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mercoledì 13 dicembre 2023

KEREVIZ EZMESI - Salsina cremosa di sedano rapa (TURCHIA)

Questa ricettina la si potrebbe quasi considerare una non-ricetta, per la sua semplicità di preparazione, ma la trovo geniale e strabuona e poi cade a fagiolo per inaugurare l'ultimo mio acquisto!

Durante questo Viaggio nel Mondo degli Ingredienti, della nostra Capa Aiù, mi sto appassionando sempre più di piatti stranieri e, tolti quei pochi ingredienti che proprio non posso consumare, cerco quindi di sperimentare...

E aumenta così il mio "tessssssoro" di libri di cucina! :D

L'ultimo arrivato è ISTANBUL Ricette dal cuore della Turchia di Rebecca Seal, stupendo!

Bellissime anche le ricette che non potrò mai sperimentare, ma numerosissime anche altre che invece potrò provare!

Una di queste è appunto quella che vado a presentare per questa tappa dedicata alla letterinaS di.... SEDANO RAPA atterrando, appunto, in TURCHIA! ^__^


Ho scoperto il sedano rapa non molto tempo fa, forse 2-3 anni fa e lo adoro!

Fino ad ora però lo avevo sempre cotto (in padella, al forno, nelle vellutate, nei minestroni, ecc.) ma mai consumato crudo! E' davvero una novità per me ^^

KEREVIZ EZMESI 

(Salsina cremosa di sedano rapa)

per 4 persone

150 g di sedano rapa

150 ml di yogur turco o greco al naturale (io greco allo 0,5% di grassi, bello compatto)

1 cucchiaino di aneto tritato finemente (io prezzemolo)

1 cucchiaio di olio evo (io il mio all'aglio)

1 spicchio d'aglio schiacciato (facoltativo)

1 cucchiaio colmo di maionese (io la mia home-made vegana)

sale qb

In una ciotola mescolare bene tutti gli ingredienti tranne il sedano rapa, quindi quest'ultimo, e grattugiarlo grossolanamente (io l'ho fatto a julienne con la grattugia) in una ciotola.

Aggiungerlo subito nella ciotola con gli altri ingredienti, perchè se si aspetta si ossida e scurisce.

Mescolare molto bene e servire come salsina di accompagnamento a temperatura ambiente o anche freddo.

La mia non è venuta molto cremosa perchè credo di aver esagerato col sedano rapa :DDD

Per provarla, ne ho messo qualche cucchiaino sul carpaccio di salmone a cena ieri sera e ci sta benissimo!!!

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venerdì 24 novembre 2023

MUJADDARA - RISO E LENTICCHIE CON CIPOLLE CARAMELLATE e si va in SIRIA con la letterina R!

Continuo a spignattare girando intorno alla letterina R, questa volta optando per il RISO, come ingrediente per il Viaggio nel Mondo degli Ingredienti organizzato dalla nostra Capa Aiù!

Questo piatto è tipico della cucina medio orientale e questa ricetta in particolare, l'ho presa dal libro di ricette ebraiche HAZANA la cucina ebraica vegetariana, collocandolo in SIRIA.

E' molto semplice nella sua preparazione, ma le spezie gli danno quel tocco in più!

Via assaggiamo quindi un bel piatto di...

MUJADDARA - Riso e lenticchie con cipolle caramellate

(per 4 persone)

200 g di lenticchie

200 g di riso a chicco lungo (io riso Thai "Caprice")

3 cipolle rosse (io di Cannara)

6 cucchiai di olio evo

1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere

1/2 cucchiaino di pimento in polvere

sale e pepe macinato al momento

Riporto quanto scritto in apertura della ricetta sul libro:

"si dice che questa pietanza sia l'eredità del famoso "piatto di lenticchie" per il quale Esaù vendette la primogenitura al fratello Giacobbe. Le esatte proporzioni fra riso e lenticchie variano da famiglia a famiglia, ma quello che non cambia mai è la quantità di cipolla soffritta con cui viene condito. Talvolta si porta in tavola con una ciotola di yogurt a parte"

Tenere le lenticchie in ammollo per due ore, quindi metterle in una casseruola insieme a 3 bicchieri d'acqua e portare a bollore delicato, coprendo, per almeno mezz'ora.

Quando quasi cotte scolarle tenendo da parte l'acqua di cottura.

Tritare una delle cipolle e soffriggerla con 2 cucchiai di olio evo fino a che comincia a dorare, quindi aggiungere il riso, il pimento e il coriandolo e mescolare bene.

Versare ora anche le lenticchie e la loro acqua di cottura, più un paio di bicchieri di acqua e portare a cottura il tutto, cuocendo fino a che il liquido è praticamente tutto assorbito e aggiustare di sale e pepe (io il pepe normale non l'ho messo perchè ci dà problemini...)

Nel mentre, affettare sottilmente le altre due cipolle e farle dorare in 4 cucchiai di olio e servirle sul riso impiattato.

Si può gustare sia caldo che freddo e ho provato entrambi i modi, ottimi tutti e due!

Lo trovo un ottimo "salva pranzo" da preparare in anticipo, per quando si torna dal lavoro e si ha fretta ma si vuole mangiare bene e di gusto! ^___^

Per quanto mi riguarda, è stato davvero impossibile trovare il pimento nei vari supermercati della mia zona... sono stata tanto tempo a scorrere i vari vasetti dappertutto! Alla fine, mi sono dovuta rivolgere a Sant'Amazon, che in un giorno mi ha fatto arrivare a casa la mia bella bustina di Pimento della Giamaica... non so se ne esistano altri tipi, questo io ho trovato! :D

Unica pecca, mi è arrivato in grani, che ho prontamente macinato con il mio ormai storico macinino da caffè, che tengo ormai solo per le spezie :)



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giovedì 23 novembre 2023

TORTA DI RICOTTA - Letterina R e restiamo in Italia

Seconda ricetta per la letterina R... e resto in ITALIA, nella mia regione di origine in particolare, l'Emilia e Romagna, con un dolce preso da un libro che sarebbe della mia Suocerina, regalatole tempo fa da una sua amica, ma ormai è mio :DDD

Glielo presi in prestito annissimi fa per copiare alcune ricette, ma all



a fine erano talmente tante quelle che volevo riportare sull'allora mio quadernino che... fa parte ormai dei "miei" libri di cucina :DDD

Però glielo dico sempre alla mia Suocerina: "quando vuole glielo presto!" :DDD

antiche ricette di casa" di B. Baldassari Montevecchi credevo non si trovasse più e invece... :D

Da questo libro ho scelto per la letterina R una ricetta con la RICOTTA
per protagonista e questa è la...

TORTA DI RICOTTA

per la pasta frolla:

300 g di farina

150 g di burro

150 g di zucchero semolato

1 uovo

per il ripieno:

750 g di ricotta (non specificando quale, io ho scelto la vaccina)

3 uova

1/4 di litro di latte
10 g di fecola di patate (io amido di mais)

una noce di burro

1 limone bio (la buccia grattugiata)

1 bustina di vaniglia (io 2 cucchiaini di estratto di vaniglia home-made)

per la doratura:

1 uovo

1 cucchiaio di latte 1/2 cucchiaino di zucchero semolato

NOTA IMPORTANTE per chi volesse provare a farla (e fatela perchè è buonissima!!!!)
Le dosi indicate nel libro secondo me sono sballate... quindi o fate il doppio di frolla o dimezzate le dosi del ripieno!
Perchè a me con le dosi indicate, è venuta una torta del diametro di 28 cm, più un'altra con uno stampo da 15 e ho finito il ripieno suddividendolo in 4 cocottine e poi cotto al forno a bagnomaria. Viene un "budino" di ricotta stratosferico!!!

Fare per prima cosa la pasta frolla, mettendo in una ciotola la farina setacciata, al centro il burro ammorbidito (io l'ho grattugiato a julienne per agevolare l'impasto senza doverlo lavorare troppo), lo
zucchero e l'uovo.

Impastare il tutto delicatamente senza lavorare troppo l'impasto. Poichè probabilmente le mie uova erano un pò piccoline per la quantità di farina/zucchero, ho dovuto aggiungere un dito d'acqua fredda.

Avvolgere l'impasto, appiatto, in carta-forno e metterlo a riposare in frigo almeno un'ora.

Riprenderlo dal frigo dopo il riposo e dividerlo in due parti, una più abbondante rispetto all'altra.

Stendere col mattarello la porzione più grande in un disco di 2-3 mm di diametro e foderare con questo uno stampo da torta di 28 cm di diametro, facendo aderire bene anche i lati allo stampo e bucherellando il fondo con una forchetta.

Fare una precottura in forno a 180° per 15-20 minuti. Nel libro non lo specifica, ma meglio proteggere la superficie dell'impasto con carta-forno  e versandovi del sale o dei fagioli per tenerlo appiattito.

Nel frattempo preparare il ripieno.

In una ciotola capiente lavorare il burro con lo zucchero e i tuorli delle 3 uova (io ho usato le fruste elettriche) quindi aggiungere la ricotta setacciata, la fecola e il latte (io un pò meno di quanto scritto negli ingredienti), la buccia di limone grattugiata e la vaniglia.

Per ultimo, incorporare gli albumi montati a neve.

Versare il composto nella tortiera.

Stendere la seconda parte di frolla, ricavarne delle striscioline, formare con queste la grata sulla torta.

In una ciotolina lavorare l'uovo, il latte e lo zucchero, da spennellare sulla torta, quindi infornare a 190° per 45-50 minuti, proteggendo la superficie con carta stagnola, se dovesse dorare troppo.

Lasciare intiepidire, sformare e spolverare di zucchero a velo prima di servire.

Io quest'ultimo passaggio l'ho proprio dimenticato... ma non se ne è sentita proprio la mancanza... :DDD

Tutto il Condominio ha fatto da cavia ed è andata benissimo! ^_____^





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lunedì 20 novembre 2023

RAPE SOTT'ACETO (Sùltadar Røtur) secondo la ricetta delle Isole Fær Øer e si vola in Danimarca!

 L'appuntamento con il Viaggio nel Mondo degli Ingredienti, capitanato dalla nostra Capa Aiù, ci trova già impegnati con la letterina R e questa volta riesco a portare più di una ricetta! anzi ben TRE!

Cominciamo con questa, dove le RAPE sono protagoniste e ne sono ben felice, visto che le adoro!

Fino ad ora però le avevo usate solo aggiunte nelle zuppe, non sapendo in quale altro modo usarle, ma ho trovato questa ricettina facile facile nel libro (ormai punto fisso nella mensola dei miei libri più usati in cucina) La Cucina Nordica di Magnus Nilsson!

E' un contorno tipico della Danimarca a quanto pare e delle Isole Fær Øer in particolare... (questo lo stemma)


Ho solo dimezzato le dosi (ma la ricetta l'ho trascritta così come è nel libro) per timore che non ci piacciano, ma temo che dovrò rifarle... :DDD

Inoltre non specifica che tipo di rape, se rosse o bianche... ho cercato tanto quelle rosse perchè sarebbero venute sicuramente più "scenografiche" ma non trovandole, ho usato le bianche!

RAPE SOTT'ACETO secondo la ricetta delle Isole Fær Øer  (Sùltadar Røtur)

(Danimarca - Isole Fær Øer)

1 kg di rape, pelate e tagliate a pezzi o spicchi (io a spicchi)

500 ml di aceto Ättika (al 6%)

500 ml di acqua

500 g di zucchero semolato

1 vaso di vetro capiente giusto per la quantità di rape preparate, già lavato e sterilizzato

erbe aromatiche a scelta: foglie di alloro (io 1), grani di pepe (io di pimento di Giamaica), chiodi di garofano (io 3), stecche di cannella cinese (io 2), fettine di zenzero fresco (io fettine da 3 cm di zenzero fresco)

Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola, portare a leggera ebollizione e cuocere finchè le rape sono cotte ma ancora al dente, comunque non devono diventare troppo morbide.

Trasferire le rape così cotte, a strati, nel vaso fino ad 1 cm tra la superficie ed il tappo e coprire con il loro liquido di cottura.

Chiudere il vaso col suo coperchio e lasciar raffreddare a temperatura ambiente quindi mettere in luogo buio e fresco per almeno 2-3 giorni prima di consumare.

Poichè per la quantità che ho fatto io il vaso era troppo grande, non si è riempito completamente, per cui le consumeremo nel giro di qualche giorno tenendolo in frigo.




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sabato 10 giugno 2023

KAKIGORI- la Granita che viene dal Giappone!

Per il nostro Viaggio nel Mondo degli Ingredienti mi è venuta in mente la G di GHIACCIO!

Quale può essere una ricetta che abbia il GHIACCIO come ingrediente principale?

Da brava italiana, mi viene in mente la GRANITA SICILIANA, ma cercando nel web è venuto fuori che mezzo Mondo
ama il ghiaccio tritato e "condito" e, ovviamente, Paese che vai, ricetta e nome diverso che trovi! :D

Dunque mi sono messa a cercare granite particolari e ho scoperto che ne esistono eccome!:DDD

Per cui questa volta ce ne voliamo con la G di GHIACCIO in GIAPPONE  visto che SEMBRA che la Stagione Estiva  si sia messa in testa che è ora di farsi sentire sul serio, vi offro un bel bicchierozzo di...

KAKIGORI (Giappone)

cubetti di ghiaccio

sciroppo a piacere (io di lamponi)

frutta a piacere (io fragoline di bosco del nostro giardino, mirtilli, albicocca, pesca noce e passion fruit) 

latte condensato

Nella tradizione giapponese, il ghiaccio viene grattato molto finemente al coltello, con una lama che rende il ghiaccio finissimo, quasi soffice.

Io ho solo un tritaghiaccio elettrico e quindi mi sono arrangiata con quello :P

Si mette un pò di ghiaccio sul fondo della coppa o bicchiere scelto per il servizio, si copre con un pò della frutta scelta, poi latte condensato lasciato cadere a filo, altro ghiaccio e così via fino a riempire il bicchiere / coppa.

In ultimo, altra frutta fresca e un altro giro di latte condensato.

Io in giardino ho le fragoline di bosco quindi ho usato queste, a cui ho aggiunto una manciata di mirtilli freschi, un'albicocca e una pesca noce piccola tagliate a fettine sottili e un passionfruit.

E poi, in ultimo, decorato con una "cascata" di latte condensato!

Devo dire che sono rimasta davvero sorpresa dalla bontà!!!!

Da rifare assolutamente!

Ringrazio come sempre la nostra Capa Aiù per l'idea geniale di questo Viaggio e per le bellissime letterine che crea per ogni tappa!

Ah! Da domani si parte con la letterina "I"



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mentre

La cartina del Giappone l'ho presa QUI

lunedì 27 marzo 2023

NAMASU - sottaceti di Daikon e Carote e si vola in GIAPPONE!

Ho scoperto che mi piacciono un sacco di cose della cucina giapponese, specialmente se a base di verdure e veloci da fare, ma prima o poi mi butterò in qualcosa di un pò più elaborato... ^^

Inutile dire che adoro la cucina di Chef Hiro e che prendo spesso spunto dai suoi libri!

Come in questo caso, che per la letterina D del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti, ho scelto il DAIKON, un ravanello bianco gigante, molto simile ad una grande carota nella sua forma e ho cercato di replicare la ricetta di Hiro, presa dal suo libro Washoku.

Nel suo libro spiega che la ricetta è tradizionale del Giappone ed è tipico prepararla in occasione delle feste del Capodanno, perchè i due colori dati dal daikon e dalla carota, sono simbolo di prosperità e benessere per il nuovo anno.

Facilissimi da preparare e dal sapore davvero sorprendente, almeno per il mio palato!

NAMASU 

(sottaceti di daikon e carote)

per la marinatura

60 g di aceto di riso

45 g di zucchero semolato

per il Namasu

125 g di daikon

35 g di carota

qb di sale

per la finitura

qb di scorza di limone (bio)


In una ciotolina unire l'aceto di riso e lo zucchero e mescolare bene.

Lavare daikon e carota e asciugare e pelare col pelapatate e ricavare delle fettine sottili, da tagliare a loro volta a julienne.

Metterli in una ciotola, massaggiarli con un pò di sale fino, mettervi un peso sopra e lasciare riposare 10 minuti.

Trascorso il tempo, strizzare bene per eliminare l'acqua di vegetazione, quindi sciacquare bene sotto acqua fredda, strizzare bene nuovamente.

Fatto questo, metterli nella marinatura, mescolare molto bene e lasciare a riposo ancora 10 minuti.

Scolare dalla marinatura e servire in un piatto o ciotola spolverizzando in superficie con la buccia di limone grattugiata.




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sabato 18 marzo 2023

KAPOSZTAS KOCZKA ovvero QUADROTTI UNGHERESI AL CAVOLO CAPPUCCIO

Ho questo libro "HAZANA - La cucina ebraica vegetariana" da un paio di anni e ho già spulciato e provato alcune ricette, tutte buonissime!

Quindi rivolgermi a "lui" ancora una volta, alla ricerca di qualcosa di particolare, tipico della tradizione culinaria di un Paese, mi  è sembrato naturale come bere un bicchier d'acqua!

Infatti trovata subito la ricetta per consumare il CAVOLO CAPPUCCIO comprato qualche giorno prima, perfetto per la letterina C del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti, ideato e capitanato dalla nostra Capa AIU'!

Come spiega l'autrice Paola Gavin nell'introduzione a questa ricetta, gli Ungheresi usano formati di pasta diversi a seconda del piatto da preparare e le Kaposztas Koczka si fanno sempre con i quadrotti di pasta all'uovo e ci sono linee di pensiero che prediligono, nel piatto, la prevalenza della pasta sul cavolo o viceversa, ma che secondo gli esperti, dovrebbe valere sempre la prima opzione...

Essendo la prima volta che faccio questo piatto, ho cercato di fare una via di mezzo ovvero... metà pasta e metà cavoli e ci è piaciuta moltissimo!!!!

Certo è che il burro gioca la sua parte! Infatti non essendocene in fondo tantissimo, comunque si sente e dà quel tocco di "coccola" al piatto che, se si sostituisse con l'olio ne perderebbe "la magia"!

Per cui, nonostante io non usi mai il burro in cucina (tranne che per le ricette di questo Viaggio, quando occorre) mi sentirei di consigliare di usarlo a mente serena! ^______^

Per cui... voliamocene in UNGHERIA e gustiamoci queste...

KAPOSZTAS KOCZKA 
ovvero
Quadrotti Ungheresi al Cavolo Cappuccio

600 g di cavolo cappuccio bianco
50 g di burro
2 cucchiaini (rasi) di zucchero
sale qb
pepe nero macinato al momento

per la sfoglia dei quadrotti:
(ricetta sempre dal libro)

250 g di farina 0
3 uova categoria A (io da allevamento all'aperto)
1/2 cucchiaino di sale

Lavare bene ed eliminare le prime foglie esterne del cavolo cappuccio.

La ricetta dice di grattugiarlo, ma io ho preferito tagliarlo a fette sottili e poi a pezzetti piccoli.

Salare, mescolare bene e mettere da parte a scolare dall'acqua di vegetazione, in un colino.

Nel frattempo preparare la sfoglia, formando la fontana sulla spianatoia, fare un incavo al centro e rompervi le tre uova insieme ad una presa di sale.

Lavorare all'inizio con una forchetta incorporando man mano la farina, quindi passare ad impastare a mano fino a formare un panetto di impasto liscio ed elastico.

Volendo, aggiungo io... si può far fare tutto all'impastatrice, ma il quantitativo di farina è talmente piccolo che farlo a mano ci vogliono si e no 10-15 minuti.... 

Oppure giocate "sporco" e acquistate i quadrotti già pronti, ma se lo avessi fatto, sarei uscita dallo spirito del gioco di questa bellissima Raccolta!! :DDD

Mettere l'impasto così ottenuto in una ciotolina, coprire con un piatto o pellicola in modo che non asciughi in superficie e lasciarlo riposare una mezz'ora.

Riprendere dunque l'impasto, dividerlo in quattro porzioni uguali e lavorarne una alla volta con il mattarello, fino ad ottenere delle sfoglie sottili (quelle in attesa, tenerle sempre nella ciotola coperte).

Lasciarle asciugare un quarto d'ora, quindi ricavare delle striscioline di 2 cm di larghezza in verticale, quindi ritagliare altre strisce uguali, in orizzontale, ottenendo così i quadrotti.

Infarinare leggermente perchè non si attacchino e tenerli in attesa della cottura, su un canovaccio pulito.

Io ho preparato la pasta ieri pomeriggio...

Strizzare delicatamente il cavolo per eliminare eventuale acqua residua.

In una padella capiente, fare fondere il burro quindi aggiungere lo zucchero, farlo caramellare quindi versare il cavolo cappuccio, salare, pepare e portare a cottura a calore moderato, mescolando spesso, fino a che risulta imbiondito.

Cuocere i quadrotti all'uovo in abbondante acqua salata, quindi scolare, versarli nella padella con il cavolo cappuccio, mantecare bene in modo che i quadrotti risultino ben conditi e servire.

Mangiare subito, belli caldi!

Noi li abbiamo mangiati oggi a pranzo e ci sono piaciuti un sacco!

La nota "dolce" dello zucchero si avverte appena e dà quel non so che al piatto che ci ha stupiti e intrigati tanto da litigarci il fondo rimasto nella padella! :DDD

Però... se volete proporlo ai vostri ospiti, non svelate il "segreto" dello zucchero perchè la nostra cultura culinaria potrebbe far storcere il naso e invece ci sta benissimo!!!!




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OCCHIO! DA DOMANI 19.03.2023 SI PARTE CON LA LETTERINA "D"









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