giovedì 30 agosto 2018

GRAMIGNA CON LA SALSICCIA di Vito Bicocchi

Per la Tappa dei PRIMI DI TERRA del Menù Lib(e)ro, un progetto della Capa Aiù, nato dall'idea della nostra Segretaria Marta, ho voluto finalmente provare una delle tantissime ricette del libro VITO CON I SUOI, che mi ero segnata tempo fa e, praticamente, avevo messo una cicognina su ogni pagina! :D

Sapete cosa sono le cicognine vero? Bè, magari le più giovani no, ma sono quelle mollettine in alluminio che usavano le parrucchiere anni e anni fa per tenere stretti i bigodini in testa alle signore....

Fanno molto vintage ma, soprattutto, NON rovinano le pagine mentre invece le graffette (che usavo prima di "scoprire" le cicognine) lasciano un antipatico piegolino che odio, non sopporto di vedere le pagine piegate o in qualche modo deformate, sui libri a cui tengo particolarmente ^_____^

Ma sto divagando.... torno alla ricetta che è TROPPO buona!

E per dirlo io che non mangio praticamente MAI la salsiccia.....

E poi facendola, è stato un pò come essere in cucina con Vito, mamma Paola, papà Roberto e il nipote Lorenzo e chi li conosce sa di cosa parlo! Sono uno spasso! Sono teneri, affettuosi e sparano certe battute da piegarsi dalle risate! M'è successo qualche volta di perdermi dei passaggi per il troppo ridere... Avrete capito che li adoro! Su Sky, canale Gambero Rosso, passano le loro puntate praticamente ogni giorno (ora poi ci sono quelle nuove!) e non me ne perdo una! E la serie con Giorgione l'avete vista?! Mitici!!!!

Come dite? Sto divagando ancora?! Vero! :DDD

Va bene dai, nel frattempo la pasta s'è cotta ed eccola qua:

GRAMIGNA CON LA SALSICCIA 
di Vito Bicocchi

400 g di pasta di salsiccia
1/2 cipolla (io 1 scalogno grosso)
3 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro
1/2 bicchiere di vino bianco (io Verdicchio di Matelica perchè quello ho)
olio evo q.b.
pepe q.b.
brodo di carne q.b. (io 1 dado vegetale senza glutammato Alce Nero)
350-400 g di Pasta Gramigna

In una casseruola versare 3-4 cucchiai di olio evo e imbiondirvi la cipolla tagliata fine.

Sgranare bene la salsiccia, versarla nella casseruola e farla rosolare finchè cotta, quindi sfumare col vino.

Vito dice che sua nonna diceva che la salsiccia doveva essere cotta, prima di aggiungere il vino, altrimenti prende un gusto amaro...

Sfumato il vino, unire il concentrato di pomodoro, mescolare bene, quindi versare un mestolo abbondante di brodo di carne (io ho fatto un brodo concentrato vegetale, sciogliendo un dado in mezzo litro di acqua bollente perchè brodo di carne pronto non ne ho praticamente mai e il dado di carne lo aborro.... Spero che Vito e Suoi mi perdonino....) e lasciare cuocere mescolando di tanto in tanto.

Sulla ricetta non dice per quanto, quindi mi sono regolata a occhio.... circa 45 minuti e il ragù deve restare "morbido".

Cuocere la gramigna in acqua salata quindi condire e .... Buon Appetito!

Come suggerisce Vito stesso, non occorre formaggio ma... de gustibus :)

CONSIDERAZIONI FINALI:
- Mentre cuoceva il ragù, nel condominio c'è stato chi si è affacciato e ha chiesto cosa stavamo cucinando perchè c'era un profumino bestiale!
- Appena terminata la cottura ne ho data un paio di cucchiaini a papà in una tazzina per "il test" e ha chiesto se potevamo già mangiarci la pasta (peccato che erano le 9 di sera ed avevamo appena finito di cenare! :DDD )
- A pranzo del giorno dopo ce ne siamo fatti un super-piatto a testa ed eravamo alla fine satolli e felici come al pranzo di Natale! :DDD

E ora volo a lasciare la ricetta alla nostra Chef di turno (oggi è l'ultimo giorno, ma spero di arrivare in tempo) ELENA di Zibaldone Culinario



sabato 4 agosto 2018

FUSILLI TONNO E TACCOLE

Per la portata dedicata ai PRIMI DI MARE della Raccolta ideata da Aiù e Marta "MENU' LIB(E)RO" ho voluto essere temeraria, ma per davvero eh?!

In fondo lo scopo di questo gioco è proprio mettersi alla prova con qualcosa di mai cucinato prima e in effetti, il Tonno sì, lo conosco eccome, ma ho usato sempre quello conservato in scatola o vasetto,al massimo (ma una volta sola perchè non mi è piaciuto un granchè) quello a fette tipo il salmone affuminato.

In questo piatto invece è previsto l'uso di quello fresco!

Ero molto (moltissimo!) scettica, perchè col pesce non vado mica tanto d'accordo.... oh... alla più brutta, ho pensato, si papperà tutto il Compare e io mi arrangerò con un'insalata! :DDD

E invece che bella scoperta! Mi piace e non mi ha fatto assolutamente male! Che gioia! Posso aggiungere un altro pesce ai pochissimi che riesco a mangiare! (salmone, orata e spigola)

Poi la porterò anche alla nostra Capa-Chef di turno Anisja del blog La Cucina di Anisja, che ci ospita dal 03.08.2018 al 16.08.2018

La ricetta l'ho presa da un libriccino che era in omaggio con la rivista di cucina Alice ed è PASTA E RISO dell'ESTATE pubblicato nel 2012. Purtroppo non è riportato il nome dello Chef che ha ideato-cucinato il piatto...

FUSILLI TONNO E TACCOLE
(per 4 persone)

320 g di fusilli (io Penne de La Finestra sul Cielo)
1 filetto di tonno fresco da 300 g
150 g di taccole
5-6 pomodori secchi sott'olio
1 limone bio
olio evo
sale e pepe qb

Lessare i fusilli (io ho usato le penne perchè avevo quelle in casa) scolarli al dente, passarli sotto l'acqua corrente fredda per fermare la cottura, condire con un filo di olio evo e tenere da parte.

Nel frattempo pulire le taccole (note anche come fagioli piattoni o fagioli marconi) e lessare anche queste, scolandole ancora croccanti e tenere da parte.
Scottare il tonno su una piastra rovente un minuto per lato quindi tagliarlo a cubetti.

Scolare i pomodori dal loro olio di conserva e tagliarli a striscioline.

Io ho usato dei pomodori secchi che avevo già trattato precedentemente e conditi con olio evo, sale e origano.

Emulsionare 3 o 4 cucchiai di olio con il succo di limone, un pizzico di sale e una macinata abbondante di pepe.

Versare la pasta in una ciotola e condire con le taccole, il tonno, i pomodori e l'emulsione, mescolare bene per amalgamare quindi servire.

Ottimo primo freddo, diverso dai soliti condimenti!

Anche questo da segnarsi, evviva! ^____^




venerdì 27 luglio 2018

SPANAKOPITA - Triangoli agli Spinaci

Ma quanto mi sto divertendo a sperimentare e (finalmente!!!) ad usare i libri di cucina che ho nella libreria di là!

Grazie alla raccolta MENU' LIB(E)RO l'ultimo progetto nato dalle menti della Capa Aiù e della Segretaria Marta, almeno il Compare non avrà più motivo di lamentarsi che compro tanti libri di cucina, ma non li uso! :DDD

Perchè è vero... Li adoro, mi piace tantissimo leggerli e sfogliarli, ma sono ben pochi quelli messi "a frutto" un pò per mancanza di tempo ma, soprattutto, per pigrizia!

Ebbene lo ammetto: so essere di un pigro, ma di un pigro a volte, che mi faccio spavento da sola! :DDD

Comunque, ricordandovi che può partecipare CHIUNQUE abbia voglia di mettersi in gioco ai fornelli, andate a leggere il regolamento e passiamo alla "mia" ricettina, che poi passerò a lasciare nella cucina della Capa-Chef di turno (fino alla mezzanotte di giovedì 2 agosto) ovvero l'Amica Cinzia del blog CINDYSTAR

La ricetta è dello Chef Martino Beria, dal suo ultimo libro IL GIRO DEL MONDO IN 60 PIATTI VEG 

SPANAKOPITA
(Triangoli agli spinaci)
per 6 triangoli

per il ripieno:
150 g di spinaci cotti (e molto ben strizzati)
8 g di cipollotto
1 rametto di aneto fresco (io origano fresco)
100 g di tofu al naturale
60 g di yogurt di soia al naturale
2 g di sale integrale
pepe 

per le sfoglie:
6 sfoglie di pasta fillo (da ca. 30x50 cm.)
olio evo
gomasio di sesamo bianco e nero  (mia aggiunta)

Io ho usato (e sporcato) solo un accessorio per questa ricetta, cosa incredibile, visto che di solito, quando cucino, riduco tutto ad un campo di battaglia e sono capace di svuotare tutti e due i cassetti delle posate!!! :DDD

Dunque, ho messo cipollotto, spinaci, tofu ben sgranato, yogurt, le foglioline del rametto di origano, sale e pepe nel bicchiere più largo, dotato di lama, in dotazione al frullatore ad immersione della Kenwood (il Triblade con accessori per intenderci) e frullato il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo ma abbastanza granuloso.
Ho assaggiato e regolato di sale perchè mi sembrava ancora un pochino "sciapo".

Ho aperto la confezione di pasta fillo e preso una sfoglia alla volta per ogni triangolino.

Siccome io ho fatto casino con la chiusura (anche se poi il triangolo l'ho ottenuto lo stesso, ma è venuto più grande) trascrivo qui sotto esattamente la procedura così come scritta nella ricetta, che magari voi siete meno casinisti di me e ce la fate! :DDD

Oliare da entrambi i lati ogni foglio di pasta di fillo (io solo un lato...) ripiegarlo a metà unendo i due lati corti e ripetere l'operazione per ottenere un rettangolo di circa 30x12 cm.

Disporre un cucchiaio di ripieno vicino ad uno dei due lati corti poi iniziare a piegare a triangolo la sfoglia fino ad arrivare alla base del rettangolo.

Ripetere l'operazione per ogni triangolino di Spanakopita.

Di mia iniziativa, ho voluto poi cospargere ogni Spanakopita con un pizzico di Gomasio che faccio in casa (sesamo bianco, sesamo nero tostati e poi frullati insieme al sale)
Cuocere in forno preriscaldato a 175° (io 180) per circa 20 minuti (io 25) o finchè non saranno belli dorati.

Si possono servire con un pò di salsa tzatziki (che io non ho fatto perchè non digerisco i cetrioli....).

Ah! Poichè li ho trovati un pò untini, la prossima volta occhio all'olio!
Secondo me basta ungere all'inizio (quando si fanno aderire i fogli piegati) e alla fine! :DDD

domenica 22 luglio 2018

BASTONCINI ALLE NOCI E ANACARDI

Con questo caldo una persona normale l'ultima cosa a cui penserebbe, sarebbe quella di accendere il forno di casa.... ma io non sono normale e quindi...

Il Licoli, poverino per quanto sia poco impegnativo da mantenere bello vispo, richiede comunque quel minimo di impegno, una volta ogni 7-10 giorni, per un bel rinfreschino, anche se la sua "mamma" non ne avrebbe una gran voglia e quindi....

In più, avevo qualche pacchettino di farina aperto ma la quantità non bastava, per ogni farina, per tirarci fuori un pane e poi si avvicinano le vacanze ed è meglio non lasciare in dispensa confezioni aperte quindi....

Eh... e quindi ho fatto un impasto svuota-dispensa con quel che c'era, col Licoli bello peperino e accendendo il forno! :DDD

BASTONCINI ALLE 
NOCI E ANACARDI
a lievitazione lenta

130 g di Licoli rinfrescato
230 g di acqua tiepida
2 cucchiai di olio evo umbro
115 g di farina manitoba Molino Chiavazza
195 g di farina tipo 2 di grano tenero Le Terre di Ecor
150 g di farina 00 Molino Gatti 100% senza additivi
2 cucchiaini di sale fino
150 g circa fra noci e anacardi al naturale (cioè non salati) già sgusciati

Mescolare fra loro le farine e tenere da parte.

Scaldare bene una padella antiaderente e tostarvi noci e anacardi, quindi mettere da parte a raffreddare.


In una ciotola sbattere con la frusta l'acqua col licoli per farlo schiumare, quindi aggiungere l'olio e le farine e impastare grossolanamente finchè le farine avranno assorbito l'acqua. A questo punto si può aggiungere il sale e si impasta con delle pieghe in ciotola finchè diventa liscio.

Coprire con un coperchio e lasciare riposare una mezz'oretta, dopo di che riprendere con le pieghe in ciotola (qualche giro) e lasciare riposare di nuovo mezz'ora.

Trasferire l'impasto sul piano spolverato con la farina tipo 2, ribaltarvi l'impasto e lavorarlo finchè diventa liscio ed elastico.

Allargarlo sul piano e posare al centro il mix di noci e anacardi tostati e già sminuzzati grossolanamente al coltello.

Richiudere l'impasto su questi tirando su i lembi laterali e impastare brevemente, giusto per distribuire bene la frutta secca.

Chiudere l'impasto a palla, pirlare e adagiarlo in una ciotola di vetro dai bordi alti e non troppo larga e unta con un velo d'olio evo.

Coprire con una cuffia (anch'essa unta nella parte interna) e lasciare riposare a temperatura ambiente per un'ora almeno (in cucina avevo 30 gradi....) quindi trasferire in frigorifero, nella parte più bassa, fino al giorno dopo.

Io l'ho messa in frigo la sera, verso le 19.00, e l'ho ripresa fuori questa mattina alle 06.30.

Dopo qualche ora, quando tornata a temperatura ambiente, spolverare di farina (sempre la tipo 2) il piano di lavoro, ribaltarvi l'impasto e lavorarlo delicatamente, senza sgonfiarlo, dandogli la forma di un cilindro.

Da questo ricavare dei segmenti larghi circa un dito con una spatola e lavorare ognuno tirandoli a grissino lungo almeno una 30na di cm.

Dividere ogni "grissino" a metà e disporre ogni bastincino così ottenuto sulla placca del forno (con carta forno se non è antiaderente) spolverata di farina (sempre la tipo 2).

Coprire con un telo pulito e lasciare lievitare un'oretta.

Nel frattempo scaldare il forno a 220° quindi cuocere abbassando a 200° per 20-25 minuti, fnchè saranno belli dorati.

Bè... i miei si sono anche belli bruniti, ma sono buoni lo stesso! :DDD

Buona Sgranocchiata! ^_______^

domenica 15 luglio 2018

FICO CROCCANTE per il Menù Lib(e)ro


E siamo agli ANTIPASTI DI CARNE, nella costruzione del Menù con ricette tratte dai libri di cucina che abbiamo in casa.



Come ormai avrete imparato, MENU' LIB(E)RO è un Progetto delle nostre Aiù e Marta e ogni due settimane si cambia portata, con una/uno Chef Padrone di casa, che propone una ricetta e noi altre tutte aiuto-cuoche a proporne altre sempre sullo stesso tema e per questa tappa le ricette vanno lasciate alla Capa-Chef Simona del blog BRICIOLE, fino al 19 luglio e ogni tanto capita anche a me di stare nei tempi! :D


Dunque la ricetta che ho scelto è facilissima, velocissima ma buonissima!

L'ho presa dal libro FACCIA DA CHEF di Andy Luotto, che sapevo essere un bel personaggio, ma che fosse anche Chef è stata una vera (e graditissima) sorpresa!

In questo libro ci sono tantissime altre ricette che avrei potuto provare a riprodurre, ma in questi giorni sono "un pò" presa dai problemi di salute di uno dei nostri gattoni (Scrocco) e non ho le energie nè fisiche nè mentali per cercare qualcosa di più elaborato...

Ad ogni modo, anche questo antipastino l'ho messo nella mia agendina delle ricette preferite perchè è davvero spettacolare!


FICO CROCCANTE


difficoltà: facile
tempo: 10/15 minuti

12 fichi tagliati a metà
24 fette di pancetta sottilissima (io affumicata)
aceto balsamico o mosto cotto (io Glassa di Balsamico naturale)
pepe (facoltativo, infatti io non l'ho messo)

Pelare i fichi, tagliarli a metà e metterli in frigo un'oretta o anche due.
Andy suggerisce questo passaggio perchè così si avvertirà un piacevole contrasto caldo-freddo, croccante-morbido.

Quindi avvolgere ogni mezzo fico in una fetta di pancetta, scaldare bene una padella o piastra liscia antiaderente e cuocere i fichi rigirandoli finchè la pancetta sarà dorata e croccante.

Guarnire con qualche goccia di aceto balsamico o mosto cotto di fichi (non avendo nè l'uno, nè l'altro, ho optato per la glassa di balsamico in foto, che mi piace tantissimo!)

Come potrete notare dalle foto, come mio solito ho fatto casino quando ho comprato fichi (una vaschetta da 5) e pancetta.... infatti non ricordavo che i fichi andavano tagliati a metà e così ho comprato 5 fette di pancetta, tra l'altro quella stagionata e affumicata, invece di quella fresca cruda....

Una volta a casa ho realizzato la caz..... ops.... cavolata compiuta e quindi mi sono arrangiata come ho potuto.... Quindi ho tagliato a metà anche le fette di pancetta, che a quel punto erano troppo corte perchè i fichi, seppur tagliati a metà, erano cicciotti, per cui ho posato la fetta di pancetta sulla parte liscia di ogni mezzo fico e fermato il tutto con uno stecchino :DDD

Bè, vi dirò.... che gli Ospiti a cena hanno gradito comunque e che forse, la pancetta stagionata ha dato ancora più sprint al piatto :D

La prossima volta li rifaccio per bene così sentirò la differenza!

Buon Appetito dalla Vostra Gata Svampita!








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