo sfondo, ma di quella ve ne parlerò un’altra volta… :P
Una volta ben arroventata la "Teja" (sotto ci ho messo uno spargifiamma) bollente, ho cominciato a cuocere le piadine una a una 3-4 minuti per lato, fino a che ho cominciato a vedere le classiche “bolle” dorate (mentre cuocevano si gonfiavano!!!!) e tenendole in caldo sotto lo strofinaccio. Le ho farcite con un po’ di buon salamino e insalata e altre con fiocchi di latte e insalata… Perdonate il “ripieno” ma in frigo non avevo altro :DDD perché io sono SEMPRE così… improvviso…

Ma “la morte sua” (della piadina) è con:
- Stracchino e rucola
- Cipolla e salsiccia alla piastra
- Prosciutto e mozzarella
... ma con la nutella e qualche rondella di banana l'avete mai provata?... da capottarsi!!!! :P***

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