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mercoledì 17 maggio 2023

LONZINO DI FICHI SECCHI MARCHIGIANO e si resta in ITALIA

Per il Viaggio dell'ABC nel Mondo degli Ingredienti, dedicato in questi giorni alla letterina F ho scelto i FICHI SECCHI.

Viaggio ideato e capitanato dalla nostra Capa AIU'  ^____^

Fossimo stati di stagione, mi sarei adoperata per trovare quelli belli freschi e li avrei fatti essiccare nell'essiccatore, ma dato che siamo a Maggio e a quanto pare, è più Maggembre visto il freddo e la pioggia (maledetta ormai) che fa, accontentiamoci di quelli già pronti...

LONZINO DI FICHI SECCHI MARCHIGIANO (Italia)

750 g di fichi secchi ma morbidi

250 g circa di mandorle spellate

150 g di noci sgusciate

45-50 g di Sapa (o Saba)

35 g di Varnelli o Mistrà (liquore all'anice marchigiano)

Foglie di fico fresche qb per avvolgere i lonzini 

Per prima cosa eliminare dalle foglie i piccioli e la parte più duretta che li unisce alla foglia, quindi lavarle molto bene e lasciarle asciugare, quindi avvolgerle morbide in un telo di cotone pulito e tenerle al fresco fino al momento dell'uso.

Passare nel tritacarne, con i buchetti intermedi prima i fichi, poi le noci ed infine le mandorle.

Mescolare bene tutto quanto in una ciotola, quindi aggiungere la Sapa e il Mistrà e continuare ad impastare bene con le mani per amalgamare bene il tutto.

Ho indicato negli ingredienti 250 g circa di mandorle, perchè l'impasto può risultare piuttosto morbido, secondo la tipologia di fichi usato o il loro grado di essicazione... Quelli comprati da me erano piuttosto morbidi, quindi ho ad aggiungere altre mandorle tritate fino alla consistenza che mi sembrava più giusta....

Anche qui, come nella maggior parte delle ricette "semplici" e antiche, è la mano e l'esperienza che conta! 

La ricetta è semplicissima nella sua esecuzione... la bravura sta nell'azzeccare il giusto grado di compattezza del lonzino...

Dunque una volta ottenuta la massa, dividerla in 4 parti uguali e dare la forma di un piccolo salamino.

Dalla mia massa ne sono venuti fuori 4 sui 270 gr l'uno.

Una volta formati, li ho avvolti nelle foglie di fico, facendole aderire bene e fatto alcuni di giri di spago per fermare il tutto.

I più bravi sanno fare la legatura tipo salame, ma io non ci ho nemmeno provato :D

L'ideale prima del consumo, sarebbe aspettare che le foglie siano ben asciutte ma il test doveva essere fatto e quindi è già tanto se ho resistito due giorni! :DDD

Da rifare assolutamente a Settembre coi fichi freschi essiccati al Sole o in essiccatore! ^______^

QUI per un pò di storia del Lonzino di Fichi Marchigiano 



Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così:

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INSTAGRAM: #unmondodingredienti e #abcincucina
















 

venerdì 31 marzo 2023

LA DISOSSATA ALLE OLIVE VERDI e restiamo in Italia

La letterina D de Un Mondo di Ingredienti non è affatto una letterina semplice!

Occorre cercare ed ingegnarsi bene bene ed è il bello di questa raccolta! 

La nostra Capa AIU' , che ha messo in moto questo bellissimo gioco, ci sprona di continuo :DDD

Sfogliando praticamente tutta la mia libreria dedicata solo ai libri di cucina, ho trovato questa bontà!

A quanto pare è tipica del territorio maceratese quindi restiamo in ITALIA ^^

Per dirlo io che non amo particolarmente la carne, è tutto dire, invece il Compare è "uscito" dalla cena leccandosi i baffi! :DDD

E' carne bovina e si tratta del taglio per bistecche ma che, appunto, viene disossata e si prestano benissimo sia alla cottura alla griglia che in padella.

Ho trovato la ricetta su uno dei libri (li ho tutti!) delle Sorelle Di Chiara (Manuela cucina e Lucilla fotografa) due Ragazze che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere anni fa, grazie alla mia mamma, che mi ha regalato il loro primissimo libro, dedicato ai dolci tradizionali maceratesi.

Questo in particolare è il I^ volume de "Ricette, Ricordi, Racconti - la cucina tradizionale del territorio maceratese".

Per cercare questo taglio di carne, sono andata nel piccolo supermercato del mio paesello, dove hanno un banco carne stupendo ma, soprattutto, per la stragrande maggioranza sono prodotti locali.

Ho chiesto timidamente se l'avevano e il macellaio ha subito detto "ma certo, come la fai alla griglia o in padella? perchè hanno uno spessore diverso a seconda di come la vuoi cucinare" :P

E io l'ho fatta in padella, come dice la ricetta...

DISOSSATA ALLE OLIVE VERDI

4 bistecche disossate (io 2)

20 olive verdi in salamoia (io le ho trovate già denocciolate)

1 piccola cipolla (io metà di una grande)

1/2 bicchiere di vino bianco secco

2 tazze di brodo vegetale o acqua calda (io brodo)

qualche cucchiaio di farina

1 noce di burro + olio evo qb

sale qb

Denocciolare le olive e tagliarle in pezzi grossolani.

Tritare finemente la cipolla e farla soffriggere appena in una padella larga con la noce di burro e un pò di olio evo (io 1 cucchiaio circa).

Infarinare leggermente la carne quindi adagiarla in padella e farla rosolare bene da entrambi i lati, quindi sfumare col vino e quando è quasi del tutto evaporato, aggiungere le olive e il brodo caldo, coprire con un coperchio, abbassare la fiamma in modo che il liquido sobbolla delicatamente e portare a cottura almeno una mezz'ora o fino a quando la carne è ben tenera.

In caso sia necessario, mentre cuoce, aggiungere altro brodo caldo. Il liquido di cottura non deve asciugare ma, anzi, deve formarsi una bella cremina.

Servire ben caldo insieme alla salsina con le olive.

Garantisco, viene una bontà spettacolare e la carne è tenerissima!

Ah! Siccome lungo i bordi delle fette c'era un pò di cotenna dell'animale, per fare in modo che la carne non si arricciasse durante la cottura, ho inciso la cotenna con un coltellino ben affilato, ma senza arrivare a toccare la carne.

Credevo si restringessero molto in cottura, invece no! Sono rimaste comunque giganti... sembrava di mangiare una fettina di brontosauro! :DDDD


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mentre

La cartina dell'Italia l'ho presa QUI

lunedì 16 gennaio 2017

PASTE (O BISCOTTI) DELLA BEFANA

Prima di tutto: BUON ANNOOOOOOOOOOOO!!!!

E poi.... incredibile ma vero, nonostante siano trascorsi mesi dall'ultimo post (si parlava di pesche, figuriamoci!!!), il mio blogghino è rimasto fedele e non ha fatto su baracca e burattini per andarsene verso lidi (e "mamme") migliori di me! :DDD


Perciò, anche se con qualche giorno di ritardo, ho deciso di fargli un bel regalino e far passare anche di qui la Befana con una ricettina che rimandavo da sempre, per paura e del puzzo terribile dell'ammoniaca (che mi fa venire la nausea...) e per l'uso dello strutto, che non ho mai usato in cucina perchè mi fa senso.... :P

E quindi ecco qui dei dolcetti tipici delle Marche, fatti seguendo la ricetta originale presa dal libriccino "SE NON C'E' NONNA, CHI CUCINA?" creato qualche annetto fa da un gruppo di Ragazze (le "Nonne") e Ragazzine (le Signore che le hanno seguite) del mio paesello, per raccogliere e portare avanti le preparazioni tipiche del mio paesello (Cerreto d'Esi) e dintorni.

Poche ma intensissime pagine di ricette e aneddoti anche dialettali, che è un piacere anche solo da leggere! 

Preciso che ho dimezzato le dosi perchè immaginavo che ne sarebbe venuta fuori comunque una montagna! E così è stato... :DDD e che l'impasto l'ho fatto con la planetaria, perchè noi donnine moderne non abbiamo abbastanza "olio di gomito" per farli a mano! :DDD

PASTE (o BISCOTTI)
DELLA BEFANA
(per circa 100 pezzi)

1 kg di farina "00" (io Molino Branca)
400 g di zucchero semolato
30 g di ammoniaca per dolci (io 24 ovvero 3 bustine da 8 gr. cad.)
1 limone bio (la buccia grattugiata)
150 g di strutto
250 g di latte (io intero a temperatura ambiente)
4 uova (a temperatura ambiente)
1 pizzico di sale (antisfiga!)
1 tuorlo + q.b. di latte per la doratura
confettini (o diavolini) colorati per decorare

Sciogliere lo strutto in un pentolino a bagnomaria e lasciarlo intiepidire.

Nel frattempo in una ciotola sbattere leggermente

le uova per amalgamarli e quindi aggiungere il latte e mescolare bene.

Setacciare la farina nella planetaria, aggiungere l'ammoniaca per dolci, la buccia grattugiata del limone e lo zucchero. Fare un incavo al centro e versarci lo strutto e il composto di latte/uova.

Montare il gancio a foglia (o farfalla) e impastare quel tanto che basta per ottenere una massa dalla consistenza della pasta frolla.

Avvolgerla in pellicola trasparente, appiattendola un pò, e metterla a riposare in frigorifero almeno un paio d'ore (se poi la fai il giorno prima, è anche meglio).

Al momento di fare i biscotti, scegliere gli stampini preferiti, preparare in un bicchiere il tuorlo dell'uovo sbattuto con un pò di latte (per dorare) e i diavolini.

Infarinare leggermente la spianatoia, prendere l'impasto dal frigorifero, spezzarlo in 5-6 pezzi, da lavorare mano a mano (gli altri lasciarli nella pellicola in frigorifero).

Scaldare il forno (statico) a 180°.

Stendere le porzioni di impasto col mattarello ad uno spessore di mezzo centimetro circa, intingere lo stampino nella farina quindi ritagliare i biscotti.

Porre le formine sulle leccarde del forno (foderate di carta forno) distanziate tra loro di qualche centimetro perchè lievitano (le formine, non le leccarde... :D :D :D ).

Spennellarle con l'uvo-latte e cospargere di diavolini.

Cuocere per 10-15 minuti o fino a che sono dorati.

Mettere a freddare su delle gratelle quindi gustare da soli, pucciati nel latte, nel tè, nel caffè o dalli tutti a mèèèèèèèèèèèèèè

:D


mercoledì 27 giugno 2012

FOCACCIA (MOLTO) RUSTICA AL ROSMARINO E NOCI NOSTRANE

Siamo agli sgoccioli di giugno e arrivo quasi sul filo di lana con la mia proposta per ...

la bellissima e salutarissima raccolta nata dall'unione delle geniali menti di Brii (l'ideatrice del contest) poi Stella di Sale e Lo (che ci ospita per questo mese, ma voi che siete più presenti, lo saprete già da un pezzo! ^____________^) e Roberta di Cobrizo (creatrice del logo).

Le regole non sono affatto difficili, ma come solito mi/vi semplifico la vita rimandandovi direttamente al blog di Brii dove potrete ampiamente illuminarvi su tabella degli ingredienti ammessi/tollerati/vietati, il calendario e l'elenco dei blog ospitanti... senza tutti i miei casini e giringiri di parole :DDD

Dunque, questo mese l'ingrediente Re della Tavola è l'ORZO INTEGRALE, cosa che ho faticato tantissimo a trovare e infatti, non l'ho trovato, nemmeno al NaturaBio di Ancona, dove m'ero recata non dico appositamente ma quasi... :DDD

Poi la settimana scorsa, passando per un supermercato della nostra zona butto l'occhio tra le farine "strane" ecchetivedo??? 

a FARINA D'ORZO INTEGRALE!!!!!

Mia!
Subito!!
Anche perchè era l'ultimo pacchetto!!!! 
Sembrava esposto apposta per me! :*DDD

Quindi carissima Lo, alla fine ci sono riuscita! Evvai! ^______________^

Visto il caldo bestia ed una "leggerissima" pigrizia della qui presente Gata, ho fatto fare il lavoro sporco (impasto e lievitazione) alla MDP, usando il programma per la pizza... Ciò non toglie però che si possa tranquillamente impastare tutto a mano... magari però aspettando temperature un pò più umane eh? ^^

FOCACCIA (MOLTO) RUSTICA
AL ROSMARINO
E NOCI NOSTRANE

Nella MDP mettere nel seguente ordine:

2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino da caffè raso di sale integrale
355 ml di acqua naturale

240 g di farina di grano integrale macinata a pietra
(io quella bio dell'Azienda Agricola "I PIANI" di Costacciaro - PG)
1 bustina di lievito secco Pane Angeli per pane/pizza

A parte prepararsi:
un bicchiere colmo di noci sgusciate 
un rametto di aghi di rosmarino (dalle nostre piante condominiale, totalmente bio e "vecchie" di 10 anni... ^^ ) tritati finemente (una piccola parte tenerli interi per il decoro) 


Facoltativo: miele d'acacia o altro miele liquido delicato

Fare andare il programma per impasto e lievitazione (nella mia macchina è il n. 11 e dura un'ora e mezza).

A programma ultimato, infarinare leggermente la spianatoia di legno, posarvi il panetto, allargarlo con le dita, cospargere al centro le noci e il rosmarino tritato, impastare velocemente per amalgamare e distribuire bene.

Non preoccupatevi se l'impasto più che alla classica palletta di pane crudo sembra frolla.... Infatti rimane piuttosto sbricioloso, non è elastico, ma va bene così :)

Coprire con un canovaccio pulito, bagnato e molto ben strizzato e lasciare riposare, scaldando nel frattempo il forno al massimo della temperatura (io 220°)

A forno caldo, riprendere il panetto e allargarlo bene sulla piastra del forno eventualmente foderata con carta forno (io ne ho una antiaderente quindi non l'ho messa).

Passarvi sopra il mattarello per appiattire ulteriormente, almeno mezzo cm di spessore, sbucherellare con una forchetta o l'apposita rotella dentata, distribuire sulla superficie qualche pezzetto di noce avanzato e gli aghi di rosmarino interi, irrorare con un bel filo d'olio evo, una spolverata di sale integrale e cuocere per almeno 35-40 minuti o fino a che i bordi della focaccia saranno dorati.

Tagliare a spicchi o spezzare direttamente con le mani e, volendo, gustare calda con un filo di miele di acacia... BUONA!!!!

LASSU' NEL TITOLO DELLA RICETTA, HO SCRITTO "NOCI NOSTRANE" perchè ho usato parte delle noci che abbiamo faticosamente schiacciato e pulito l'inverno scorso io e la Signora dell'Orto di S. Leopardo, accompagnando il lavoro con tante bellissime chiacchiere e risate!
Se pensate che questa arzilla Signora ha 78 anni e il marito 83... Hanno più energia loro di me e li ADORO! ^_________^

martedì 9 novembre 2010

BISCOTTI DI MOSTO... quelli veri! ^____^


Quest'anno FINALMENTE sono riuscita a preparare, per la prima volta in assoluto, i BISCOTTI DI MOSTO MARCHIGIANI!!!

Partita alla caccia del Mosto d'uva (ingrediente essenziale!!!) e non essendo riuscita a trovarlo per tempo, mi sono affidata al consiglio del commesso che lavora alla Cantina Bellisario di Matelica!!!
Infatti, essendomi letteralmente scatafiondata in detta Enoteca elemosinando un pò di mosto, questi mi dicono che non possono venderlo ai privati epperò... questo ragazzo d'oro mi ha dato una dritta mostruosa... :DDD

Infatti... non avete il mosto?! Qual'è il problema?! Basta passare nel passaverdure un bel pò d'uva... anzi, ancora meglio! Se avete la Centrifuga farete in un batter d'occhio!!!! Come ho fatto io... ^_____^

E così ecco qui i "miei"

BISCOTTI DI MOSTO

500 g di mosto d'uva bianca (*)
5 cubetti di lievito di birra (sì sì proprio 5!!!)
800 g di farina "00"
200 g di farina di Manitoba
300 g di zucchero semolato
200 g di olio di girasole o mais
250 g di uvetta
30 g di semi di anice
(*) per 500 g circa di mosto (se non lo trovate):
1 kg di uva bianca
1 centrifuga o 1 passaverdura

Va detto che se riuscite a recuperare un pò di uva da vino e non quella da tavola è anche meglio! Ma io non potevo andare per vigneti a rubare uva e quindi mi sono accontentata di quella del supermercato... ho comprato l'uva varietà Italia :)
Lavate bene l'uva, sgranatela e passatela nella centrifuga. Il succo così ottenuto è il mosto che userete per fare i Biscotti :)

Se posso darvi un suggerimento, preparate tanto succo d'uva e congelatelo a piccole porzioni (tipo in bottiglietta da mezzo litro ciasciuno) perchè è ottimo anche per fare i miei amatissimi SUGALI!!!! 
Eggià, si possono fare sia col mosto rosso che col mosto bianco! :P****

Però, una volta scongelato, lasciate la bottiglia aperta e usatelo in giornata che sennò fermenta... e potrebbe esplodere la bottiglia......
per fare lo sciroppo della lucidatura finale:

200 g di acqua
300 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di miele di acacia (questa è una mia personale aggiunta...)

Scaldare l'acqua (non occorre che arrivi a bollore, quando vedete salire dal fondo le prime bollicine, ci siamo!) e versarvi lo zucchero e mescolare bene per farlo sciogliere completamente, quindi unire il cucchiaio di miele di acacia (o altro miele dal gusto delicato).

La sera prima dovete preparare 3 cose:

- la cosiddetta "giga", o "massetto", ovvero la prima massa lievitata che andrà poi aggiunta all'impasto totale
- il mosto (se non lo trovate già pronto) 
- l'uvetta ammorbidita (mettetela in una ciotola con dell'acqua almeno una mezz'ora, poi sciacquate bene, strizzate leggermente e conservatela nella stessa ciotola fino al giorno dopo)

Quindi per la giga, prendete un bicchiere circa di acqua tiepida, scioglietevi un panetto di lievito di birra e poi aggiungete mescolando con la mano, tanta farina fino ad ottenere un impasto lento ma non troppo colloso e lasciatelo lievitare tutta la notte coperto con un panno umido in luogo caldo (io l'ho lasciato in cucina con finestre e porta chiusa).

La mattina di buon'ora (io ho cominciato alle 08.00....) fate una bella colazione sostanziosa :DDD e poi mettetevi all'opera (chiudete fuori dalla cucina mariti, figli, gatti, cani ecc.)!

In una casseruola a bordi alti (tipo un bollitore della capacità di 1 litro) versate il mosto, scaldatelo appena tiepido e scioglietevi i restanti 4 cubetti di lievito di birra. Si svilupperà un "odorino" non proprio buono... io ho posato il tutto fuori, sul terrazzo... :DDD e mescolate per far sciogliere bene il lievito.
Vedrete formarsi subito una schiumona bella densa e quasi straripante!! Niente paura, non vi mangia!!!! ^____^

Quindi mettete tutti gli ingredienti nell'impastatrice (o in una bella ciotolona capiente se dovete fare l'impasto a mano) con al centro la giga preparata la sera precedente.
OVVIAMENTE, non unite quelli per fare lo sciroppo... :DDD
Impastate il tutto (se usate l'impastatrice usate il "gancio", cioè l'accessorio per gli impasti "duri" - tipo pane o pizza per intenderci) fino ad ottenere un bel panone liscio e uniforme.
L'ultima impastata fatela trasferendo tutta la massa sulla spianatoia di legno infarinata e lavoratela ben bene un'altra decina di minuti.
Quindi infarinate il fondo della ciotola più grande che avete (io ho quella gigante in acciaio dell'Ikea) e posatevi l'impasto.
Coprite con uno strofinaccio che avrete precedentemente bagnato e ben strizzato e lasciate lievitare almeno altre due ore buone!

Vedrete che diventerà una roba enoooooorme!!!! 
O almeno, il mio impasto è arrivato a.... sollevare lo strofinaccio!!!! :*DDD

Bene, a questo punto, accendete il forno e portatelo a 160-180°.

Riprendete la vostra spianatoia di legno, prendete l'impasto e dividetelo in 4 o 5 pezzi che terrete sempre coperti con lo strofinaccio per evitare che asciughino prima della lavorazione.


Tenete della farina a portata di mano, perchè servirà durante la lavorazione! 

Da ogni pezzo ricavate dei "panini" allungati di circa 20 cm.
Tagliateli a metà nel verso della lunghezza ma lasciando intatta un'estremità.
Ora accavallate più volte le due metà, creando così la tipica treccia.



Se invece preferite la forma a "panino", ricavate delle sferotte di circa 10 cm di diametro.

Disponete le trecce sulla placca del forno foderata di carta forno, ben distanziate tra loro perchè aumentano tantissimo di volume (io ne ho messe 8 ogni infornata).
Dovrete fare diverse infornate, consiglio di cuocere al massimo due teglie alla volta ma io, che son pignola, ho avuto ancor più pazienza e li ho cotti una teglia alla volta... :P

Non preoccupatevi, una volta formate le trecce, che rimangano esposte all'aria, mentre le altre cuocciono, non fa nulla... anzi! :)

Ogni infornata cuoce in 25-30 minuti (almeno nel mio forno....) e vanno tenute d'occhio!

Appena diventano belle dorate, fate la prova stecchino di legno, se esce perfettamente asciutte, via, fuori dal forno!

Disponetele su una griglia (con sotto la stessa un foglio di carta forno) e spennellate tutta la superficie (meno la base!) con lo sciroppo di acqua/zucchero/miele preparato in precedenza, quando sono ancora belle calde :)

Se cuocendo si attaccano le une alle altre non è un problema. Si staccano benissimo :)

Per l'ultima infornata ho fatto tutti paninetti e li ho messi apposta vicini gli uni agli altri così cuocendo si sono attaccati formando un unico grande "biscottone" di mosto, poi li ho divisi e mi piace un sacco vedere il pezzo chiaro di dove erano uniti ^_____^

Come molti/molte sapranno, la "morte" dei biscotti di mosto è... tagliati a metà e spalmati di Nutella... :P*****

Poichè ne vengono parecchi (a me una trentina) si possono congelare oppure, se non avete posto in congelatore, potete lasciare passare un paio di giorni conservandoli in sacchetti di carta, quindi li tagliate a fettine spesse un paio di centimetri e rinfornate dette fette sempre su placca rivestita di carta forno, fino a che diventano belle dorate e... biscottate! ^___^
Ottime come fette biscottate da spalmare di marmellata per la colazione o... sempre ammazzate con la Nutella!!!! :DDDD

E DEDICO QUESTA RICETTA AD UNA MIA CARISSIMA AMICA, CHE SI SPOSA A GENNAIO!!! AUGURI BELLISSIMA!!!! E' UNA VITA CHE NON CI INCONTRIAMO E SPERO DAVVERO DI POTERTI ABBRACCIARE FINALMENTE NEL GIORNO PIU' BELLO DELLA TUA (VOSTRA!) VITA! ^___________^



giovedì 26 agosto 2010

RICOTTA DI BUFALA... che farne?!


Giorni fa, per staccare dai Grandi Lavori del Rifugio Creativo, ce ne siamo andati tutti e 4 (Gata, Compare e Ma&Pa di Gata) in quel di Jesi, a Piandelmedico per essere più precisi, per scuriosare (e comprare...) in un Caseificio che avevamo scoperto ad Herbaria.

La nostra intenzione era di comprare un pò di Gorgonzola di Bufala, che avevamo assaggiato in quell'occasione... premettendo che a Gata il gorgonzola non piace assolutamente... bè, ci siamo ritrovati in 3 (io cioè Gata, Compare e l'amica M.) attorno al banchetto di questo caseificio ad assaggiare detto formaggio... prima con calma, quasi timidamente, poi sempre più avidamente a raccogliere anche la più piccola briciola di gorgonzola!!! 


Tanto che la ragazza (la stessa che poi ci ha serviti qualche giorno fa in sede) dopo averci tagliato due fettine fiiiiini fiiiiini di gorgonzola di bufala per l'assaggio, ce lo ha ricoperto con una pezza di cotone umido... "sapete, oggi fa caldo e poi le mosche...." tseeee avevi paura che te lo mangassimo tutto! 
E avevi ragione!!!! :*DDD

Insomma, fatto sta che siamo andati a trovare il Caseificio Piandelmedico apposta per comprarne un bel pò... era da maggio scorso che ce lo sognavamo... :DDD

E invece... arriviamo là e.... NON CE L'AVEVANO PRONTO!!!! 
Noooooo!!! 
Me tapina!!! 
Che sciagura immane!!!! 


Vabbè, ci siamo consolati comprando altri formaggi buonissimi, tra cui la Spianata, la Caciotta al rosmarino, poi quella al finocchietto selvatico e... una cestina di Ricotta di Bufala! Saranno stati 200 g di ricotta in tutto ma non avendola mai mangiata (e non avendocene offerto l'assaggio... ci avrà riconosciuti?!) vatti a fidare... :DDD

E, ovvio... ho scattato anche qualche foto del posto! ^____^
Purtroppo al volo perchè era un caldo bestiale! A
vevano anche il distributore del latte crudo, appena munto! E poi fanno anche gli yogurt e il gelato! Devo tornarci assolutamente, con temperature più miti... :)))

Insomma, arrivati a casa e avendo la sera stessa amici a cena ho tirato fuori questa ricottina e ne ho assaggiato un cucchiaino... A momenti svenivo da quant'è bbbbbuona!!!! Ne ho portato un altro cucchiaino di corsa a Mammina per l'assaggio dicendole "Corri corri assaggia che poi la concio per la cena che ce n'è poca e se aspetto un altro pò me la mangio tutta iooooooooooo" :DDD
Inutile descrivere l'espressione di beato godimento di Mammina a quell'unico cucchiaino "caduto dal cielo"! :DDD

E quindi, essendo così buona, delicata, goduriosa... che farne per non stravolgerne il sapore?!


Che pastrugnarla per un ripieno o per condirci la pasta è un peccato mortale!??? Nono! Dovevo studiare qualcosa di semplice, per esaltarne il sapore che già parla da solo, ma renderla anche accattivante nell'aspetto... in fondo è biancabianca e sbatterla semplicemnte in una ciotola non aveva senso...

Così sono venute fuori queste piccole

QUENELLE DI RICOTTA
DI BUFALA DI PIANDELMEDICO

200 g di ricotta di bufala
qualche noce già sgusciata
mirtilli rossi q.b.
2 cucchiai di miele di lavanda

Mettere la ricotta in una ciotola, lavorarla col cucchiaio per renderla cremosa e poi farne delle piccole quenelle con l'aiuto di due cucchiaini da thè e disporle man mano sul piatto di portata.
Terminata la ricotta, spargervi sopra delle noci spezzettate grossolanamente e cospargere col miele di lavanda a filo (prelevate dal vasetto col cucchiaio e fatelo cadere lentamente girando avanti e indietro sulle quenelle).

Spargere qui e là il ribes rosso sgranato e porre in frigo un'oretta prima di servire.

Il miele di Lavanda l'ho acquistato da un apicoltore di Bassano... che non è Bassano del Grappa, ma è una frazioncina di Fabriano! ^_____^ 

E' un miele favoloso!!! Purtroppo l'ho già terminato ma ho il bigliettino da visita e andrò presto a rifarne scorta! sisi!!!

Ho servito in tavola tra gli antipasti, anzi, si trattava di una cena-selfservice (molllto informale dove tutto è a tavola e ognuno si prende quello che vuole) ed è stata tra le prime a sparire :DDD

Però può essere anche un "dolce" alternativo come chiudi pasto... a voi la scelta :)


PS: lo so che queste non solo bufale  ma... in vista c'erano solo queste muccotte che ruminavano e... notato nulla nella foto in basso a sinistra?! susu aguzzate bene la vista! :DDD

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