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venerdì 27 luglio 2018

SPANAKOPITA - Triangoli agli Spinaci

Ma quanto mi sto divertendo a sperimentare e (finalmente!!!) ad usare i libri di cucina che ho nella libreria di là!

Grazie alla raccolta MENU' LIB(E)RO l'ultimo progetto nato dalle menti della Capa Aiù e della Segretaria Marta, almeno il Compare non avrà più motivo di lamentarsi che compro tanti libri di cucina, ma non li uso! :DDD

Perchè è vero... Li adoro, mi piace tantissimo leggerli e sfogliarli, ma sono ben pochi quelli messi "a frutto" un pò per mancanza di tempo ma, soprattutto, per pigrizia!

Ebbene lo ammetto: so essere di un pigro, ma di un pigro a volte, che mi faccio spavento da sola! :DDD

Comunque, ricordandovi che può partecipare CHIUNQUE abbia voglia di mettersi in gioco ai fornelli, andate a leggere il regolamento e passiamo alla "mia" ricettina, che poi passerò a lasciare nella cucina della Capa-Chef di turno (fino alla mezzanotte di giovedì 2 agosto) ovvero l'Amica Cinzia del blog CINDYSTAR

La ricetta è dello Chef Martino Beria, dal suo ultimo libro IL GIRO DEL MONDO IN 60 PIATTI VEG 

SPANAKOPITA
(Triangoli agli spinaci)
per 6 triangoli

per il ripieno:
150 g di spinaci cotti (e molto ben strizzati)
8 g di cipollotto
1 rametto di aneto fresco (io origano fresco)
100 g di tofu al naturale
60 g di yogurt di soia al naturale
2 g di sale integrale
pepe 

per le sfoglie:
6 sfoglie di pasta fillo (da ca. 30x50 cm.)
olio evo
gomasio di sesamo bianco e nero  (mia aggiunta)

Io ho usato (e sporcato) solo un accessorio per questa ricetta, cosa incredibile, visto che di solito, quando cucino, riduco tutto ad un campo di battaglia e sono capace di svuotare tutti e due i cassetti delle posate!!! :DDD

Dunque, ho messo cipollotto, spinaci, tofu ben sgranato, yogurt, le foglioline del rametto di origano, sale e pepe nel bicchiere più largo, dotato di lama, in dotazione al frullatore ad immersione della Kenwood (il Triblade con accessori per intenderci) e frullato il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo ma abbastanza granuloso.
Ho assaggiato e regolato di sale perchè mi sembrava ancora un pochino "sciapo".

Ho aperto la confezione di pasta fillo e preso una sfoglia alla volta per ogni triangolino.

Siccome io ho fatto casino con la chiusura (anche se poi il triangolo l'ho ottenuto lo stesso, ma è venuto più grande) trascrivo qui sotto esattamente la procedura così come scritta nella ricetta, che magari voi siete meno casinisti di me e ce la fate! :DDD

Oliare da entrambi i lati ogni foglio di pasta di fillo (io solo un lato...) ripiegarlo a metà unendo i due lati corti e ripetere l'operazione per ottenere un rettangolo di circa 30x12 cm.

Disporre un cucchiaio di ripieno vicino ad uno dei due lati corti poi iniziare a piegare a triangolo la sfoglia fino ad arrivare alla base del rettangolo.

Ripetere l'operazione per ogni triangolino di Spanakopita.

Di mia iniziativa, ho voluto poi cospargere ogni Spanakopita con un pizzico di Gomasio che faccio in casa (sesamo bianco, sesamo nero tostati e poi frullati insieme al sale)
Cuocere in forno preriscaldato a 175° (io 180) per circa 20 minuti (io 25) o finchè non saranno belli dorati.

Si possono servire con un pò di salsa tzatziki (che io non ho fatto perchè non digerisco i cetrioli....).

Ah! Poichè li ho trovati un pò untini, la prossima volta occhio all'olio!
Secondo me basta ungere all'inizio (quando si fanno aderire i fogli piegati) e alla fine! :DDD

domenica 15 luglio 2018

FICO CROCCANTE per il Menù Lib(e)ro


E siamo agli ANTIPASTI DI CARNE, nella costruzione del Menù con ricette tratte dai libri di cucina che abbiamo in casa.



Come ormai avrete imparato, MENU' LIB(E)RO è un Progetto delle nostre Aiù e Marta e ogni due settimane si cambia portata, con una/uno Chef Padrone di casa, che propone una ricetta e noi altre tutte aiuto-cuoche a proporne altre sempre sullo stesso tema e per questa tappa le ricette vanno lasciate alla Capa-Chef Simona del blog BRICIOLE, fino al 19 luglio e ogni tanto capita anche a me di stare nei tempi! :D


Dunque la ricetta che ho scelto è facilissima, velocissima ma buonissima!

L'ho presa dal libro FACCIA DA CHEF di Andy Luotto, che sapevo essere un bel personaggio, ma che fosse anche Chef è stata una vera (e graditissima) sorpresa!

In questo libro ci sono tantissime altre ricette che avrei potuto provare a riprodurre, ma in questi giorni sono "un pò" presa dai problemi di salute di uno dei nostri gattoni (Scrocco) e non ho le energie nè fisiche nè mentali per cercare qualcosa di più elaborato...

Ad ogni modo, anche questo antipastino l'ho messo nella mia agendina delle ricette preferite perchè è davvero spettacolare!


FICO CROCCANTE


difficoltà: facile
tempo: 10/15 minuti

12 fichi tagliati a metà
24 fette di pancetta sottilissima (io affumicata)
aceto balsamico o mosto cotto (io Glassa di Balsamico naturale)
pepe (facoltativo, infatti io non l'ho messo)

Pelare i fichi, tagliarli a metà e metterli in frigo un'oretta o anche due.
Andy suggerisce questo passaggio perchè così si avvertirà un piacevole contrasto caldo-freddo, croccante-morbido.

Quindi avvolgere ogni mezzo fico in una fetta di pancetta, scaldare bene una padella o piastra liscia antiaderente e cuocere i fichi rigirandoli finchè la pancetta sarà dorata e croccante.

Guarnire con qualche goccia di aceto balsamico o mosto cotto di fichi (non avendo nè l'uno, nè l'altro, ho optato per la glassa di balsamico in foto, che mi piace tantissimo!)

Come potrete notare dalle foto, come mio solito ho fatto casino quando ho comprato fichi (una vaschetta da 5) e pancetta.... infatti non ricordavo che i fichi andavano tagliati a metà e così ho comprato 5 fette di pancetta, tra l'altro quella stagionata e affumicata, invece di quella fresca cruda....

Una volta a casa ho realizzato la caz..... ops.... cavolata compiuta e quindi mi sono arrangiata come ho potuto.... Quindi ho tagliato a metà anche le fette di pancetta, che a quel punto erano troppo corte perchè i fichi, seppur tagliati a metà, erano cicciotti, per cui ho posato la fetta di pancetta sulla parte liscia di ogni mezzo fico e fermato il tutto con uno stecchino :DDD

Bè, vi dirò.... che gli Ospiti a cena hanno gradito comunque e che forse, la pancetta stagionata ha dato ancora più sprint al piatto :D

La prossima volta li rifaccio per bene così sentirò la differenza!

Buon Appetito dalla Vostra Gata Svampita!








mercoledì 4 luglio 2018

INSALATA DI TROTA SALMONATA


Nuova tappa per la Raccolta MENU' LIB(E)RO e questa volta tocca agli ANTIPASTI DI MARE, a cui voglio prender parte per una sorta di sfida personale e, come solito, arrivo all'ultimo, infatti domani, giovedì 5 luglio, è l'ultimo giorno che abbiamo a disposizione per proporre il nostro piatto, da pubblicare sul blog (con tanto di foto del libro da cui abbiamo scelto la ricetta) e da lasciare il link alla Capa Chef di turno, che in questo caso è proprio la nostra MARTA! :)


Infatti, chi mi conosce bene, sa che non amo il pesce o meglio, mi piacerebbe pure, ma 8 tipi su 10 mi mandano al bagno, il 9^ lo odio proprio (tipo baccalà e anguilla... bleah!!!) e il 10^ deve essere fatto come dico io sennò nisba (tipo se ci deve essere l'aglio, non deve essere a pezzi ma al massimo messo e tolto lo spicchio dopo la cottura oppure, meglio ancora, usare olio all'aglio, che mi faccio da me lasciando in ammollo diversi spicchi nell'olio evo)... Insomma, sono una gran rottura di palle.... :DDDD

Infatti quando si prospetta un'uscita al ristorante al grido di "EVVAI! TUTTO PESCE!" io mi faccio il segno della croce, arrivo lì, leggo tutto il menù e finisco sempre per prendere.... tagliatelle al sugo di pomodoro.... (m'è capitato di recente, per esempio a Porto S. Elpidio, che fra i primi NON ce ne fosse uno che non avesse del pesce.... ecchecaspita! mi sento discriminata! :DDDD)

Ohi... però così facendo, ho scoperto che ci sono ristoranti che fanno un pomodoro da urlo e altri che invece pare che versino direttamente la passata dal barattolo alla pasta che pare un dispetto! :D

Potrei scriverci una nuova guida: anzichè il "GAMBERO ROZZO" (quello delle trattorie e osterie), il POMODORO ROZZO
:DDDDD

Comunque, veniamo al punto...

Per questo bellissimo Progetto nato dalle vulcaniche menti della Capa Aiù e della Segretaria Marta, propongo questo antipasto:

INSALATA DI TROTA 
(per 4)

2 trote salmonate di media grandezza
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla media (o 1/2 grande)
1 foglia di alloro
qualche grano di pepe nero
sale grosso qb

Per l'insalatina
1 mazzetto di ravanelli (io pomodori pachino Camone)
1 cespo di scarola
100 g di cicoria riccia (io 1 caspetto di Indivia bianca)
1 finocchio (io no)
1 limone (succo filtrato)
olio evo
sale qb


Lessare le trote in 2 litri di acqua e lasciarle sobbollire per 10-15 
minuti di minuti con le verdure tagliate a pezzetti (sedano, carota, cipolla) più la foglia di alloro e il pepe in grani.

Lasciare intiepidire quindi spolpare il pesce, ricavandone la polpa ben spinata e tenere da parte. 

Pulire e lavare le verdure per l'insalatina.

La ricetta originale dice di mescolare tutto insieme (insalata e trote) ma io ho trovato più carino farlo a strati (trota sotto e insalata sopra)

Condire con una salsa fatta emulsionando l'olio evo con il succo del limone, sale e pepe macinato al momento.

Ah dimenticavo! La ricetta l'ho presa da questo libro che ho da tantissimi anni, "IL CUCCHIAIO AZZURRO - Oltre 800 ricette di pesce di mare e d'acqua dolce" Edizione Del Verde

Buon Appetito! :)


giovedì 24 ottobre 2013

CROCCHETTE DI PATATE... e le voglie impazzano! ^^

Continuo sul "filone" delle voglie culinarie... niente paura, nessun bebè in arrivo... magari!
Almeno avrei un'ottima scusa... :DDD

Questa volta è il turno delle CROCCHETTE DI PATATE e per farle m'è capitata una ricettina niente male sotto mano... che però ho voluto alleggerire omettendo le uova nell'impasto, inoltre ho voluto dare un tocco un pò "esotico" aggiungendo un bel tono di giallo dato dalla CURCUMA, che fa pure bene! ^^

Semplicissime, quasi una non-ricetta!

CROCCHETTE DI PATATE
ALLA CURCUMA
(per circa 30-35 crocchette piccole) 

1 chilo di patate (io quelle dalla buccia rossa di Colfiorito)
sale grosso q.b.
40 gr di parmigiano grattugiato
noce moscata q.b.
pepe bianco macinato q.b.
1 cucchiaino colmo di curcuma
pangrattato q.b. (io non l'ho messo)
Fleur de sel de Camargue Le Saunier per il tocco finale...

Per la panatura:
2 uova
pangrattato q.b.

Per friggere:
1 litro di olio di semi di arachidi di buona qualità

Mettere in una pentola capace e dai bordi alti le patate, coprire con acqua fredda e portare a bollore fino a quando le patate saranno morbide (infilare uno stecchino di legno, se penetra facilmente, sono pronte).

Salare l'acqua quando questa prende il bollore, ma non eccessivamente in quanto già il parmigiano grattugiato conferirà sapore alle crocchette.

Scolare e schiacciare con lo schiacciapatate in una ciotola capiente.
Unire il formaggio grattugiato, una macinata generosa di noce moscata, una di pepe bianco, la curcuma e (se l'impasto vi sembra troppo "umido", il pangrattato).

Lavorare bene l'impasto per amalgamare tutti i sapori quindi, appena la temperatura dello stesso, permette di metterci le mani, compattate e impastate a mano sempre nella ciotola.

Ora passare a formare le crocchette prelevando palline di impasto grosse quanto una pallina da ping-pong (circa eh?) e dare loro la forma che si preferisce (io a cilindretto) compattando bene.

Preparare due ciotole con dentro l'una le uova aperte e ben sbattute e nell'altra il pangrattato.

Passare le crocchette prima nell'uovo poi nel pangrattato e disporle su un vassoio.

Scaldare bene l'olio (almeno a 170 gradi) in una padella/casseruola che permetta di immergere completamente le crocchette quindi friggerle un pò alla volta scolandole su carta paglia o carta assorbente da cucina.

Come tocco finale, cospargere di Fleur de Sel (Fior di Sale) della Camargue, se si vuole fare scena, altrimenti con normale sale fino e servire belle bollenti ^_________^

Per quanto mi riguarda, le ho fritte tutte, poi io e Compare ce ne siamo mangiati una decina a testa mentre le altre le ho congelate, pronte per essere gustate in un'altra occasione, semplicemente scaldandole bene prima in forno! ^^

martedì 25 settembre 2012

RUOTA DI ALICI CROCCANTI

SETTEMBRE è il mese delle ALICI-ACCIUGHE (e ALGHE per i Vegani), almeno per la raccolta SALUTIAMOCI nata dall'unione delle Melette Brii, Stella di Sale, Roberta di Cobrizo e Lo e questo mese siamo ospiti nella cucina di Ciboulette "Un filo d'erba cipollina" se volete contribuire anche voi :)

il blog dove trovare istruzioni, calendario e tabella degli alimenti ammessi/tollerati/vietati :P


Questo piattino partecipa anche alla raccolta CI RIMETTIAMO IN FORMA? di Mile de La Scimmia Cruda, che scade a fine febbraio 2013! :)



Ecco quindi la mia piccola proposta per un antipastino che ingannerà anche chi a dieta non stà ^^

RUOTA DI ALICI CROCCANTI

1 kg di alici freschissime
pane grattugiato q.b.
sale alle erbe q.b.
polvere d'arancia
una manciata di olive leccino o taggiasche

per decorare:
qualche fogliolina di menta fresca e fiorellini a piacere o secondo stagione...

Forno a 200°

Poichè le alici sono piuttosto noiose da pulire i casi sono due: o spendete il doppio e ve le fate trovare già pronte dal vostro pescivendolo di fiducia... oppure ne comprate in quantità (come faccio io) e le praparate in anticipo e le surgelate... :DDD

Dunque io lavoro così:

lavo accuratamente le alici, poi stacco la testa alla quale rimangono attaccate anche le interiora, poi le apro delicatamente in due infilandovi un dito e tolgo anche il filetto delle spine, quindi le rilavo delicatamente (alcune mi si rompono a metà ma non fa nulla, è solo una questione estetica... ) e le metto a sgocciolare nello scolapasta.

Diciamo che non sono ancora molto esperta in questo lavoro (ho scoperto da pochissimo che mi piacciono, ma SOLO cotte in questo modo!!!!) e quindi per 1 kg di alici mi ci vuole un'ora, un'ora e mezza abbondante.... :P

Le lascio così, con un piatto sotto lo scolapasta, coperte con carta assorbente, un'oretta in frigo a perdere l'acqua in eccesso.

Riprendo le alici e le puccio premendo bene entrambi i lati nel pane grattugiato, precedentemente condito con un paio di pizzichi di sale alle erbe, versato in una ciotola larga e bassa, e le sistemo in ordine su un vassoio foderato di carta forno, in modo che non si tocchino.

Potete fare un secondo strato di alici panate su quelle già fatte, coprendole prima però con un altro foglio di carta-forno!

Se non avete il sale alle erbe potete farvelo da voi (a me lo fa la mia amica e dirimpettaia di condominio ^^) frullando nel mixer del sale grosso con tutte le erbe aromatiche che preferite (menta, rosmarino, santoreggia, maggiorana, origano, ecc. ecc. a vostro gusto).

Finito di impanare, le metto direttamente in congelatore fino al giorno dopo.

Quindi, una volta ben congelate, le sistemo dividendole nel sacchetti da freezer così da avere già delle porzioni pronte all'uso :)


Uno di questi sacchettini l'ho diverse sere fa (essì, ho cominciato questo post parecchi giorni fa...) e, ancora congelate, le ho sistemate sulla placca del forno (foderata anch'essa con carta-forno) ho cosparso sopra la polvere d'arancia, qualche oliva taggiasca o leccino (le trovo in salamoia al super) e via in cottura per una ventina di minuti o fino a che le vedrete belle dorate e croccanti!


Disporle a ruota su un bel piattino, cospargere volendo con un altro pò di sale alle erbe e decorare con foglie di menta e un paio di bei fiorellini blu!

Notato che... non c'è OLIO!!!???

Eppure diventeranno croccantissime e buonissime! Sembreranno fritte, senza esserlo! ^^

Ecco, cotte così me ne mangerei a quintali :P*****


domenica 16 ottobre 2011

ROTOLO SAPORITO AI GRUGNI E SALE AL VINO ROSSO

Una ricettina al volo, di ritorno dall'annuale Raduno del Clan del Compare :DDD

Ieri sera, per star "leggeri", abbiamo mangiato la pizza da asporto qui a casa, in compagnia dei Suocerini, del nostro nipotino ormai "Gigante Riki" e di un pò di amici... però abbiamo aggiunto un pò di cosine come "contorno" alla pizza... quindi nel pomeriggio avevo sfornato due focacce, di cui una semplice al rosmarino e un'altra più alta, tipo paninone gigante, allo zafferano, rosmarino e sale grosso che abbiamo tagliato a spicchi e ognuno poteva farcire con quel che voleva (c'erano almeno 3 tipi di salame da assaggiare!!!) ma dal forno, in extremis, è uscito anche questo...

ROTOLO SAPORITO
AI "GRUGNI", CIPOLLA
E SPECK

1 confezione di pasta brisè
1 ciotola di "grugni" o "ricci" (erbe selvatiche dalla foglia simile alla cicoria, ma che appena colti, si chiudono a riccio)
1 cipolla Tropea media
1 cipolla dorata media
6-7 fette di speck affettato sottile
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

Per "decorazione"
1 uovo
2 pizzichi di sale al vino rosso


Queste particolari erbette di campo sono state raccolte dalla nostra Amicacarissimavicinadicasa, in quel di Porcarella e me ne ha regalato una bella ciotola e l'ho presa dalle sue manine come fosse oro!!!! Tanta fatica prima per raccoglierla, poi per pulirla per poi sparire in bocca in un baleno! :DDD

Qui le chiamano, appunto GRUGNI o RICCI ma non ne conosciamo il nome "ufficiale"... però sono buonissime!!!

Dopo averle ben pulite (svariati passaggi in acqua e "spulciamento" delle foglie rovinate o di fili d'erba vari... ) le ho lessate buttandole 5 minuti in acqua già bollente e salata e quindi passato sotto l'acqua fredda per fermarne la cottura.
 
Quindi le ho lasciate scolare bene un'oretta nello scolapasta.
Nel frattempo ho tagliato a metà le cipolle (dopo aver eliminato ovviamente la buccia esterna più dura) e fatte a fettine sottili; ho messo a scaldare 4-5 cucchiai di olio evo in una padella antiaderente e vi ho saltato le cipolle condendo poi alla fine con sale e pepe, spegnendo il fuoco quando le stesse risultano traslucide e morbide.
Le ho quindi allargate su un piatto piano per velocizzarne il raffreddamento.

Nella stessa padella, pulita con solo scottex, ho riversato altro olio evo e uno spicchio d'aglio schiacciato con la parte piatta di un coltello largo, insaporitosi l'olio ho eliminato l'aglio e buttato le erbe separandole bene con le mani e fatto saltare qualche minuto.
Anche queste le ho disposte su un piatto piano ben allargate per farle freddare bene.

Ho quindi srotolato la pasta brisè, lasciandola sul suo foglio di carta-forno che c'è in dotazione nella confezione, vi ho distribuito le cipolle, poi le erbe e infine le fettine di speck, lasciando tutto intorno un paio di dita di pasta "libera". L'ho arrotolato su se stesso e spennellato con un uovo sbattuto e cosparso tutta la superficie con due pizzichi generosi di sale al vino rosso.

Quindi cotto in forno già caldo a 180° per 40 minuti.

Una volta tiepido, ho eliminato i due "culetti" (buttandomeli in bocca :PPP) fatto le fettine e via, in tavola!

NOTA DEL "SAGGIO"  :P
Se possibile, questo rotolo penso sia meglio prepararlo il giorno prima e lasciarlo riposare in frigo avvolto in carta trasparente, così il tutto si "consoliderà" al meglio e al taglio risulterà molto più semplice... perchè la Gata presciolosa non aveva pensato che la brisè non è esattamente una pasta adatta a far dei rotoli... e se ne è amaramente accorta solo quando vi ha affondato il coltello (quello a lama lunga seghettata, da pane insomma...) col rischio di sfondare il tutto... :DDD

domenica 9 ottobre 2011

PAN DI FEGATO DELL'ARTUSI...

per la R di Rifreddi dell'Abbecedario della Trattoria Muvara! ^^

Ho preparato questa buonissima, quanto ultracaloricissima ricetta, prendendola dal ricettario dell'Artusi, alla quale ho dovuto solo apportare una piccolissima variante in quanto tra gli ospiti a cena vi era chi non può mangiare formaggi e quindi... ho dovuto sostituire il peso del grana grattugiato con pari quantità di pangrattato... :P

Devo dire che, messo da parte il senso di colpa martellante per il mio colesterolo alle stelle, bè... non è affatto male questo....

PAN DI FEGATO 
(ricetta n. 374 dell'Artusi)



(testo copiato dall'Artusi e in rosso le mie varianti)

500 g di fegato di vitella di latte (vitello)
70 g di burro
50 g di midolla di pane fresco (ovvero: mollica)
20 g parmigiano grattugiato (pangrattato)
n. 4 fegatini di pollo
1 decilitro di Marsala (mezzo bicchiere)
n. 6 cucchiaiate di sugo di carne, oppure brodo (non mi è servito)
1 uovo intero e due rossi
n. 1  foglia di alloro

sale e pepe  quanto basta

Tagliate il fegato a fette sottili e i fegatini in due parti, e gettate queste due cose in padella con la foglia di alloro e la metà del burro e quando lo avranno assorbito aggiungete l'altra metà e condite con sale e pepe.

Poi versate la marsala e dopo 4 o 5 minuti al più di fuoco vivo, dovendo il fegato rimaner tenero, levatelo asciutto e insieme con l'alloro pestatelo nel mortaio.
Nell'intinto che resta in padella sminuzzate la midolla del pane e fatene una pappa che getterete anch'essa nel mortaio, poi passate ogni cosa dallo staccio; indi aggiungete il parmigiano e le uova, diluendo il composto col detto sugo o brodo. 
Per ultimo collocatelo in uno stampo liscio con foglio sotto, unto col burro, ed assodatelo a bagno-maria. (a bagnomaria ce l'ho tenuto 15 minuti circa, non avendo specificato l'Artusi, quanto lo si debba lasciare cuocere....)
Sformatelo tiepido e quando sarà diaccio copritelo tutto di gelatina del n. 3, entro a uno stampo di circonferenza maggiore del primo. 
Potrà bastare per dodici persone


Io l'ho messo invece in uno stampo da plumcake, foderato di carta forno e ungendone le pareti per far si che la carta forno vi restasse attaccata per bene.
In frigo l'ho lasciato fino al giorno successivo, quando l'ho sformato sollevando delicatamente i lembi esterni della carta forno  e ungendo bene la lama di un coltello molto ben affilato per poterlo tagliare, perchè altrimenti il patè restava attaccato alla lama...

Inoltre, anzichè ridurre in patè il fegato cotto usando il mortaio e lo staccio (setaccio), ho invece preferito velocizzare il tutto frullandolo finemente nel robot da cucina... dopo tutto, se possiamo facilitarci il compito, perchè non approfittarne?! ^^

Inoltre, non ho "gelatinizzato" il tutto, perchè la gelatina di carne mi fa tanto "senso", ma servito semplicemente tagliato a fettine piccole a misura di boccone :)




martedì 27 settembre 2011

QUICHE DI VERDURE E BRIE

La mia prima Quiche!!! ^_____________^

Chissà mai di chi sarà la "colpa"??!!! :DDD

Per chi mi segue da un pò e conosce quella pazza scatenata che sta dietro i fornelli della Trattoria, avrà già capito...MA per chi ancora non lo sapesse, siamo tutte quante chiamate a partecipare alla mega-raccolta ispirata all'Abbecedario, dove ad ogni lettera dell'alfabeto corrisponde una ricetta particolare, e in questi giorni siamo arrivati alla Q!!!!! 

Anche questo un modo per rendermi conto di quanto voli il tempo!!! 
Mi sembra IERI che mi lambiccavo il cervello pensando a cosa diavolo mai fosse un ASPIC!!! :*DDD

Perciò cancio alle bande, no.. cancie al bando... no, bando alle cance insomma quella roba lì e passo subito alla ricetta:


QUICHE DI VERDURE
E BRIE

per il ripieno
5 zucchine medie
3 melanzane lunghe
8-10 pomodorini pachino
1 cipolla bianca grossa
1 rametto di salvia (7-8 foglie)
2 cucchiai di olio
1 bicchiere di acqua
sale q.b.
erbe provenzali
2 uova
1 cucchiaino (molto) raso di peperoncino in polvere
per la pasta
250 di semolino
2 cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere scarso di acqua tiepida
1 pizzico di sale fino

ciaffi da cucina indispensabili
1 spianatoia
1 mattarello
1 tortiera da crostata di 24 cm. di diametro
1 forchetta o un rullo per bucherellare

DUE giori prima preparare la padellata di verdure, tagliando a cubotti le zucchine e le melanzane (nelle zucchine, se ono presenti i semi, eliminare la parte centrale) e tagliare a fette non troppo sottili la cipolla e in quarti i pachini, eliminando, dagli stessi, i semi.

Mettere a scaldare in una padella larga antiaderente, un'emulsione fatta di acqua e olio evo con due spicchi di aglio interi, spellati, infilati in uno stuzzicadenti. Far cuocere fino a che l'aglio diventa traslucido, quindi eliminarlo e unire tutte le verdure insieme al rametto di salvia e alle erbe provenzali, aggiustare con un bel pizzicone di sale fino, coprire e lasciare cuocere a fuoco lento per una mezz'ora buona.

Spegnere quindi la fiamma, trasferire il tutto in uno scolapasta posato dentro una ciotola capiente, così da far scolare il liquido di cottura in eccesso, coprire e lasciare freddare.

Il giorno successivo preparare l'impasto versando il semolino (sì, proprio quello che si usa per fare i famosi gnocchi alla romana...) in una ciotola, farvi un buco al centro e versarvi l'acqua, l'olio evo e un pizzico di sale e, volendo, anche altri aromi/spezie (semi di papavero, erbe essiccate, pistilli di zafferano, curry in polvere, ecc. ecc....) e cominciare ad impastare dapprima con una forchetta, poi quando l'impasto diventa più duro, fare con una mano fino a che si formerà una bella palletta soda.

Posarla sulla spianatoia e con il mattarello farne una sfoglia il più sottile possibile, anche 3-4 mm.

Non attaccherà nè al mattarello nè alla spianatoia :)

Arrotolarla quindi delicatamente sul mattarello stesso e posarla in una tortiera bassa, da crostata precedentemente unta con un velo di olio evo.
Aiutarla pian piano a scendere e ad aderire al fondo e alle pareti, quindi bucherellare con cura il fondo della pasta stessa.

Con il mattarello passare con decisione sul bordo della tortiera così da "tagliar"  via l'eccesso di pasta e ottenere un bordo pulito e ordinato.

Disporre sul fondo del formaggio tipo brie molto morbido, a tocchetti, quindi versarvi sopra la padellata di verdure fatta il giorno prima.

Sbattere in una ciotolina le due uova con un pizzico di sale e il peperoncino in polvere quindi versarle distribuendole con cura su tutte le verdure e finire il formaggio tipo brie sulla torta stessa, sempre a tocchetti.

Infornare a forno già caldo a 180° per 45-50 minuti o fino a che vedrete la superficie della torta ben cotta e senza praticamente più liquido ribollente.

Sfornare, lasciare freddare e conservare in frigorifero fino al giorno successivo!

E' ottima sia tiepida che fredda... e con questo ho scoperto un altro angolino di quell'immenso Universo che è la cucina casalinga! :DDD

Noi l'abbiamo mangiata la sera stessa per evidenti necessità (una fame... e una curiosità!!!) ma la quiche rimasta ce la siamo finita il giorno dopo a pranzo e devo ammettere che era molto più buona! Forse perchè stando lì "ferma" i sapori hanno avuto tutto il tempo di amalgamarsi... :)

La proporrei, sinceramente, anche come Piatto Salvacena... infatti si può anche congelare, una volta cotta e ben freddata in frigo, già porzionata, e ricorrere ad un paio di belle fettone per una cena improvvisata, o una fettina come antipasto per una cena tra amici... imprevista... epperciò la segnalo anche a Mila del blog La Scimmia Cruda per il suo contest "PIATTI DI SALVATAGGIO", appunto dedicata ai piatti che possono salvarti una serata ;P

 C'è tempo ancora fino al 30 settembre se volete partecipare! ^^

venerdì 8 luglio 2011

PATE' DI FEGATELLI DI NONNA ROSI

La Nonna Rosi è la nonnina del Cuginotto del Compare ^^

Purtroppo non c'è più da qualche anno, ma questa ricetta continua ad essere molto amata nella sua famiglia e fa a gara con un'altra versione di patè di fegatelli, ovvero quella di Nonna Angela, nonna materna del mio Compare! <3

Di quest'ultima versione ho avuto la ricetta dalla mia Suocerina, ma per poterla fare rispettandone dosi e ingredienti, devo purtroppo aspettare un pò perchè devo fare la giardiniera da me, che in quelle industriali ci ficcano sempre il peperone, unico alimento per me autentico VELENO..... :*(((
E per fare la giardinera occorre tempo e quindi aspetterò di essere in ferie... ^^

Quindi, la prima versione che ho tentato di riprodurre è quella della Nonna Rosi, come dicevo, col benestare del Cuginotto, che ha poi assaggiato e approvato a pieni voti! ^^

Perciò ecco qui...

PATE' DI FEGATELLI 
DI NONNA ROSI

300 g di fegatelli di pollo
1 fetta di mortadella tagliata spessa
2 carote
1 costa di sedano bianca
1 cipolla media
1 bicchiere di vino bianco secco
olio evo q.b.
sale q.b.

Per servire (facoltativo)
fette di pane tostato
rucola

Fare un trito con le verdure, scaldare 4 o 5 cucchiai di olio evo in una padella antiaderente (io uso quelle col fondo in ceramica) e far appassire le stesse fino a quando sono belle dorate.
Quindi unire i fegatelli ben puliti da eventuali pellicine, far saltare e quindi unire il vino lasciando sfumare un paio di minuti, quindi coprire col coperchio e portare a cottura, aggiustando di sale.
A cottura quasi ultimata, aggiungere la mortadella tagliata a tocchetti e terminare sempre a tegame coperto e fuoco basso.
Frullare il tutto fino ad ottenere, appunto, la consistenza di un patè e lasciare raffreddare.

Si può servire come piccoli bocconcini, direttamente spalmato su fettine di pane tostato, tagliato con i tagliabiscotti nella forma preferita, con una spolverata di rucola sminuzzata oppure mettere in una ciotola e lasciare agli ospiti il piacere di decidere quanto patè spalmare sul pane! ^______^

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